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Tornare al giardino

Tornare al giardino (Marco Martella, Ponte alle Grazie, 2016), è la soluzione.
Sempre, soprattutto in questo periodo di tempo sospeso, che non sembra vero.
L’unico difetto di questo libro gentile e delicato, è che è troppo breve, si legge in un lampo.
Allora, per rimediare, si rilegge.
Anche perché è pieno di poesia e di dolcezza sapiente, è pieno di vita che si rinnova, che adesso sembra quasi una magia.
La vita in un giardino un po’ magica lo è.
Un giardino è il senso, l’ordine profondo, un cerchio magico con il tempo dilatato, un luogo sacro, il luogo dell’agire poetico

un’isola, uno spazio altro … che ci fa tornare alle origini risvegliando in noi il senso del meraviglioso…

un luogo destinato a proteggere ciò che c’è di meglio.

Ogni giardino, ogni angolo di terra, ha suoni, odori, possiede una sua voce, quella del genius loci che lo abita, che lo rende sacro e che ci permette di sottrarci al tempo ordinario.
Entrando in ognuno di questi luoghi quello che possiamo fare è sederci, e ascoltare.

La nostra anima ce ne sarà grata.

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