Manteniamoci giovani. Vita e vino di Emidio Pepe

“I Pepe ridono, sorridono sempre. Un po’ perché questo mondo non ammette le debolezze della disperazione, un po’ perché sono felici veramente”.

Questa è la forza di una famiglia di vignaioli nata e diventata grande grazie a lui, Emidio Pepe, uno che ha imparato da bambino a conoscere da vicino il duro lavoro dei campi, uno forgiato dalla terra come testardo, ma dalla terra modellato come uomo di fiducia.

Emidio Pepe è un uomo che incita e dà fiducia, uno che avrebbe preferito che figlie e nipoti non andassero all’università perché

ti arricchisci di ogni persona con cui parli.

Emidio Pepe è un uomo che ha viaggiato quando i viaggi non andavano di moda e non erano nemmeno facili, ma è diventato quello che è, grazie al coraggio che ha avuto di andare incontro ad altre realtà, senza intermediari.

Fare il giramondo forma l’uomo.

Emidio Pepe ha dato vita ad una azienda familiare dal sapore internazionale, dalle colline immutabili di Torano Nuovo, Abruzzo, piantate a Montepulciano e Trebbiano, i vini Pepe hanno un respiro ampio, vedute lungimiranti, lunghezza di passo a misura di sognatori testardi.

Il libro Manteniamoci giovani. Vita e vino di Emidio Pepe, curato da Sandro Sangiorgi, edito da Porthos, è una bellissima lettura di terra, di vino, di poesia e di vita, una biografia di un uomo, di una azienda, di una famiglia, di un modo di vedere il vino, le piante, il futuro.

E’ una lettura indispensabile per chi si avvicina in punta di piedi al mondo del vino, per chi ci è dentro fino al collo, per chi non ne sa niente ma vuole imparare.

E’ una storia che stimola la necessità di aver chiari i propri obiettivi, la necessità di lavoro di mani, sudore di fronte, testardaggine di anima perché gli obiettivi non siano solo sogni ma una realtà conquistata.

 

“Ma tu lo sapevi già di fare uno dei migliori rossi del mondo?”

“Si, sono partito proprio con questa idea”.

Giuliana

Se domani farà bel tempo

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Se domani farà bel tempo è un libro scritto da Luca Bianchini, pubblicato nel 2007, edito da Oscar Mondadori.
Sono stata molto indecisa se considerarlo o no un libro terapeutico e vi spiego i motivi.
È la storia di un ventisettenne molto ricco, genitori separati, scuole di altissimo livello, ville con piscina sparse per i luoghi più alla moda del mondo, nessun lavoro per cui alzarsi al mattino e solo la preoccupazione di trovare coca da sniffare.
Non vi fa venire i nervi?
A me si, ma ho continuato la lettura perché dalla quarta di copertina ho saputo che in qualche modo Leon, il ventisettenne sniffatore, si sarebbe andato a redimere in una tenuta vinicola, e poi anche perché, devo essere sincera, lo stile di Bianchini è scorrevole e divertente, sa tenere incollati i lettori alle pagine, nonostante un linguaggio troppo pieno di volgarità (di parole e di immagini) che a me in genere disturbano parecchio.
La seconda parte, come immaginavo, è molto più bella.
La vendemmia scandisce i tempi di lavoro e relazioni e Leon in effetti prende coscienza di se stesso, del proprio corpo disabituato alla fatica, dei tempi scanditi dal sole e dalla pioggia, lontano dalla vita mondana, dalla movida milanese e soprattutto dalla coca.

Va da sé che in questa sorta di miglioramento, di crescita personale che il protagonista compie, la lettura è consigliata, anche perché si snoda tra leggerezza e umorismo, cosa che non fa affatto male, come abbiamo detto anche qui.
Dopo qualche riflessione, dunque, vi consiglio di leggerlo.
Poi magari ditemi che ne pensate nei commenti qui sotto!

Giuliana

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A noi donne piace il rosso

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Nel bel mezzo della lettura affascinante di “A noi donne piace il rosso” di Daniela Farnese (Newton Compton Editori), in piena notte, mi si scarica l’Ipad.
Così resto col finale in attesa, trepidante, mi sembro un’adolescente e al mattino dopo decido di terminarlo, ho da fare per prima cosa una doccia, e sotto il getto caldo del phon, l’IPad si fa perdonare e mi lascia arrivare a fine storia d’amore, con un leggero tocco di indice.
Una storia d’amore, si, una di quelle storie d’amore che fanno tornare ai batticuore dei quindicenni e fanno bene all’animo, perché non è mica detto che per trovare “terapeutico” un libro bisogna tuffarsi solo tra le pagine dei grandi classici e dell’alta letteratura.
A noi donne piace il rosso” scorre via tranquillo e fa dimenticare il mondo, con le sue descrizioni precise, che pare di starci e di vedere e riconoscere i personaggi.
E’ curioso come mi sia capitato tra le mani questo libro.
Chi segue My Therapy sui vari social sa che c’è questa abitudine di festeggiare i compleanni degli scrittori, così scopro Daniela Farnese.
Vado a leggere di lei e scopro questo suo libro, “A noi donne piace il rosso“.
C’è da fare una precisazione, io non ho mai bevuto vino, mi sono creduta per lungo tempo astemia, poi qualcosa è cambiato e d’un tratto mi sono ritrovata nel bel mezzo di un corso per sommelier.
Così ultimamente il vino è un territorio affascinante da esplorare, e non potevo non iniziare a leggere le prime pagine di “A noi donne piace il rosso” e subito comprare l’ebook non potendo aspettare l’arrivo del cartaceo (anche perché, assaggia tu che assaggio anch’io, continuo davvero a preferire il rosso!).

E’ un libro che può ben essere “somministrato” a chi è poco abituato a leggere, il linguaggio è fresco e moderno e la storia, che ricorda un po’ il film “Un’ottima annata“, scorre con lo stesso batticuore del film, provoca simili suggestioni e attrazione.

E’ un libro che può leggere chi subisce il fascino del vino e dintorni, ci sono molti riferimenti alle vigne, alla produzione e alla degustazione del vino.

E’ un libro che deve leggere chi ha fretta, chi vive di fretta, chi non sa cosa sia la pazienza, il respiro del cielo, il rumore delle piante che crescono, il suono del vento e delle nuvole.
La vigna insegna la pazienza.

E’ un libro che è pieno d’amore per la propria terra e chi mi segue sa che è una caratteristica fondamentale della mia vita. Archeofantasia ne è testimone.

Io ve lo consiglio e se vi va aggiungete la vostra recensione terapeutica nei commenti sotto 😉

Giuliana

Le copertine dei libri hanno tutte l’aspetto invitante di porte spalancate su altri mondi”.

“Mi aveva insegnato che i libri erano l’unica, efficace medicina contro il terrore del tempo che passa”.

“Ogni volta che leggevo un romanzo che mi appassionava, mi fissavo con un nuovo lavoro. E’ incredibile che potere abbiano i libri“.