Manuale del Guerriero della Luce

coelho

Il Manuale del Guerriero della Luce, Paulo Coelho, è del 1997, ma attualissimo per coloro che vivono una crisi di qualunque tipo.
É un libro utile per tornare a fidarsi del proprio cuore, dell’istinto, dell’intuito, della meraviglia, della semplicità. Vi ricorda che è indispensabile integrare cuore e mente e non lasciarsi sopraffare da una eccessiva razionalità.
Se sentite, in questo momento della vostra vita, mancanza di fiducia o indecisione, se siete di fronte a una sfida importante e avete bisogno di una iniezione di coraggio, leggetelo, vi farà bene.

Vi farà bene anche se tendete a enfatizzare le sofferenze e se vivete in un momento in cui vi sembra che il male si accanisca.
Armatevi di spada e coraggio e responsabilità e cominciate a elaborare!

Aiuta a conoscere e credere in se stessi e nei propri pensieri, allontanandosi dalla paura e dai sensi di colpa. Quel che dovete imparare è a credere nei vostri sogni!

E’ un libretto piccolo, scritto a paragrafi, non dovete necessariamente iniziarlo e finirlo, lasciatelo sul comodino, potreste leggerne poche frasi quando ne sentite il bisogno e lasciarvi ispirare le vostre notti e i vostri sogni.

Sarete portati a riflettere su alcune parole destinate a cambiarvi la vita, se saprete metterle nel vostro cuore e nella vostra vita.
Perseveranza, Entusiasmo, Positività, Pacifica convivenza, Pace, Avventura, Risveglio, Quotidianità, Relax, Riposo, Piccole cose, Meditazione.

Cominciate ad abituarvi alla luce!

“Un guerriero della luce presta attenzione agli occhi di un bambino. Perché quegli occhi sanno vedere il mondo senza amarezza. Quando desidera sapere se chi sta al suo fianco è degno di fiducia, cerca di vedere la maniera in cui lo guarda un bambino”.

Giuliana

Germi zero – relax uno

foto My therapy

foto My therapy

Mentre facevo la fila dalla pediatra ho incontrato una mamma di quelle super pulite, igieniche e igienizzate. Il suo povero bambino, alle prese con una fastidiosa dentizione, non poteva mettere le mani in bocca che lei gliele toglieva con grande disappunto: “sono sporche”.
Qualche mamma, meno costernata di me, provava a dirle “sono tutti anticorpi”, ma lei categorica “No! Non è questione di anticorpi, io pretendo pulizia, lavo ancora i suoi vestiti con il disinfettante e separatamente dagli altri, ci tengo, voglio pulizia”.
Che ansia.
Io subito a pensare ai miei carichi di lavatrici miste, boh, sarò una madre snaturata se lavo i miei calzini insieme a quelli dei miei figli? Ero snaturata quando sorridevo alle leccate goduriose del mio cane alle manine dei mie figli? Che madre sono se non lavo il pavimento tutti i giorni o se il ciucco cade e me lo ciuccio io prima di restituirlo a lui?
Mi domando: varrà la pena intraprendere una guerra quotidiana contro germi e batteri a discapito di una serenità propria e dei propri figli, di una vita leggera, di un animo rilassato e di un approccio tranquillo al mondo?