Monteriggioni che di torri si corona

A proposito di incantesimi per fermare il tempo.

come in su la cerchia tonda

Monteriggion di torri si corona

così la proda che ‘l pozzo circonda

Torreggiavan di mezza la persona

li orribili giganti

Monteriggioni è come un’oasi nel deserto.

Intorno la campagna e le colline senesi, bruciate da un sole implacabile, dentro le mura, praticamente intatte dal XIII sec., una cittadina che ha fermato il tempo, o almeno lo sa tenere fuori.

Se non fosse per i bar e i tavolini all’aperto sulla piazza, c’è silenzio, persino un venticello da oasi, un vecchio furgone, pergole e un museo delle armi, che ricorda la caduta di Monteriggioni al dominio di Firenze.

Il camminamento sulle mura fa rendere conto di quanto le mura abbiamo protetto il borgo e gli abitanti e i viandanti della Francigena che qui trovavano riparo.

Una sosta. Un respiro. Una risata. Un gioco. Una battuta. Poi si rimettono i piedi a terra.

La mia vita interiore è fatta di questo,

Le discese ardite

E le risalite
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Firenze e la meraviglia

A proposito di completezza.

Un tempo correvo e una volta sono arrivata fin quassù durante una gara. Mi ricordo il fiatone e le gambe che bruciavano e poi la meraviglia.

Sono tornata quassù quasi dieci anni dopo, trascinando mio figlio sotto il sole cocente, bruciava l’aria, non solo il fiato e le gambe. E poi, comunque, la meraviglia.

Mi sembra che manchi sempre un pezzo alla mia vita.

Ma la meraviglia non manca mai, è la mia forza.

Il mio adorato Nicc ha saputo esprimere perfettamente il concetto

In questo non tempo

A cui noi soli apparteniamo

Io non ti chiamo

Troppo piccola cosa è un nome

Non ci può contenere

Estranei alla vita

Estranei alla morte

Noi ci dondoliamo

Al di là del mondo

Come se fossimo lì

Da sempre

Che meraviglia

E ci assomiglia

Ricominciare a sentire

Ricominciare qui

Così esausti o invincibili

Basta solo arrendersi

E sentire

Che meraviglia

E ci assomiglia

Ricominciare a sentire

Ricominciare qui

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