Ho incontrato la vita in un filo d’erba

ho incontrato la vita in un filo d'erba

Esce fuori dalla libreria di casa un libretto così vecchio che ha ancora stampato il prezzo in lire (6900 per l’esattezza).
“Ho incontrato la vita in un filo d’erba”, di Romano Battaglia, è un piccolo breviario per una vita felice, una raccolta di frasi da leggere un po’ al giorno, un altro libro da tenere in giro per casa alla faccia del disordine (una casa con tanti libri sparsi è una casa felice, mica disordinata!), un concreto aiuto di libroterapia da consultare al primo malessere, al sorgere di qualunque emozione non ben identificata, ma con evidenti tratti negativi.
Lo prendete, lo aprite a caso e se vi sentite scoraggiati da tanto lavoro e poco risultato, troverete scritto:
I miti, le leggende, i sogni, anche se molti non ci credono, appartengono alla realtà“, oppure
Il grano non t’insegna soltanto a lavorare per il pane quotidiano, ma soprattutto a credere“.
Ecco dunque che le vostre vite popolate di leggende e fate, d’improvviso hanno un senso compiuto, anche se tutto vi sembra irrisolto.
Vi capita di essere tristi e di trovare il vostro cammino preferito con i cancelli aperti, la passeggiata all’ombra di certe buone piante vi ristora e vi restituisce il significato di questo giorno di sole.
Oppure, aprite a caso il libro “Ho incontrato la vita in un filo d’erba” e trovate scritto:
Quando sei triste canta così: cammino con la bellezza davanti a me, cammino con la bellezza dentro di me e le mie parole sono bellissime“.

Certo, parlare di felicità alla mia insicura e addolorata città è difficile, adesso.
Eppure chi se ne è andato in modo così crudele ci ha insegnato, con le sue ultime parole in questa vita, che c’è una risposta a chi cerca il senso della vita: l’amore.

Se ti chiedono qual è la cosa più importante nella vita, tu rispondi prima, dopo, sempre: l’amore“.
Amare o avere amato. Non ci sono altre vie da scoprire nel cammino misterioso della vita“.

Infine, adesso, in questo scoramento notturno, esce dal libro una frase per me, solo per me:

Semina, semina: l’importante è seminare, poco, molto, tutto il grano della speranza. Ma semina anche il grano della fantasia, perché ogni chicco arricchirà un piccolo angolo sperduto della terra“.

Dunque, buon lavoro.
Buona Giornata della Felicità.

La misura della felicità

misua
“La misura della felicità”, Gabrielle Zevin, ecco un altro libro che parla di libri, un po’ come Una piccola libreria a Parigi.
Una scrittura veloce e senza fronzoli mi ha permesso di leggerlo in fretta, di amare i personaggi, le loro storie, i loro difetti, i loro amori e, non lo nascondo, mi ha concesso di sperimentare la mia solita empatia.
Ho singhiozzato a tratti.
Poi sono tornata nella storia, così come i personaggi hanno continuato a vivere, così come la libreria ha continuato ad esistere.
E’ la vita.
Si nasce, si cresce, si vive a tentoni e si muore e chi resta continua a vivere a tentoni, calibrando le proprie azioni in base alla propria misura della felicità.
In questa vita, nessun uomo è un’isola, nessun uomo si deve fermare come un’isola, si va, si viene, si torna.
Meglio se con un libro in mano, meglio se parlando con persone che parlano di libri, che leggono libri. Che a forza di leggere libri gli vien voglia di scriverne, di libri.
Purché di libri si parli.
Purché si scelga un libro come terapia.

Nelle mie brevi riflessioni, qui a My Therapy, do per scontato che abbiate conoscenza dell’argomento del libro di cui vi parlo, che abbiate letto già da qualche parte la sinossi.
Vado subito al succo.
Mi perdonerete, se non siete d’accordo con questa scelta.
Potete cercare su google “sinossi la misura della felicità”, un po’ come faceva il nostro A.J. di questo libro che cercava su google persino come si cambiano i pannolini a una bambina di due anni.
Ne leggerete il riassunto e poi tornate qui, se avete voglia, per capire il motivo per cui “La misura della felicità” va letto.
Perché bisogna aprire le porte del proprio cuore, e lasciarle aperte.
Qualcuno verrà a lasciare qualcosa, nel momento in cui saremo pronti a prenderla.

“Cosa, in questa vita, è più personale dei libri?”.

“A.J. annuisce, ma non crede nelle azioni casuali. E’ un lettore, dunque crede nella struttura. Crede che esista una narrazione”.

“Tutto quello che ti serve sapere di una persona lo capisci dalla sua risposta alla domanda: Qual è il tuo libro preferito?”.

“Il tempo che passo a leggere è il tempo in cui imparo a scrivere meglio”.

“Talvolta i libri non ci trovano finché non è il momento giusto”.

“Le librerie attirano il giusto tipo di persone. E mi piace parlare di libri con persone a cui piace di parlare di libri. Mi piace la carta. Mi piace la sensazione della carta, e mi piace sentire il peso di un libro in tasca. Mi piace anche l’odore dei libri nuovi”.

“Un posto non è un bel posto senza una libreria”.

Giuliana

Be happy. Il piccolo libro della felicità

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Eccolo qua.

Un libretto gentile, di poche parole e molti efficaci disegni.
Be happy.
Non siamo forse nati per essere felici?
Cosa aspettiamo dunque?
48 brevi messaggi e 48 rispettivi disegni che formano un incitamento all’obiettivo che è assolutamente raggiungibile, alla portata di tutti.
Be happy. Il piccolo libro della felicità.
Lo leggete in dieci minuti e potreste decidere di portarlo con voi tutta la vita. E nei momenti più difficili potreste aprirlo a caso e leggere ciò che è importante in quel momento.
In fondo, il caso non esiste.

Lo apro adesso e leggo tre messaggi per me.

Credi in te stesso.
Apprezza ciò che sei in questo momento.
Concediti il giusto tempo.

Il giusto tempo per essere felici.
Be happy!

Be happy. Il piccolo libro della felicità.
Monica Sheenan
2006, Sperling & Kupfer

PS: Se venite a casa mia chiedetemi di aprirlo “a caso” e vediamo qual è il messaggio per voi!

😉

Giuliana