Wonder


Wonder è il romanzo d’esordio di Raquel Jaramillo pubblicato nel 2012 sotto lo pseudonimo di R. J. Palacio.
Racconta la storia di August Pullman, un ragazzo di dieci anni, affetto da una deformazione craniofacciale, che ha passato l’infanzia senza frequentare la scuola a causa delle frequenti operazioni e anche a causa del tentativo di protezione della sua famiglia.

Ora August è alle prese con il suo primo anno di scuola media, che già è difficile per tutti, figuriamoci per August che deve sottoporsi agli sguardi nuovi che di solito provocano negli altri sorpresa e anche un pizzico di orrore.
In effetti non sarà facile per il ragazzo, buttato nel mezzo “come un agnello al macello”, eppure l’universo ha saputo compensare la cattiveria di averglii donato quel volto: August è intelligente, forte, con un carattere splendido, forgiato, August è gentile e circondato da persone che lo amano davvero, esattamente per quello che è, perché a scriverne che ci vuole ma non è mica facile sospendere il giudizio, non giudicare un bambino dalla sua faccia.

E’ un libro molto bello, pieno di emozioni si legge velocemente, anche commovente a tratti e, senza spolverare, vi dico che c’è una parte proprio strappalacrime e anche strappacuore e non ho saputo trattenermi anche in mezzo alla gente (e chi mi conosce sa bene di che stiamo parlando :-)).

La prossima sarà l’estate prima della scuola media per mia figlia, penso che glielo farò leggere per farle capire che la scuola media è dura ma con l’amore intorno si casca in piedi, che incontrerà tante persone diverse e le conoscerà piano piano, non subito guardandole, che bisognerebbe sempre saper aspettare prima di giudicare, che l’amicizia, l’amore e la gentilezza sono sempre una soluzione, un punto di forza, un mezzo per essere felici e, allo stesso tempo, un traguardo.
Glielo farò leggere, anche se so che piangerà nello stesso punto in cui ho pianto io.

Giuliana

 

Vorrei che fosse sempre Halloween. Potremmo girare mascherati tutti i giorni. E andare ignoro r conoscerci l’un l’altro prima di sapere che aspetto ha ciascuno sotto la maschera.

 

Se ogni persona stabilisse che, ovunque tu sia, cercherai di comportarti in modo gentile più di quanto sia necessario, il mondo sarebbe veramente un posto migliore. E se lo fai, qualcun altro, da qualche parte, un giorno, può riconoscere in te il volto di Dio.

 

Niente è lasciato al caso.  Se non fosse così, l’universo ci avrebbe abbandonato completamente e questo l’universo non lo fa. Si occupa delle sue creazioni più fragili in modi che non possiamo vedere. L’universo si prende cura di tutte le sue creature.

 

Il modo migliore per misurare quanto sei cresciuto non sono i centimetri o il numero di giri che puoi percorrere ora attorno alla pista. È ciò che hai fatto con il tuo tempo, come hai scelto di trascorrere le tue giornate e di chi ti stai prendendo cura. Questa, per me, è la misura più grande del successo.

 

Coraggio. Gentilezza. Amicizia. Carattere. Queste sono le qualità che ci definiscono esseri umani e ci spingono, a volte, alla grandezza.

 

Penso che ci dovrebbe essere una regola secondo la quale tutti nel mondo, dovrebbero avere una standing ovation almeno una volta nella loro vita.