Geografia commossa dell’Italia interna

Geografia commossa dell’Italia interna è un libretto piccolo piccolo, denso e morbido come il burro, profumato come il pane, colorato e caldo come le foglie d’autunno.
L’ho scelto dopo la folgorazione di Cedi la strada agli alberi, dello stesso Franco Arminio, l’ho ordinato perché introvabile e l’ho letto a fine settembre, come testimoniano i turni di ottobre scritti sulla quarta di copertina (i miei libri sono diventati una specie di diario, dato che non scrivo quasi più).

Comincia così:

Sono partito dalla percezione del corpo, perché il corpo mi dava pensieri, il corpo faceva salire alla testa pensieri più che sensazioni. Questi pensieri si mettono in un’area della testa che si potrebbe chiamare area dell’apprensione: è quest’area che mi porta a disperare del mio corpo, a sentirlo incapace di avvenire.

Tuttavia, non c’è da disperare, tutta la speranza è riposta nella “paesologia“, una disciplina indisciplinata, che raccoglie le voci del mondo, che cerca di ricostruire un progetto comune bypassando l’imbroglio della modernità, che ci impedisce di credere ancora alla nostra avventura su questo pianeta, che ci toglie le percezioni lasciandoci solo le opinioni, che ci fa dimenticare la Terra, le nostre terre.

La paesologia è una disciplina che pone attenzione ai paesi, luogo della memoria e il punto per ripartire verso un nuovo futuro, per salvare il presente stretto tra immagine e commercio.

C’è solo un modo per la salvezza, dare attenzione ai luoghi marginali, costruire un nuovo umanesimo delle montagne, mettere in atto la rivoluzione, mettere insieme “amore, politica e poesia”.

Essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, significa rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.

Ecco cosa bisognerebbe fare, non arrendersi, non fare finta che va tutto bene, non ignorare la malinconia, anzi proprio “darsi all’ardore e alla malinconia”.

Tra queste due cose sembra non essere possibile la conciliazione, ma bisogna cercarla, forse il luogo dell’intreccio è nella poesia.

Giuliana

Cerca il tuo libro-terapia

Cerca il silenzio e un po’ di solitudine, siediti comodo, chiudi gli occhi e guardati dentro.
Chi sei tu?
Cosa desideri?
Di cosa hai bisogno per essere felice?
La prima risposta che ti sale dal cuore è quella giusta.
Ora cerca nelle immagini qui sotto il tuo desiderio, il principio della strada verso il benessere, il primo mattone del tuo palazzo della Felicità.
Il miracolo avverrà, sai perché?
Certi libri raccontano storie che sono come un miracolo per chi li legge, ecco perché.
Il miracolo lo fanno le parole, io ho soltanto creato questa raccolta di Libri-Terapia, ho solo raggruppato i miracoli.
Buone letture terapeutiche.
Giuliana

22 dicembre

Il 22 dicembre a casa mia è un giorno speciale! Il 22 dicembre di 9 anni fa a quest’ora ero in viaggio verso Ikea di Roma, un viaggio terminato con una fuga veloce verso l’ospedale della mia città, sotto scacco di un distacco di placenta.

Ma il 22 dicembre a casa mia è un giorno incredibile, perché nonostante i rischi, verso sera  ecco che mi ritrovai in braccio un batuffolo profumato e morbido di nome Lucia, una bocca piccola e due occhi intensi che hanno cambiato colore e che hanno l’effetto, nei nostri cuori, dei fari abbaglianti delle macchine.

Ah, l’amore!

Buon compleanno, amore della mia vita! 

Sono perdonata per questa digressione?

Torniamo al nostro Avvento dei libri, oggi il nostro ospite è la scrittrice Daniela Farnese, che  presto ne saprà qualcosa di batuffoli profumati e morbidi e alla quale rivolgo il mio augurio di una vita bellissima.

Daniela Farnese è l’autrice di A noi donne piace il rosso, l’ispiratrice del mio post sulla scrittura (cliccate qui se volete anche voi seguire le mie riflessioni semi logiche), e l’autrice del recente Donnissima. che è già nella mia lista dei libri da leggere.

donnissima

 

 

 

 

 

Daniela Farnese ci consiglia:

Leda – Fandango Editore

Anarchica e futurista, musulmana e anticonformista. Leda Rafanelli, una vita da romanzo. La biografia a fumetti di una donna sempre in lotta con il proprio destino. Una storia vera che attraversa gli anni più tumultuosi del Novecento.

E’ terapeutico perché parla di una donna straordinaria, fuori dal comune, artista, scrittrice, tipografa, anarchica, chiromante, musulmana. Libera in un’epoca in cui le donne erano ancora considerate la metà di un uomo. Una lettura appassionante su una protagonista poco conosciuta. Un libro che fa bene, insomma.

Daniela Farnese

Questo è il link su cui cliccare per acquistarlo:

Leda, Fandango Editore

Oggi i miei bimbi troveranno nel calendario dell’Avvento giusto un paio di caramelle gommose a forma di ciuccio (loro le chiamano ciucciumelle), la parola NESSUNO  e la storia presa dal web intitolata “La Perfezione del mondo”.

LA PERFEZIONE DEL MONDO

Dopo aver giocato con i suoi compagni, un fanciullo si sedette sotto una grande quercia.
Guardò in su e vide che l’albero aveva tante piccole ghiande.
Poi abbassò lo sguardo e vide che lì nei paraggi c’era un campo con dei grandi cocomeri.
Così pensò tra sé e sé:
“Che strano è il mondo! Un albero così grande che fa dei frutti così piccoli, mentre delle piccole piante in un campo fanno dei frutti così grandi. Chissà perché mai?!”.
Non aveva ancora terminato quel pensiero che all’improvviso gli cadde una ghianda sulla testa.
E allora tutto felice, esclamò:
“Beh’. È proprio una fortuna che sull’albero non crescano cocomeri!”.
“Quando le nuvole della mente si sono dissipate, non si potrà che sorridere alla perfezione del mondo”.

 

A domani con ben due consigli di libri terapeutici!

Giuliana

11 dicembre

Mi piace quando conosco persone attraverso i loro libri, persone che poi mi presentano persone che scrivono libri!
Così è avvenuta la conoscenza di Marta Mentasti, una “mentastica” tipa della mia città, bella, ironica e colta che ha scritto un libro di fiabe che mette insieme realtà e fantasia, amicizia e onestà, natura e benessere.
Vi consiglio di cuore Le piantafavole per i bambini a cui vorrete comprare un regalo per Natale; a mia figlia, che pure è grandicella, lo gnomo Babò è rimasto nel cuore.

Marta Mentasti ci consiglia il libro terapeutico di oggi, 11 dicembre:

L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera

Un grande classico, da rileggere per chi lo conosce, perché ogni volta ha un sapore diverso, e da leggere per chi si approccia per la prima volta al maestro Kundera. Io lo definisco un trattato filosofico-amoroso.

Marta

Lucia e Simone, i miei bambini, oggi nel loro calendario dell’Avvento hanno trovato cioccolatini, la parola IL e la famosa poesia  “Ti meriti un amore”.
Questa poesia, che molti attribuiscono a Frida Khalo, ma che è in realtà di Estefania Mitre, giovane artista messicana, è dedicata soprattutto a Lucia, che non dovrà accontentarsi mai, ma anche a Simone, uomo di domani che merita un amore “perfetto per la sua pelle”, lui che avrà anche la responsabilità in più di uomo che appoggi, rispetti, accompagni, protegga.

Ti meriti un amore

Ti meriti un amore
Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.”
Estefania Mitre

A domani con il consiglio terapeutico di Gian Luca Diamanti!

Giuliana

In alto a sinistra

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Anche “In alto a sinistra”, come tutti i libri di Erri De Luca nessuno escluso, ha il sapore delle confessioni intime dal significato universale, anche qui ci sono parole come poesie scritte da un “visionario” che sa fare paragoni da lasciare incantati:

Da adulto ho trovato negli occhi delle donne quella capacità di sfondamento del campo davanti, che fa di un uomo un ingombro di orizzonte”.

Un albero è vivo come un popolo più che come un individuo, abbatterlo dovrebbe essere compito solo del fulmine”.

Dove sono finiti i tuoi occhi che da soli portavano carezze?

Il “visionario” racconta storie indimenticabili, come quella del violino del nonno che regalava un “la” ritrovato in molti momenti della sua vita, come la storia degli alpinisti che sciavano sembrando uno “scroscio di virgole sopra un foglio vuoto”, “Il fotogramma negativo di una notte di stelle cadenti”, come la storia del padre che gli ha lasciato nient’altro che i libri (Erri già lo aveva raccontato in Sulla traccia di Nives).

I libri.

Le pagine che cerco hanno questo effetto: un paio di occhiali giusti sul naso di un bambino che fino a quel momento non aveva mai saputo di essere miope”.

I libri che, raccontati da suo padre, “Conoscevano le mie pene, i bisogni, gli scontenti. In ognuno di loro c’era una frase, una lettera che era stata scritta solo per me. Sono stati la vita seconda, che insegna a correggere il passato, a dargli una presenza di spirito che allora non ebbe, a dargli un’altra possibilità. I libri insegnano ai ricordi, li fanno camminare … è stato bello per me girare la pagina letta e portare lo sguardo in alto a sinistra, dove la storia continuava”.

Ecco cos’è In alto a sinistra, il posto del cuore e di una storia che continua a pagina girata.

Che vi devo dire, Erri mi lascia sempre emozionata e meravigliata, i suoi libri sono, più di tutto, la mia terapia.

Giuliana

PS:
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Libri-Terapia per il Benessere

My Therapy è una raccolta di Libri-Terapia per il Benessere.

Leggere il libro giusto al momento giusto ci aiuta a star meglio, a star bene con noi stessi, a capire cosa siamo, cosa vogliamo diventare, di cosa abbiamo bisogno per essere felici.
C’è un libro giusto per ogni desiderio, per ogni interrogativo, per ogni aspirazione dell’animo umano.
My Therapy è una raccolta di libri-terapia, dove a ogni bisogno e desiderio corrispondono dei consigli terapeutici che hanno fatto effetto su di me, che continuamente cerco di togliere lo sguardo dalle stelle e posarlo qui, in questa terra, nella mia vita, dove è giusto che i desideri si realizzino.

La vita è una creazione. È la nostra ispirazione.
I libri, le parole di altre esperienze di vita, sono lo strumento per questa creazione, sono un sostegno, un mezzo di comprensione della nostra e altrui anima, una terapia che trasforma il disagio psicologico in Benessere.
C’è il libro giusto per ogni battito di cuore, per ogni volo di pensiero, per ogni stanchezza e per ogni desiderio.
Scegli il tuo desiderio.
Cerca il tuo Libro-Terapia.

 

I cento libri che rendono più ricca la nostra vita

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Può risultare un’impresa titanica la compilazione di un elenco dei 100 libri che non si può non aver letto.
Eppure Piero Dorfles ci è riuscito nel suo “I cento libri che rendono più ricca la nostra vita“, Edizioni Garzanti, uscito nel marzo 2014.
La lista non ha la pretesa di essere l’unica, la più vera, l’assoluta, ma a me pare un buon inizio per arricchire la nostra vita grazie alla libroterapia.
I grandi classici raccolti in questo libro sono divise per raggruppamenti tematici “che sono per forza di cose arbitrari: ogni buon libro parla tanto dell’avventura che dell’io, della ragione e del desiderio, della formazione e della solitudine“.

Di questa lista ne ho letti alcuni in tempi antecedenti a My Therapy, così di essi la recensione terapeutica manca, prometto a me stessa di rileggerne alcuni in chiave terapeutica, ma non so se riuscirò, ci sono così tanti libri che mi aspettano!Alcuni libri che mi hanno cambiata profondamente e non possono mancare nella raccolta delle mie terapie che consiglio anche ad altri. Penso a “Addio alle armi“, “Il giardino dei Finzi-Contini“, “Cuore“, “Cent’anni di solitudine“, “Il giovane Holden“.
La lista è lunga, 100 libri sono tanti, non tutti mi ispirano ma molti fanno già parte dei miei buoni propositi per il 2016.
Buon 2016!
Buone letture!

I viaggi di Gulliver, Jonathan Swift
Il maestro e Margherita, Michail Afanas’evič Bulgakov
Il mondo nuovo, Aldous Leonard Huxley
1984, George Orwell
Fahrenheit 451, Ray Bradbury
Todo modo, Leonardo Sciascia
La fattoria degli animali, George Orwell

Guerra e pace, Lev Tolstoj
Il Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa
La cripta dei cappuccini, Joseph Roth
Addio alle armi, Ernest Hemingway
Cristo si è fermato a Eboli, Carlo Levi
Il giardino dei Finzi-Contini, Giorgio Bassani
Diario, Anna Frank
Se questo è un uomo, Primo Levi
Uomini o no, Elio Vittorini
Il partigiano Johnny, Beppe Fenoglio

Le avventure di Huckleberry Finn, Mark Twain
L’isola del tesoro, Robert Louis Stevenson
Lord Jim, Joseph Conrad
Il richiamo della foresta, Jack London
Il giro del mondo in 80 giorni, Jules Verne
Il libro della giungla, Joseph Rudyard Kipling
Uno studio in rosso, Arthur Conan Doyle
Ventimila leghe sotto i mari, Jules Verne
Poirot a Styles Court, Agatha Christie
I ragazzi della via Pal, Ferenc Molnár
Il falcone maltese, Samuel Dashiell Hammett

Macbeth, William Shakespeare
Bel Ami, Guy de Maupassant
Il conte di Montecristo, Alexandre Dumas
Papà Goriot, Honoré de Balzac
Delitto e castigo, Fodor Dostoevskij
I miserabili, Victor Hugo
Cuore, Edmondo De Amicis
I Buddenbrook, Thomas Mann
Il grande Gatsby, Francis Scott Fitzgerald
Il conformista, Alberto Moravia

I fratelli Karamazov, Fodor Dostoevskij
Moby Dick, Hermann Melville
La montagna incantata, Thomas Mann
L’uomo senza qualità, Robert Musil
Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust
Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez
Ulisse, James Joyce
Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, Carlo Emilio Gadda
La chiave a stella, Primo Levi

Amleto, William Shakespeare
Oblomov, Ivan Aleksandrovič Gončarov
Zio Vanja, Anton Cechov
Bartleby lo scrivano, Hermann Melville
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Robert Louis Stevenson
Il processo, Franz Kafka
La coscienza di Zeno, Italo Svevo
Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello
Gli indifferenti, Alberto Moravia
Lo straniero, Albert Camus

Alice nel paese delle meraviglie/Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, Lewis Carroll
Il ritratto di Dorian Grey, Oscar Wilde
Ballata di Natale, Charles Dickens
Dracula, Bram Stoker
Peter Pan, Sir James Matthew Barrie
Siddharta, Herman Hesse
Racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, Edgar Allan Poe
La pelle di Zigrino, Honoré de Balzac
Frankenstein, Mary Shelley
Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Philip K. Dick

I dolori del giovane Werther, Johann Wolfgang von Goethe
Anna Karenina, Lev Tolstoj
Cime tempestose, Emily Bronte
Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen
Madame Bovary, Gustave Flaubert
La morte a Venezia, Thomas Mann
Via col vento, Margaret Mitchell
L’amante di Lady Chatterley, David Herbert Lawrence
Il velo dipinto, William Somerset Maugham
Lolita, Vladimir Vladimirovič Nabokov
Il dottor Zivago, Boris Pasternak
Colazione da Tiffany, Truman Capote
Romeo e Giulietta, William Shakespeare

Padri e figli, Ivan Sergeevič Turgenev
Cuore di tenebra, Joseph Conrad
Il castello, Franz Kafka
Auto da fé, Elias Canetti
Finzioni, Jorge Luis Borges
Il deserto dei tartari, Dino Buzzati
Aspettando Godot, Samuel Beckett
Il lamento di Portnoy, Philip Milton Roth

Le fiabe del focolare, fratelli Grimm
La Certosa di Parma, Stendhal
David Copperfield, Charles Dickens
La linea d’ombra, Joseph Conrad
Il signore delle mosche, William Golding
Martin Eden, Jack London
Le avventure di Pinocchio, Carlo Collodi
Il giovane Holden, Jerome David Salinger
L’isola di Arturo, Elsa Morante
Arancia Meccanica, Anthony Burgess
Il barone rampante, Italo Calvino

La metamorfosi, Franz Kafka

Erri De Luca

erri de luca

 

 

 

 

 

ERRI DE LUCA

Ho ascoltato Erri De Luca due volte dal vivo, in Salento (ne parlo nella recensione di La parola contraria) e nella mia città, dove non ho mancato di dirgli esattamente cosa penso, nel modo che mi è più congeniale (scrivendo, come sennò).
Dovendo trovare un modo di descrivere me che ascolto lui, mi viene in mente la parola “folgorazione“.
Le sue parole, precise, che vanno a scavare nel caos tirando fuori un autentico sentimento, il passato che si mescola al presente e al futuro, frasi che evocano, similitudini che toccano, completezza, un cerchio che si chiude, la pace di ritrovare se stessi, di essere se stessi, semplicità, liberazione dai orpelli inutili della vita e della lingua, quasi un fiore che sboccia, una poesia, una favola.
Folgorazione.
Annoio i lettori di My Therapy con questa mia mania di leggere e recensire a modo mio Erri De Luca, di cui non ho letto nemmeno tutto, ma centellino le parole per farle durare di più.
Non manco mai di ringraziarlo.
E’ la mia terapia più efficace.
Grazie, Erri.

Un libro può essere vento

Tu, mio
La natura esposta
L’ospite incallito
In nome della madre
La faccia delle nuvole
Sulla traccia di Nives
Nocciolo d’oliva
Il contrario di uno
Il più e il meno
Il peso della farfalla
Montedidio
Il giorno prima della felicità
La parola contraria
Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo
Il turno di notte lo fanno le stelle
In alto a sinistra

Giuliana

Il più e il meno

il-piu-e-il-meno
Quando ho ascoltato Erri De Luca dal vivo in Salento, l’ho sentito parlare della sua prosa come lontana dal concetto di poesia, per lui le poesie sono soltanto “righe che vanno troppo spesso a capo”.
Lui dice di scrivere prosa.
Tuttavia, io credo, anzi sento, che nella sua prosa ci sono dei versi, ops, delle frasi, che toccano il cuore, la parte più profonda dell’anima, il più intimo Sé, usando poche parole, metafore, immagini così nitide che quasi sembrano una poesia.
Dopo aver recensito Montedidio, Il giorno prima della felicità, La parola contraria, è abbastanza chiaro: ho un debole per Erri De Luca.
Che poi, che frase è “ho un debole”, piuttosto posso dire che i suoi libri mi danno una gran forza, la forza delle parole che hanno un peso e un valore e non vanno pronunciate a casaccio, che vanno rispettate e che devono portare rispetto, che una volta dette non possono essere ritirate. Le parole che sono “il più prezioso arnese degli oppressi“.
Quindi “ho un forte” per Erri De Luca.
In “Il più e il meno” De Luca ripercorre il più della sua vita, tra Napoli e i lavori da manovale in giro per il mondo, le lotte, l’indipendenza di pensiero, i suoi genitori, i libri, le parole.
Sono ricordi struggenti di una vita vissuta senza risparmiarsi mai, senza nascondersi, col volto in alto verso il cielo, perché se si guarda in basso non si vedono le stelle e nemmeno si nota se tante volte dovesse capitare un angelo a guidarci.
Il meno che resta da vivere ha questo sapore di autenticità, di lotta contro le ingiustizie, di arrampicata su una parete, con le mani che aggrappano e tirano su il corpo, che la fatica non è inutile perché lassù, in vetta, c’è la vertigine del vuoto, non il vuoto sotto ma quello che si apre sul cielo.

Quel giorno in Salento esitavo a dirgli il mio nome da scrivere sul libro poco sopra la sua firma.
Lo guardavo negli occhi e gli volevo dire grazie. Gli avrei voluto dire un sacco di cose, ma un grazie potente sarebbe bastato.
Non ho mai letto nessuno, né sentito parlare di questa potenza che hanno i libri nella costruzione di una vita migliore.
Mi vengono le lacrime agli occhi tutte le volte che parla di libri, e per questo un grazie al volo, poi, gliel’ho detto.
Oggi un grazie che vola lo dice anche My Therapy.

Grazie, Erri.

Giuliana

L’amica geniale

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Mi sono fidata delle recensioni lette in giro e ho fatto bene, la storia de “L’amica geniale” è un avvincente racconto che non tralascia le sfumature emotive, anzi, le rende importanti quanto la storia stessa.
Li per lì pensavo fosse Lila l’amica geniale.
Lila, bambina intelligentissima e poi ragazza sfolgorante, una che racconta i fatti con parole tali da riempirli di energia, una perfezionista, determinata, cocciuta, il cui divertimento, almeno fino ad un certo punto della storia, è tutto nell’imparare, solo nell’imparare. Curiosa e intuitiva, letteralmente fuori dal coro.
Poi scopro che Lila si rivolge a Lenù, colei che racconta la storia, chiamandola l’amica geniale.
Resto col dubbio.
Lenuccia, Lenù, la nostra narratrice è una molto brava, una che ottiene risultati brillanti sempre, anche se sembra essa stessa riconoscere di stare all’ombra di Lila, la segue come fosse un faro, la insegue affascinata, stimolata, anche imbambolata.
Forse sono l’amica geniale l’una per l’altra.
Forse le differenze davvero in questo caso compensano, l’una si sente completata dall’altra.
Il contesto in cui si trovano a vivere le due ragazze aiuta solo Elenuccia, perché di carattere più mite, meno sfrontata, più quieta e equilibrata.
Lila si ferma e resta indietro e, pur se fuori dal coro, si mette a cantare la stessa canzone del coro.
Invece Elena ci insegna che sono i libri, lo studio, l’impegno anche sopra le proprie forze a portarci via dalla mediocrità, a farci volare.
I libri ci salvano.
Leggendo “Storia del nuovo cognome” ne saremo sempre più convinti.

Giuliana

Quando arriverà la primavera

quando arriverà la primavera

“Quando arriverà la primavera” è una raccolta di cinque racconti ambientati a Monaco, che è la protagonista assoluta di questo piccolo libro scritto da Franco Casadidio, ternano doc con la passione per “la più settentrionale delle città italiane”.
Cinque storie, narrate con pacatezza e precisione, raccontano la quotidianità, il passato doloroso del nazismo, le speranze e l’amore per la vita di alcuni personaggi non scontati, tracciati con equilibrio e sobrietà.
Non conosco Monaco e non riesco ad immaginare come ci si possa affezionare così tanto a un’altra terra che non sia la propria, e questo libro mi è stato utile perché, leggendolo, davvero si comprende come la propria “casa” è ovunque risieda il proprio cuore.
Com’è nato questo amore e questa passione per una città lontana è stata una curiosità che ho dovuto togliermi chiedendo all’autore stesso.
Ci sono incontri che sembrano casuali ma che hanno radici chissà dove e chissà quando, ma poi crescono e fioriscono e danno i frutti e in questo caso ne è uscito “Quando arriverà la primavera”, che è un libro sobrio che fa venir voglia di gentilezza e ordine.
E di un viaggio a Monaco.

La scalata impossibile

Per la prima volta non lascio decantare un libro, ma ne scrivo subito appena finito, o meglio, divorato.
Questa è la storia di un libro comprato in riva al mare, nelle bancarelle “compri tre libri ne paghi due”, due libri per bambini e questo, un salto grandioso da quota 0 metri slm a ottomila.
Grandioso.
“La scalata impossibile. La tragica storia dell’uomo che sognava il K2”, di Jennifer Jordan, una scrittrice e alpinista che, in una spedizione del 2002 sul K2, mentre i suoi compagni scalavano, passava le mattine a scrivere e di pomeriggio passeggiava sul ghiacciaio nei dintorni del campo base.
In una di queste passeggiate scopre dei detriti strani, appartenenti a un’altra era, e pochi resti di un scheletro umano.
Ecco la storia del milionario, raffinato, gentile, amante dei silenzi della natura, Dudley Francis Wolfe.
Pagina dopo pagina Dudley diventa un mio caro amico, un silenzioso, inesperto, sognatore che per un’avventura non comune mette a rischio la sua vita agiata in America.
Un’avventura che risale al 1939, tempo in cui un tedesco nazionalizzato americano decide di voler raggiungere la vetta più difficile del mondo e racimola una squadra improbabile dal destino inevitabile.
Dudley è l’alpinista facoltoso, che finanzia in gran parte la spedizione di quell’estate prima della guerra.

La montagna è lì, ad aspettare, pronta a giudicare, a non perdonare nessun errore, sia pure piccolo, è li a tuonare di freddo o a bruciare di sole.
La montagna selvaggia è li ad ammonire l’uomo, a dirgli “smettila di fare il gradasso, con la natura non si scherza”.
E’ come se la montagna elevasse all’ennesima potenza ogni stato d’amino umano, più scende il livello di ossigeno, più cresce il vero “io” nascosto in ogni uomo, coi suoi pregi e i suoi difetti. Il pregio più grande, ci insegnano questa storia e la montagna, è la condivisione, la collaborazione.

Io che di fatiche in montagna ne so assai poco, credo che ciò valga per ogni tipo di montagna, non solo per le condizioni estreme di un assalto alla vetta di un ottomila.
Lo sento dire da sempre da due degli amici più cari che ho, l’ho imparato in linea teorica nel corso di escursionismo avanzato del Club Alpino Italiano.
L’ho vissuto, tramite un’esperienza vicaria, leggendo d’un fiato questo libro.

Per alcune notti di seguito ho sognato tanta neve, ghiaccio e panorami poco descrivibili a parole.
Una sera che avevo una certa agitazione per un impegno importante del giorno dopo, lette alcune pagine, mi sono detta, su forza, non sei mica sul K2! Mi sono tranquillizzata, e ho dormito sognando neve, ghiaccio e panorami bellissimi.

Se per caso siete alla ricerca del senso della vita, la montagna può indicarvi una strada.

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Archeofantasia

archeofantasia
Questo è un post autoreferenziale, ve lo dico subito, quindi se non gradite chi in qualche modo si parla addosso, fuggite all’istante.
In questo post parlo del libro che ho scritto, l’ultimo, il più caro al mio cuore perché parla della mia terra, delle mie radici di cui sono fiera.
Ogni giorno ringrazio il cielo perché questa terra mi appartiene, e io appartengo a lei.
Archeofantasia. Un viaggio fantastico tra i luoghi di ieri e di oggi dell’archeologia industriale di Marmore.
Un viaggio intorno alle meraviglie inesplorate, poco conosciute, della Cascata delle Marmore.
Chi di voi sa che la Cascata è artificiale?
Chi di voi sa dei “reperti” di industrie che hanno da più di cent’anni in qua utilizzato l’acqua per la produzione di energia elettrica?
Chi di voi sa che questa terra è la culla di invenzioni industriali che hanno modificato l’esistenza di ognuno?
Chi di voi immaginerebbe che in tutto ciò è possibile trovare della Poesia?

Abbiamo scelto una presentazione “atipica” per questo libro di un viaggio che copre al massimo una decina di chilometri e più di cent’anni di storia, parole non solo di questo libro, non solo di questo viaggio, accompagnate da
voci che si appoggiano a una chitarra, sogni soffiati dentro a un’armonica, cuore tra le corde rosse di un ukulele.

A far da sfondo a ciò ecco un’altra arte, l’esposizione delle foto di quell’anima ricca, libera, viva di Edy Mostarda. Le foto rientrano nel progetto L’anima mia e confermo con gioia pura che vanno oltre, perché hanno vita propria e un’anima propria.

Come ce l’ha la Cascata delle Marmore.

Se volete acquistare il libro cliccate qui, oppure scrivete a info@mytherapy.it.

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Be happy. Il piccolo libro della felicità

foto 1
Eccolo qua.

Un libretto gentile, di poche parole e molti efficaci disegni.
Be happy.
Non siamo forse nati per essere felici?
Cosa aspettiamo dunque?
48 brevi messaggi e 48 rispettivi disegni che formano un incitamento all’obiettivo che è assolutamente raggiungibile, alla portata di tutti.
Be happy. Il piccolo libro della felicità.
Lo leggete in dieci minuti e potreste decidere di portarlo con voi tutta la vita. E nei momenti più difficili potreste aprirlo a caso e leggere ciò che è importante in quel momento.
In fondo, il caso non esiste.

Lo apro adesso e leggo tre messaggi per me.

Credi in te stesso.
Apprezza ciò che sei in questo momento.
Concediti il giusto tempo.

Il giusto tempo per essere felici.
Be happy!

Be happy. Il piccolo libro della felicità.
Monica Sheenan
2006, Sperling & Kupfer

PS: Se venite a casa mia chiedetemi di aprirlo “a caso” e vediamo qual è il messaggio per voi!

😉

Giuliana

Il gabbiano Jonathan Livingston

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Si lo so che lo avete già letto, ma ogni tanto bisogna tornare a volare con lui, con “Il gabbiano Jonathan Livingston”, anche un volo breve, col nostro testardo e determinato amico pennuto Jon.
Lui, così sicuro di riuscire ad andare oltre, sempre più vicino alla perfezione, può insegnarci che inseguire i nostri sogni e realizzarli non è solo questione di talento, ma di grinta.
Il nostro amico Jon non ha paura di imparare e nemmeno di esercitarsi meditando sull’amore.
Con quel suo fuoco interiore domato lui ci insegna che siamo liberi di essere noi stessi, se solo lo vogliamo, se solo troviamo l’energia per esercitarci ogni giorno ad esser sempre più noi stessi.
Ogni giorno, pensando all’hic et nunc, sacrificando persino certa vita di società per cui non vale nemmeno la pena, non rammaricandosi, come ha fatto il nostro amico gabbiano Jonathan Livingston, “per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d’un gabbiano. Ma con l’animo sgombro da esse, lui, per lui, visse contento, e visse molto a lungo.”.
Così facendo si scopre persino il senso vero dell’amicizia: “se la nostra amicizia dipendesse da cose come lo spazio e il tempo, allora, una volta superati spazio e tempo, noi avremmo distrutto questo nostro sodalizio! Non ti pare? Ma se superi il tempo e lo spazio, non vi sarà nient’altro che l’Adesso e il Qui, il Qui e l’Adesso”.
Il best seller del secolo.
Non c’è altra definizione.
Avrete capito che io adoro Richard Bach, anche da Illusioni.
E ancor di più adoro “Il gabbiano Jonathan Livingston”, perché con una semplicità gigantesca e con poche parole asciutte, svela il segreto della felicità.

Ogni tanto io torno a volare con lui, giusto per ricordare a me stessa che da quando ho deciso di essere me stessa, appunto, sono un pò più felice.
Grazie mio amico Jon, in qualunque cielo tu sia adesso.

Giuliana

il gabbianojonathan

Libroterapia ovvero l’arte di curarsi con i libri

libroterapia perchè si

Qualcuno è contrario alla libroterapia o bookcounseling o biblioterapia comunque si voglia chiamare l’arte di curarsi con i libri, perché ritiene che non possa bastare la lettura di  un libro per guarire ad esempio la carie dei denti.
In effetti.
Nessuno, tuttavia, vuole curare il mal di denti con un manuale, anche se però in sincerità sappiamo che quel manuale ci fornirà consigli utili per far si che questa di adesso sia l’ultima carie.

Parliamo in effetti di un disagio psicologico.

Qualcuno non vuole correre il rischio che si diffonda l’idea che basti leggere un buon libro per far sparire il proprio disagio psicologico.
Discutiamone.
Leggere non è automaticamente guarire.
Non basta certo una razionalizzazione del problema, una presa di coscienza intellettuale per il primo passo verso la “guarigione”. Occorre un profondo, difficile, inevitabile rapporto con se stessi, che però alcuni libri possono facilmente favorire.

Qualcuno sostiene che per far fronte al disagio psicologico occorre uno specialista (io lo so bene, sono psicologa, difendo la professione!) e però con tutto il cuore so che alcuni libri possono creare un sano e salvifico e efficace rapporto tra terapeuta e cliente.

Qualcuno ritiene infine che una lista di libri uguale per tutti non può esistere, perché ognuno vive le proprie emozioni e disagi in modo diverso, unico.
E’ giusto, ma è anche vero che il linguaggio delle emozioni è universale e leggere può aiutare prima a comprendere l’emozione, attraverso i presupposti teorici descritti
qui e qui, e poi cambiar il modo di viverla e di gestirla.
Questo cambiamento rappresenta molto spesso di per sé una cura.

Infine, se leggere non è automaticamente guarire, i lettori abituali, quelli accaniti possono certamente garantire che comunque leggere è automaticamente stare meglio.

Siete qui perché vi interessa conoscere la Libroterapia, ovvero l’arte di curarsi, o di star meglio, con i libri.

Tuttavia non sapete che libro leggere.
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Giuliana, lettrice felice

Siddharta

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Siddharta è il figlio del brahmino, bello, dal passo garbato e snello, studioso, stimato, amato da tutti, fortunato.
Eppure inquieto, con lo spirito assetato, scontento, non gli bastano i bramini, non bastano i samara, perfino Buddha non basta.
Siddharta vuole scendere dentro se stesso, non vuole dottrine, vuole trovare la verità solo attraverso se stesso.
Soffre e sperimenta, guarda il mondo con diffidenza, si trova da solo, cerca la sua patria in questo mondo, attraverso il suo corpo.
Fa esperienza anche dell’amore corporeo, del commercio, degli affari.
D’un tratto la rivelazione dell’Om gli fa capire la pochezza delle cose di mondo, quanto effimero sia il piacere dei sensi, gli agi della vita, la ricchezza dovuta al commercio, i cibi che gli fanno ingrassare il ventre.
Capisce qual è stata finora la sua malattia: il “non saper amare nulla e nessuno”.
Poi quando incontra l’amico di una vita gli rivela che “l’amore, o Govinda, mi sembra di tutte la cosa principale”.
Siddharta ci insegna a riappropriarci di noi stessi, a vedere il mondo attraverso i nostri occhi, a viverlo attraverso il nostro corpo, tutto come una unica entità, come un respiro solo, al suono dell’Om, della perfezione.
Ci insegna il valore dell’ascolto profondo, della meditazione, dell’attenzione al presente, per il raggiungimento della felicità e della pace interiore.
Nelle sue pagine tutto ci parla, perfino il fiume.
Un fiume che fa da spartiacque tra due vite di una stessa persona, un fiume che ride, che deride, che ascolta, parla e insegna.

Siddharta, 1922, è un romanzo di Hermann Hesse enormemente famoso, ma non è un libro facile.
Parla di noi stessi e della nostra natura profonda e divina e non lo capiamo se non siamo pronti a capirlo, a capire noi stessi.
Io non so se l’ho capito, a dirla tutta.
So che la prima volta che lo lessi, al liceo, una vita in trasformazione fa, non mi piacque nemmeno un po’.
Oggi, in questa nuova trasformazione di me stessa, lo trovo uno dei libri migliori che io abbia avuto tra le mani, uno di quei gioielli che faccio fatica a lasciare perché non ho trovato ancora un posto abbastanza speciale.
Siddharta è mio fratello, mio amico, mio compagno di irrequietezze e di ricerche.
Qualcosa ho trovato, viva il cielo: un altro spirito assetato.

Giuliana

Spegni il fuoco della rabbia

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Un monaco della tradizione buddista tibetana, Tich Nhat Hanh, nel suo “Spegni il fuoco della rabbia”, ci insegna a prenderci cura della nostra sofferenza (che sta alla base della rabbia) per trasformarla.
Poiché la rabbia ha componenti fisiologiche, corporee, occorre partire dall’osservazione del nostro corpo, a partire dal modo di mangiare, bere, consumare, trattare il corpo nella vita quotidiana.
Ad esempio, per acquisire consapevolezza del mangiare il monaco ci suggerisce di essere consci di ogni singolo boccone di “cibo”, ove per boccone si intende qualunque cosa noi ingeriamo, possibilmente preparata con amore.
É un viaggio dentro se stessi attraverso una narrazione gentile che sembra più un romanzo che un saggio.
É un libro-viaggio che va intrapreso per prendersi cura delle emozioni negative, per spegnerne l’incendio.
É un viaggio bellissimo per occuparsi del nostro giardino interiore, che vuol dire anche prendersi cura delle persone che amiamo, con gioia e piena presenza mentale!

“La tempesta passerà, quindi non avere paura”   Tich Nhat Hanh

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Libri bomba

boom

Il tempo dei libri.

A volte sono come una bomba che ti sconvolgono e ti cambiano la vita.
A volte sono piccoli petardi, un pò di rumore, un sorriso e via.
Altre volte sono fuochi d’artificio che non ti aspetti, ti meravigli, ne serbi il ricordo a lungo, forse non tanto del colore e della forma ma dell’emozione si (vi sarà capitato di di tenere molto a un libro che ha lasciato dentro di voi una bella scia anche se ne avete dimenticato la trama!).
Comunque, qualunque sia l’effetto che suscita, qualcosa succede.
Anche se lo comprate e poi lo dimenticate, esso riapparirà a qualcuno in qualche modo e qualcosa succederà.
Anche i libri che giudichiamo “fastidiosi” hanno da insegnarci qualcosa su noi stessi, su certe emozioni che non vogliamo, che critichiamo, vogliamo sfuggire eppure ci riappaiono riflesse nei libri (perchè sono nostre, anche se tendiamo ad attribuirle ad altri).
Ogni libro ha dunque tempi e modi propri per apparirvi come un fuoco d’artificio, una bomba o un petardo.
Qualcosa vi insegna, qualunque forma e contenuto abbia.
Voi avete un libro bomba?
Io, certo che si.
Un libro che una volta letto ha cambiato per sempre il mio modo di scrivere, di leggere altri libri, persino di vivere.
Mi sono intravista nella figura solitaria, nella mente altrove, nella sensibilità, nel sentirsi spesso nel posto sbagliato di Holden Caulfield.
E’ uno dei libri bomba che amo di più, un libro che d’un tratto è scoppiato nella mia vita,
Il giovane Holden, J.D. Salinger.

Giuliana

Il piccolo libro della felicità

stilton

Il topo vestito di verde, de “Il piccolo libro della felicità”, alias Geronimo Stilton, direttore dell’Eco del Roditore (il giornale più famoso dell’isola dei Topi) ci racconta del compleanno del suo nipotino Benjamin.
C’erano gli amici e una luna brillante su un cielo stellato di velluto.
Geronimo dice al nipote: “Conserva nel tuo cuore questo ricordo. Gli attimi di felicità sono gioielli preziosi che con il passare del tempo, nel ricordo, acquistano ancora più valore”.
La felicità, dunque, è fatta di piccole cose, è bene che lo capiscano fin da subito i bambini.
E che la vita è un dono e che a fare l’elenco delle cose belle per cui ringraziare non si finisce mai!

Leggetelo ai vostri figli, compratelo per il compleanno dei vostri nipotini, regalatelo anche agli adulti che vi sembrano tormentati: l’effetto sorriso-leggerezza-felicità è immediato e garantito.