Ogni storia è una storia d’amore

Mi piacciono le storie d’amore, quindi ho pensato che un libro con questo titolo Ogni storia è una storia d’amore, Alessandro D’Avenia, in libreria da pochissimo, fosse perfetto.
Perfetto forse no, ma dato che ho imparato a farmi ad andare a genio le imperfezioni, l’ho letto e mi è sembrato un libro molto bello, ricco di suggestioni, dettagliato, filosofico, colto, che parte da una storia d’amore, quella di Orfeo e Euridice, raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi, per poi raccontare tante altre storie, con l’attenzione alla parte femminile, e quindi arrivare al credo universale che è l’amore, così come è cantato dalla poesia e dall’arte in genere, l’unico strumento per vincere la morte.

Tess e Raymond Carver, Fanny e John Keats, Sylvia Plath e Ted, Zelda e Scotto Fitzgerald, Anna Magdalena e Bach, Joy e C.S. Lewis, Elizabeth e D. G. Rossetti, Fanni e RAdnoti, Milena e Kafka, Amalia e Gozzano, Alma e Hitchcok, Anna e Dostoevsky, Joanne e Modigliani, Licy e Tomasi di Lampedusa, Olga e Ezra Pound, Ofelia e Pessoa, Karen e David Foster Wallace, Susette e Horderlin, Constance e Pavese, Ingeborg e Paul Celan, Camille e Auguste Rodin, Sien e Van Gogh, Antonietta e Pirandello, Giulietta e Fellini, Pilar e Antonio Machado e tante altre storie che raccontano di come la poesia si nutra di amore e dolore, separazione e malinconia, rischio e vittorie temporanee, per raggiungere sopravvivenza e quindi metamorfosi, perché l’amore non si può controllare, ma ci può trasformare.

Non c’è niente di scontato, tanto meno lo è lo sforzo di amare e i rischi da correre, ma, in quanto uomini, siano dotati di un volto, non un muso, ri-volto al cielo e ai volti degli altri, siamo dotati di meraviglia, che, incastrata nel quotidiano dove non l’attendevamo, rinnova la nostra esistenza. Perciò vale la pena lasciarci trasformare, tanto sappiamo come va a finire la drammatica storia di Orfeo e Euridice, non c’è niente da temere.

L’amore è scampare alla morte come un naufrago e aggrapparsi al perimetro di un abbraccio.

 

Giuliana

 

La piccola libreria del destino

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La piccola libreria del destino, scritto da Sophie Nicholls, uscito nel marzo del 2016, edito da tre60, mi è stato regalato dalla mia amica Alessia per il mio compleanno, lo scorso agosto. Lo specifico perché un libro regalato va sempre segnalato!

La piccola libreria del destino è un libro che mi ha fatto viaggiare tra lo Yorkshire e San Diego, tra il passato e il presente, tra la vita ordinaria di tutti i giorni e quella meno scontata, straordinaria, della spiritualità.

Mi piace questo tipo di letture, perché credo che un po’ della magia raccontata mi cada addosso come brillantini o come polvere di stelle.

Il bello è che ci credo veramente!
😉

La trama è un avvicendarsi di storie di donne, L’iraniana Madaar che cresce la nipote Fabia, la quale cresce da sola la figlia Ella, la quale ha una figlia, Grace di nome e di fatto. Ad un certo punto compare un’altra donna, Bryony.
Tutte fanno lo stesso sogno e insieme, dopo essersi riunite per via di un compleanno (i compleanni c’entrano, sempre, vedete?) cercano di decifrare questo strano sogno comune grazie a un libro (anche i libri c’entrano sempre!).

Sono donne che colgono i Segnali, che hanno un potere speciale, o forse no, è solo un sapere ascoltare l’istinto, far tacere la mente e dar voce al profondo, al cuore, agli impulsi dell’anima.

È un libro di colori e di profumi, di mille sensazioni tattili, un libro pieno di un po’ di tutto, crisi, cambiamenti, morte, lutto, magia, incantesimi, spiritualità, mancanza di fiducia in se stessi, pazzia, insicurezza, incertezze, tristezza, solitudine, meditazione, emozione, forti legami familiari, distanze, ricongiungimenti, messaggi tra Cielo e Terra.

È uno di quei libri che possiamo inserire nella categoria Libri Magici, uno di quelli che ci spiegano, con una storia,a che la magia consiste nello sfruttare “l’incredibile potere della nostra mente“, e che è fondamentale per una buona salute psicofisica, vivere il presente.

Ricco di descrizioni, di omissioni, di storie celate e poi svelate, mi ha fatto tornare in mente Donne che corrono coi lupi, quando ad esempio Fabia parla della fiaba di Cenerentola (Ah si. Povera Cenerentola, che aspetta di essere salvata dal suo bel principe. È un peccato che ci insegnino ad aspettare qualcuno che venga a salvarci), o quando Madaar cambia versione del finale di Cappuccetto Rosso (Cappuccetto salta sul letto, si mette le mani sui fianchi e grida, a pieni polmoni, Non mi fai paura, Lupo!).

È il libro perfetto per chi vuole più magia nella sua vita, per chi cerca nuovi orizzonti, ispirazione, visioni, meraviglia.

Grazie Alessia!

Giuliana 🙂