Buon Natale

Mia figlia l’anno scorso ha cantato un po’ di canzoni di Natale a scuola.
A casa ci siamo esercitati cantando per più di un mese.
Io la volevo aiutare a imparare bene la parte, ma sono stonata peggio di un cane con la raucedine.
Così abbiamo cercato su youtube delle versioni ascoltabili delle canzoni di Natale che doveva imparare lei.
Abbiamo trovato questa.
Un chiaro e efficace esempio di musicoterapia: come sentirsi meglio in pochi minuti.

Chiudete gli occhi mentre la ascoltate. E Buon Natale!

Enya, Adeste Fideles

Non farò quello che dici

rockon
Non è esattamente in stile My Therapy questa canzone urlata di protesta e ribellione che ci consiglia il batterista dei Rummer & Grapes (grazie, Luca!), ma io la conosco la voglia di protesta che precede un gridato “NON FARO’ QUELLO CHE DICI”.
Certa musica aggressiva funziona da valvola di sfogo delle nostre emozioni represse.
Prima di lasciarci coccolare da un letto morbido e silenzioso, facciamo quattro salti al ritmo potente di questa canzone, ci sentiremo pronti e rilassati per i sogni d’oro!

Killing in the name, Rage Against the Machine

Beautiful

Una canzone di serenità e coraggio
Beautiful, Marillion

La mia ignoranza musicale non me li aveva fatti mai incontrare, i Marillion.
Eppure la musica come poco altro placa certi uragani insoliti e inconsapevoli, per questo ha un posto d’onore qui, in My Therapy.
Chi di musica invece ne fa una scienza e la vive come tale, mi consiglia questa canzone, perché “mette serenità” (grazie Riccardo, Rummer & Grapes).
Dunque, chi sono costoro?
Nati in Inghilterra alla fine degli anni ’70, presero il primo nome dall’opera di Tolkien che parla della caduta dalla “musica degli inizi”, alla guerra di Elfi e Uomini contro l’Avversario, Silmarillion. Si ispirarono a certa musica progressive, per poi avvicinarsi, attraverso vari step, negli anni ’90 all’indie rock e all’alternative rock.
Non è solo serenità che trasmette questa canzone.
E’ ricerca di se stessi, è spinta verso la Bellezza e a non lasciarsi calpestare come le foglie, è invito al coraggio per cambiare il mondo senza paura.
Be yourself and be beautiful!

Save a Prayer

Una canzone per ricordare l’adolescenza
Save a Prayer, Duran Duran

I Duran Duran sono un gruppo di musica pop inglese, formatosi a Birmingham nel 1978; considerato parte del movimento New romantic (come gli Spandau Ballet, i rivali per eccellenza) e uno dei gruppi-bandiera degli anni ottanta.
La band è attualmente costituita da Simon Le Bon (voce), John Taylor (basso), Nick Rhodes (tastiere), e Roger Taylor (batteria). La formazione originaria comprendeva anche Andy Taylor (chitarra), il quale ha lasciato la band nel 1986, per poi tornare nel 2001 e rilasciarla nel 2006.
Si sono distinti per uno svariato numero di brani di successo, per l’utilizzo precursivo della tecnologia, nonché per una costante presenza mediatica nell’arco della loro carriera. Ah, ovviamente anche per l’isteria collettiva dei loro fan durante gli anni Ottanta (isteria che prendeva Milli, Barbara, la sottoscritta e milioni di altre dodicenni quando li sentivamo!),
Save a Prayer è un singolo pubblicato il 9 agosto 1982 dall’etichetta discografica EMI. È il terzo singolo estratto dall’album Rio. È stata la canzone di maggior successo dell’album.
Il video è stato girato nei dintorni della vecchia fortezza in pietra nella città di Sigirya, nello Sri Lanka.
E non dimentichiamo quel capolavoro di film da Oscar che è “Sposerò Simon Le Bon”, tratto dal romanzo della protagonista, Clizia Gurrado!

Simona, Rummer & Grapes

Shine on crazy diamond

Una canzone d’amore e di nostalgia.
Shine on crazy diamond, Pink Floyd

Attenzione!
Questa terapia fa effetto solo se “assunta” ad occhi chiusi!
Pink Floyd.
Una band nata nel 1965 ma sembra stamattina, sempre moderni, sempre emozionanti, sono riusciti, d’altra parte a riscrivere le tendenze musicali della storia.
Solo nel 2008 sembra che abbiano venduto “solo” duecentocinquantamilioni di dischi nel mondo.
Questa canzone, che ha la mia età, nate entrambe nel 1974, è un ardente, appassionato, commovente, doloroso omaggio al chitarrista Syd Barrett, che aveva lasciato il gruppo nel 1968, costretto da problemi psichiatrici esacerbati dall’uso di droghe pesanti.

Io la dedico a un altro diamante che è andata da pochissimo a far ridere le stelle.
A voi cosa viene in mente, ascoltandola?

 

 

 

Musica Terapia

weheartit.com

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Nessuno come Apollo racchiude nella sua simbologia il potere delle Musica.
Apollo è il dio del Sole, ma anche della medicina, della musica e delle profezie.
La Musica ci illumina l’anima, ci sbroglia i grovigli interiori, ci fa sentire meglio, guariti, ci da la sensazione profetica di un Futuro migliore e pieno di Sole.
Legate a certe canzoni ci sono le nostre emozioni, ascoltare la musica vuol dire in certi casi sentire l’eco di noi stessi, aiuta quindi a comprendersi e a conoscersi.
Questo post è solo l’inizio di un viaggio dentro la Musica, verso il Sole.

Una canzone per ricordare l’adolescenza: Save a Prayer

Una canzone d’amore e di nostalgia: Shine on crazy diamond

Una canzone d’amore e di libertà: Se ti tagliassero a pezzetti

Una canzone di serenità e coraggio: Beautiful

Io e la Musica

L’orecchio musicale, qualunque cosa sia, io non lo possiedo.
Dire che sono stonata come una campana non è rendere giustizia alla campana, che tutto sommato i suoi rintocchi se li gestisce bene.
I miei per anni mi hanno mandato a scuola di tastiera, dire che non ho imparato niente è cosa buona e giusta, ma se mi è permesso un inciso, nessuno di quel branco di studenti che era con me in quegli anni è diventato un famoso tastierista ed è bizzarro considerando la strafottenza che mi ricordo bene.
Ho ascoltato comunque sempre musica.
Mi faceva bene, sempre, mi faceva sentire particolare, ribelle, controcorrente, anche se ero la sola ad aver quella sensazione, ma in adolescenza è fondamentale una decente opinione di sé.
Il vero salto di qualità, quello che mi ha trasformato davvero, è stato il momento in cui ho cominciato a sentire De Andrè.
Ti pare d’un tratto di dare senso alle cose, di relativizzare tutte le questioni, di dare il giusto peso, la giusta profondità alla tua vita, ti pare di guardare al mondo con un’altra prospettiva, quella che si avvicina più alla verità, perché semplice, immediata, sensibile, acuta.
Mi avrebbe fatto gran bene cominciare prima ad ascoltare certe strofe e ritornelli, e infatti mia figlia a due anni canticchiava Creuza de ma e adesso vuole sentire ripetutamente sesereno, come la chiama lei (a cimma).
Ho attraversato la mia fase “rock”, andando a concerti di Ligabue e cercando certi cd dei Clash e razionalizzando che la musica per me non deve essere un sottofondo, ma devo capire le parole, perché devo dare senso ai minuti che passo con lei.
Sono passata anche per certa musica impegnata (Guccini, i Modena City Ramblers) ma poi sono tornata a casa, perché tornare ogni tanto a sentire “Non al denaro …” è davvero come tornare dopo un viaggio lontano.
Adesso gironzolo tra De Gregori, Nicc Fabi, le musiche dei cartoni animati (voleròòòòòò sulle ali del mondo nel cielo infinito, resteròòòòòòò per sempre bambino è questo il destino che incontreròòòòòòò), ma poi comunque torno a casa e non mi dispiace una corsetta leggera a ritmo di volta la carta.
Resta il fatto che mi affascina da matti l’altrui orecchio musicale, la facilità con cui il mio amico Pinta prende uno strumento qualunque e suona la canzone nuova appena sentita, la voce della mia amica Potta che può arrivare alle stelle, o anche semplicemente ma non tanto, la musicalità con cui certe persone parlano, a ritmo di una melodia invisibile, udibile solo a loro.