Secondo Natura

La lettura di “Secondo Natura”, di Sveva Sagramola, scorre via gentile e delicata, proprio secondo natura, mi viene da dire.
Terapia più efficace e sensata di Madre Terra e Madre Natura per l’uomo non c’è, e quando ciò si trova delicatamente dentro a un libro, si scatena una magia destinata a migliorarci.
“Secondo Natura” è un utile manuale con molti consigli su come approcciarci al nostro corpo, al nostro ambiente, alla nostra vita quotidiana nel modo più rispettoso possibile della Natura, senza estremismi.
“Secondo Natura” è anche un racconto commovente di alcuni episodi della vita dell’autrice, che scrive così come ci appare dallo schermo di Geo & Geo: delicata, gentile, di una semplicità non scontata, ricca della forza della Natura, del coraggio umile di un terapeutico abbraccio agli alberi.
Il sottotitolo è “Impariamo a vivere bio” e non credevo di aver così tante accortezze semplici da imparare per vivere bio, semplici ma destinate a cambiare il corso della nostra Terra, se tutti le adottassero.

Dopo questa lettura mi è venuta voglia di rendere casa mia un’insalata, da adesso si pulisce con aceto e limone e comunque si fa ricerca di tutto ciò che pulisce in modo naturale, senza intervento della chimica.

Mi è venuta voglia di allevare farfalle coi miei bambini, senza che questo sia una pura citazione poetica.

Mi è venuta voglia di diventare una Guerrilla Gardening, giardiniera armata di semini e piante che semina in aree incolte e degradate per riportare ovunque la bellezza della natura. Pensate se ognuno di noi si occupasse di un pezzettino di terra incolta della nostra città, anche quella intorno agli alberi sui marciapiedi, che ultimamente rendono la mia città simile a una città fantasma. Potrebbe essere solo un piccolo gesto iniziale per prendersi cura di tutto intorno a noi.

Mi è venuta voglia di piangere (e l’ho fatto) quando si parlava di Rudy, il cane dell’autrice. Zuni è tornata nella mia memoria, senza in effetti aver mai abbandonato il mio cuore. Un cane, o un qualunque animale da amare e con cui vivere, ci fa riscoprire il legame profondo con la natura e ci fa ricordare che siamo un tutt’uno: non esiste un Io, ma solo un Noi.

Mi è venuta voglia di vivere in punta di piedi, per non far male a questa Terra (in fondo è in linea con ciò che sono, a metà tra la Terra e il Cielo).
Mi è venuta voglia di leggere (è questa è l’unica cosa che non è nuova).

Questo è un libro terapeutico, per noi stessi e per la Natura, che forse sbagliamo a considerare “madre” da cui attingere risorse di continuo, forse è più una nostra Amica, l’Amica del Cuore, da cui avere e alla quale incondizionatamente dare.

E’ un libro prezioso.
Il mio, poi, è dedicato dall’autrice a mia figlia “che farà bene a questa terra”.

Mi sento meglio a pensare di poter far bene a questa terra.

Giuliana

Aloe

foto dal web

foto dal web

L’utilizzo dell’aloe risale a 6 mila anni fa, conosciuta come pianta dell’immortalità dagli antichi egizi, usata per i processi di imbalsamazione, citata anche nella Bibbia, usata insieme alla mirra per preparare il corpo di Gesù per la sepoltura.
Nella cultura Maya era considerata un rimedio per il mal di testa. Ippocrate la cita mettendone in risalto le sue proprietà antinfiammatorie, rigeneranti, disinfettanti e antiscottature, così anche Dioscoride, medico greco autore del più antico trattato di farmacologia, la descrive come pianta di guarigione per piaghe e ferite, sollievo e protezione contro scottature pruriti e infiammazioni cutanee.
E’ indubbio che le varie civiltà le abbiano attribuito poteri “magici, superstiziosi e esoterici”.
Negli ultimi tempi c’è una corrente di pensiero che le attribuisce proprietà antitumorali.
Nonostante le ricerche scientifiche ufficiali non danno chiare risposte ci piace pensare che l’uomo è “fatto per la natura e la natura per l’uomo”, quindi c’è un legame indissolubile, uno scambio biunivoco con le piante.
Affidarsi alle cure di “madre terra” è come tornare nel grembo materno, le cure e le premure di una madre sono uniche al mondo e guariscono lo spirito, placano il cuore, addolciscono la mente, è ciò che ci vuole per superare qualcosa che sembra insormontabile.
In conclusione l’aloe è indubbiamente una splendida pianta da mettere nel proprio giardino, il momento migliore è la primavera, quando il ciclo di vita è attivo e forte, la terra deve essere arenosa e può stare a pieno sole, ciò che teme sono le temperature sotto lo zero.