L’invenzione della gioia


L’invenzione della gioia. Educarsi al vino. Sogno civiltà linguaggio, di Sandro Sangiorgi, Porthos Edizioni, è un libro che somiglia a un trattato, a un saggio, a una enciclopedia, dove si trova tutto quel che si cerca, e molto di più.

L’invenzione della gioia è un invito a “vivere il vino facendone lo strumento per crescere, per coltivare la bellezza”, basterebbe questo per prendere questo libro con sé e goderselo.

Questa è comunque una recensione difficile, non è facile scrivere di un libro così corposo, intenso, complesso, un libro che è insieme teoria del vino e pratica, vino e letteratura, esperienza sensoriale e poesia, coinvolgimento totale di corpo e mente e anima.

Se avete un po’ di curiosità per il mondo del vino potrebbe essere un punto di partenza, ma può essere anche un punto di arrivo per chi da anni approccia il vino con un’altra filosofia.

Il vino va conosciuto con delicatezza, senza doveri, con paziente attesa, con leggera frustrazione iniziale perché i grandi vini spesso sono inaccessibili ad un primo approccio, poi si svelano, pur restando con qualcosa di inafferrabile.

Il vino va inteso come un figlio: “è quello che è, non quello che vorremmo che fosse”, va conosciuto con la delicatezza di cui sopra, ed anche con discrezione e umiltà.

Nel bicchiere è bene entrare in punta di naso per uscirne magari solennemente.

L’effetto che fa la degustazione con consapevolezza (di teoria, di tecniche, di emozioni) è proprio questo: se ne esce solennemente.

Degustare con consapevolezza è un privilegio.

 

La degustazione, strumento di piacere e conoscenza, può essere usata per capire, per migliorare, crescere discosti dal rozzo.

Questo intendevo quando scrivevo “Fate un viaggio nel mondo del vino, scoprirete più cose di voi stessi che in una seduta di psicoterapia” nella recensione di Vino al vino.

Quando abbiamo la possibilità di concentrarci, la degustazione diventa anche un’esplorazione delle nostre intimità verso la comprensione di noi stessi.

 

Impariamo a usare il tempo dell’assaggio, rendiamo attiva ogni nostra parte sensibile e misuriamo l’effetto che il liquido odoroso produce. Scopriremo molto su di lui e moltissimo di noi.

Potrei star qui a citarlo tutto, perchè parla proprio, con sentimento, di tutto, è uno di quei libri preziosi che aggiungono spessore alla vita di ciascuno, alla vita di tutti.

Il vino è umanità, poesia, memoria, appassionarsi e innamorarsi del liquido odoroso è un’occasione per restare vicini alla varietà della vita.

 

Francamente, non mi pare una grande recensione per un libro terapeutico come questo, considerate questo post più come un invito a leggerlo, una spinta alla curiosità di vedere il mondo del vino in un modo diverso.

Giuliana

Se volete leggere di altri Libri Terapeutici sul Mangiare e Bere con Consapevolezza, cliccate qui.

Manteniamoci giovani. Vita e vino di Emidio Pepe

“I Pepe ridono, sorridono sempre. Un po’ perché questo mondo non ammette le debolezze della disperazione, un po’ perché sono felici veramente”.

Questa è la forza di una famiglia di vignaioli nata e diventata grande grazie a lui, Emidio Pepe, uno che ha imparato da bambino a conoscere da vicino il duro lavoro dei campi, uno forgiato dalla terra come testardo, ma dalla terra modellato come uomo di fiducia.

Emidio Pepe è un uomo che incita e dà fiducia, uno che avrebbe preferito che figlie e nipoti non andassero all’università perché

ti arricchisci di ogni persona con cui parli.

Emidio Pepe è un uomo che ha viaggiato quando i viaggi non andavano di moda e non erano nemmeno facili, ma è diventato quello che è, grazie al coraggio che ha avuto di andare incontro ad altre realtà, senza intermediari.

Fare il giramondo forma l’uomo.

Emidio Pepe ha dato vita ad una azienda familiare dal sapore internazionale, dalle colline immutabili di Torano Nuovo, Abruzzo, piantate a Montepulciano e Trebbiano, i vini Pepe hanno un respiro ampio, vedute lungimiranti, lunghezza di passo a misura di sognatori testardi.

Il libro Manteniamoci giovani. Vita e vino di Emidio Pepe, curato da Sandro Sangiorgi, edito da Porthos, è una bellissima lettura di terra, di vino, di poesia e di vita, una biografia di un uomo, di una azienda, di una famiglia, di un modo di vedere il vino, le piante, il futuro.

E’ una lettura indispensabile per chi si avvicina in punta di piedi al mondo del vino, per chi ci è dentro fino al collo, per chi non ne sa niente ma vuole imparare.

E’ una storia che stimola la necessità di aver chiari i propri obiettivi, la necessità di lavoro di mani, sudore di fronte, testardaggine di anima perché gli obiettivi non siano solo sogni ma una realtà conquistata.

 

“Ma tu lo sapevi già di fare uno dei migliori rossi del mondo?”

“Si, sono partito proprio con questa idea”.

Giuliana