Fiume Adige

foto MyTherapy

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Quando vedo il Fiume Adige mi sento a casa, difficile da credere per chi mi conosce, legata come sono al mio paese, al verde cangiante dei miei boschi e alla mia Cascata.
In questa breve vacanza l’ho solo sfiorato all’andata e, adesso che il viaggio di ritorno è cominciato, sto per avvistarlo di nuovo e, salutandolo, prometto a me stessa che la prossima vacanza sarà tutta con lui.
Eppure non mi sento pienamente a mio agio, in acqua, non sono una nuotatrice disinvolta e mi inquietano certe profondità invisibili.
Nonostante ciò fiumi e laghi mi affascinano, sarà che mi porto dietro, dentro, la magia delle acque, come un gene dislocato, come una tara ereditata.
Queste vacanze ai laghi di montagna sono state a mia misura.
Acque calde e cristalline, calme e prevedibili, conifere intorno e dolomiti sullo sfondo, la fortuna di un sole deciso e di un caldo importante, l’ombra rinfrescante e prati morbidi su cui stendere i teli e accamparsi tutto il giorno, noi quattro.
L’effetto rassicurante di questo contesto ce l’hanno avuto infatti anche i miei figli che, timorosi dell’acqua più di me, si sono sciolti: lui non urla più se si allontana da me coi braccioli, anzi continua a dire “solo! Solo!”; lei si tiene a galla, va sott’acqua, si tuffa (certo, per una bambina particolare forse è normale imparare a nuotare sulle dolomiti!).
Viaggio di ritorno, dunque, di una vacanza breve, al ritmo immutabile del ballo del fiorellino o, peggio, del lamento incessante della loro noia.
Un sensore del motore è fuori uso quindi la velocità massima consentita dalla nostra auto entrata in protezione è 110 km/h.
Mio marito è arrabbiatissimo e guida, col muso, lungo la statale costeggiando il Brennero.
Io saluto questi luoghi, silenziosamente contenta di questa velocità modesta.
Amo questi luoghi.
La farfalla del logo, le distese di piantagioni di mele e i vigneti e gli uliveti, i tetti delle case incorniciati da massicci rocciosi, i balconi impeccabilmente fioriti, nessun geranio fuori posto nei giardini privati tutti ben curati, evidentemente tanto amati, le cataste di legna accurate e perfette, strade tortuose con asfalto rossiccio antigelo e montagne perpendicolari che sembrano venirti addosso, imponenti da togliere il fiato, castelli arroccati pieni di fascino lontano, le interminabili piste ciclabili dove pedalare sembra volare.
Persino scrivere viaggiando non dà nausea.
Eccolo, dunque, il Fiume Adige.
Mi accompagna per un po’.
Poi si allontana e se ne va.
Lasciandomi qui.
Riempita e nostalgica, verso casa.