Molto forte, incredibilmente vicino

Molto forte, incredibilmente vicino
Jonathan Safran Foer
2005

 

È incredibile come certi libri ti prendano per mano e, dopo la confusione inziale, ti portino dentro la storia, dentro al dolore, da Hiroshima, alle bombe su Dresda, all’11 settembre, quando il padre di Oskar muore nell’attentato alle torri.

Oskar è un bambino di 11 anni e sembra proprio vero, imperfetto, gentile, intelligente, sofferente, creativo in tutti i suoi modi per elaborare il lutto, indimenticabile, come la storia, ricca di dettagli, anche macabri, di dolore, di un lutto sperimentato da tutti i punti di vista.
Senza dubbi il libro è bellissimo, originale, ben costruito, ma tutto questo dolore della Storia raccontata dal punto di vista del singolo, se questo singolo è un bambino, può risultare insopportabile.

Davvero un dolore molto forte, incredibilmente vicino.

Leggere a volte mi strapazza il cuore e mi domando che fine abbia fatto quel mio talento di azzeccare il libro giusto al momento giusto.

 

Quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità.

 

Mi piacciono gli abbracci,la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno.

 

Mi sono sentito incredibilmente vicino a ogni cosa nell’universo, ma anche straordinariamente solo.

 

Pensare a lei è la cosa più bella che mi è rimasta!

 

C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.

 

⬇️Ly