Storie di corsa: correre è solo correre

foto Gio

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VALTER E GIOVANNA: CORRERE E’ SOLO CORRERE (E UN CUCCIOLO D’UOMO)

LUI:
Una decina d’anni correndo, dopo nuoto, spinning, fitboxe, step.
Nessun motivo in particolare “Muovermi mi faceva sentire bene”.
Poi, per caso, una leggera corsetta ad alternare una fisioterapia.
Fino al momento in montagna, la corsa in solitaria, la natura, i posti legati all’infanzia, “Tutto il resto fuori”.
“Solo io contro me stesso, allenamenti e gare in solitaria, in perfetto equilibrio anima e corpo, leggero come una piuma, veloce come un razzo… I miei amici mi chiamano beep beep, il mio trainer mi fa notare che se poco poco avessi iniziato a correre da adolescente magari adesso sarei qualcuno! Il prossimo obiettivo 10K in 34 minuti, avere un obiettivo dà una ragione di correre e d’essere, avere qualcuno che ti incita all’obiettivo è il succo fresco del frutto della vita.
E un altro succo ho sperimentato, correndo.
Questo cucciolo d’uomo che stringo tra le braccia è il frutto di un amore grande sbocciato correndo.
Alla corsa, quindi, devo molto, alla fine quasi tutto!
La corsa è fine a se stessa.
O meglio, ti aiuta a stare bene ma si vive anche senza.
O meglio, quando fa parte del tuo equilibrio allora fa parte anche della tua vita.
O meglio, se della tua vita diventa il tuo primo pensiero allora la corsa ti ha portato fuori strada.
Ma si può stare in equilibrio anche senza la corsa.
In fondo correre è solo correre, quando corro mi sento in pace, il mio corpo è leggero, la mia mente è in relax, e quando non corre pensa in continuazione, si lambicca dietro a sentieri impervi, stressanti, anche inutili”.

LEI:
“Corro da quasi dieci anni e adesso prendo io in braccio questo cucciolo d’uomo.
Ho sempre fatto tanto sport, poi per caso, ho scelto una palestra, la stessa di lui, in cui ho conosciuto gente che mi ha avvicinato alla corsa in modo tecnico.
Prima correvo solo col corpo, poi ho cominciato con consapevolezza, con la mia mente.
Correre mi ha dato appartenenza alla nuova città, l’ennesima in cui andavo a vivere per lavoro.
Correre, per la me stessa di adesso, è solo correre…nel senso che è un modo per tenersi in allenamento, fare sport, dedicarsi a se stessi, scaricare un po’ di tensione e riflettere.
Diventa stile di vita se è la corsa a comandare, lei ti porta dipendenza e non puoi più fare senza.
La mia mente mentre corro si libera dalla routine, se non corre non stacca mai la spina.
Si, è la mente che corre, è la mente che vuole il piacere di una bella corsa, senza arrivare all’allenamento duro e lungo della maratona. Mezze maratone quante ne vuoi, il mio piacere arriva fin li.
La corsa è un piacere, dunque, e amore, come questo cucciolo d’uomo che tengo stretto a me.