Raccolto diurno

Raccolto Diurno, Erri De Luca, 2021

Ho sempre un libro di poesie con me. Le poesie mi servono a riempire i silenzi, ad accendere la luce quando è buio, mi servono da fazzoletto per le lacrime, da selfie per un -raro- sorriso, per condividere con me stessa la bellezza.

Erri, si sa, lo adoro, e secondo me è poetico anche quando scrive in prosa.

Poche asciutte parole, e precise. Proprio come deve essere la poesia.

Guardavo ieri sera su RaiPlay “In scena, playlist per la poesia” con Jovanotti e Nicola Crocetti, che tra l’altro è l’editore anche di questo libro di Erri. Un bel programma allegro in cui si sono lette poesie e ci si è commossi. Crocetti dice che la poesia è descrivere le cose in modo preciso, “assoluto”.

Così è Erri, c’è poco altro da aggiungere alle sue poesie assolute, che suonano dentro.

Le metafore di Erri, sempre e anche in questo “Raccolto diurno” che ce l’ha anche nel titolo, richiamano la natura, il bosco, i sentieri di montagna.

Così si spiega la vita, l’amore.

Nessun artificio, nessun effetto speciale, ma c’è quel che serve dire con l’immediatezza di una frase che arriva per la strada più breve, senza rime, con precisione chirurgica.

Mi emoziona con semplicità.

Sono poesie bellissime, ma sentite questa:

Da “Raccolto Diurno”

Giuliana ✨

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Spizzichi e bocconi

Ho comprato Spizzichi e bocconi, di Erri De Luca, il giorno stesso in cui è uscito, ho iniziato la lettura lenta, per scelta, per godermelo di più.

Poi incredibilmente l’ho lasciato. Quando l’ho ripreso, qualche giorno fa, ne ho capito i motivi.

Mi disturbavano i capitoli del nutrizionista, mi bloccavano le storie di Erri, il filo dei miei pensieri e delle emozioni.

L’ho letto d’un fiato saltando quelle parti, mi perdonerà Erri e Valerio Galasso, il biologo nutrizionista che è anche molto interessante e pieno di spunti.

Dedicherò a lui una seconda lettura.

Invece i racconti di Erri li ho trovati pieni della sua solita poesia, nessuna novità.

Si concentra sui cibi della sua vita, per ogni cibo c’è una storia raccontata con delicatezza, quasi sottovoce, eppure le sue parole hanno una risonanza enorme in me.

Racconta della semplicità dei pasti, di sapori come sentimenti, di atmosfere antiche, testimoni di un passato raccontato con tanta nostalgia ma senza alcun rimpianto.

È il solito Erri, con tanto di capitolo finale in cui mi è parso che raccontasse se stesso in modo nuovo, con una dolcezza misurata e profondissima.

Io lo adoro, le sue parole mi fanno bene, mi toccano piano, mi fanno emozionare senza clamore, ma si sa.

Ora mi dedico a leggere le parti del nutrizionista, d’altra parte, dato il titolo, posso azzardare di leggerlo anche io a spizzichi e bocconi.

Ci metterò, dentro alla poesia, anche un po’ di scienza e vediamo che succede.

Giuliana ✨

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