Manuale di lettura creativa

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Il Manuale di lettura creativa, scritto da Marcello Fois e uscito quest’anno per Einaudi, ci spinge a porci alcune domande.

Chi è il lettore creativo?
È colui che “vuole sorprendersi, essere preso in contropiede, considerare un punto di vista che gli pareva impossibile“, il lettore creativo non si fa bastare “una buona storia” o “una buona scrittura“, ma le pretende entrambe.
Il lettore creativo è colui che prende un libro e, leggendolo, ci mette del suo, lo elabora attivamente.
A tale lettore creativo si contrappone lo scrittore nel vero senso della parola, quello che è in grado di fare quel tipo di letteratura che soddisfa il lettore creativo.

Che tipo di letteratura soddisfa il lettore creativo?
Citando Carver, si può dire che la letteratura non deve essere consolatoria, ma deve creare crisi, deve “generare inquietudine“, quindi deve:
– cambiarci, fare si che, dopo la lettura, non siamo esattamente come prima
– generare idee diverse nella gente, perché se tutti sono d’accordo col contenuto, vuol dire che è un libro incapace di andare oltre i tempi attuali
– generare anticorpi, non anestetizzare contro la realtà.

Quindi “tutto ciò che leggiamo deve diventare esperienza“, ciò è possibile se facciamo nostre le parole che leggiamo, se facciamo lo sforzo, a volte disumano, di portarle nella nostra vita, se siamo disposti a lasciarcela cambiare. Certamente i classici sono quei capolavori che ci rendono il compito un po’ più lineare, anche se non meno impegnativo.

Che cos’è un classico?
È una “storia che acquista valore nel tempo, travalica l’attuale e diventa presente. Un classico è un testo di cui si sente, nel tempo, la necessità“, anche per non soccombere alle debolezze della nostra umana condizione.

In questo tentativo di non soccombere sta il senso di My Therapy.
Non ho la pretesa di criticare i libri che leggo, né ho la pretesa di fare letteratura con ciò che scrivo.
Tendo a spingere la gente a leggere in modo creativo, mettendoci dentro se stessi, anima e mente, cuore e corpo, passato e futuro.
Leggere dunque di altrui vite per comprendere la propria, sperimentare altrui emozioni per gestire le proprie, convinta sognatrice come sono che a questo mondo più leggiamo e meno danni facciamo.

Giuliana 

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Come un romanzo

come un romanzo

Come un romanzo” di Daniel Pennac è una rilettura che conferma la teoria che dai libri traiamo quanto siamo in grado di trarne, in base alla nostra maturità e al periodo storico in cui viviamo.
Leggere, adesso, di come un scolaro impara a formare le lettere e poi una parola di significato solo da asticelle e ponti e cerchi è stato emozionante! Un paio d’anni fa ho visto la stessa magia accadere nell’universo della mia bambina che diventava, secondo la teoria di Pennac, un’alchimista capace di trasformare le lettere in significato, quindi in oro.

 

Quasi come una lama penetrata nel cuore leggo:

Leggere
a voce alta
gratuitamente
le sue storie preferite“.

Io, proprio io, che amo così tanto i libri, che ne leggo di continuo, che passo il mio tempo libero a scovare spunti terapeutici nei libri che leggo, io … da quanto tempo non leggo ai miei bambini “a voce alta, gratuitamente” le loro storie preferite?

Troppo.
Devo recuperare.
Assolutamente.

Nel frattempo proseguo il viaggio dentro “Come un romanzo” ed io provo una gioia intima e profonda quando comprendo che, nonostante la mia insegnante di lettere al liceo, ho imparato ad amare le storie e i libri.
Dove e perché non saprei dire, forse è per questo mio carattere tendenzialmente solitario e taciturno.

Ma grazie a chi lo so dire con certezza. I miei genitori, che non sono mai stati accaniti lettori ma sono stati degli integerrimi compratori di libri di cui non sapevano niente, compratori sulla fiducia nella loro figlia che aveva questa specie di difetto di non voler vestiti o ori, ma libri.

Ho ricevuto dei no da miei genitori, ovviamente. Ma mai riguardo a un libro, mai!

Così, grazie ai miei genitori e non ai miei insegnanti, sono diventata una lettrice.
E mi sono salvata.

In fondo, ci dice Pennac:
Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da se stessi. E soprattutto, leggiamo contro la morte“.
E cita anche Montesquieu: “Lo studio è stato per me il rimedio sovrano contro l’insofferenza e la noia non avendo io mai avuto pene che un’ora di lettura non abbia dissipato“.
Che meraviglia.

Quanta meraviglia, poi, e semplicità nei diritti imprescrittibili del lettore!
Pennac ce ne regala dieci, come i Comandamenti, ma sottolinea che sceglie questo numero proprio per differenza coi Comandamenti, qui c’è una lista di autorizzazioni!

Questa parte è quella che mi colpì quando lessi “Come un romanzo” la prima volta, non so quando, non so dove.

Ero una lettrice ossessionata dal dover finire un libro iniziato, non mi concedevo scappatoie, passavo mesi con un libro che non amavo aperto a metà, in giro per casa. Finché Pennac consacrò il mio diritto di non finire un libro, non muore nessuno e ci guadagno in salute e in tempo da dedicare ai libri che invece amo.

Quindi andate e leggete “Come un romanzo” e scoprite quale diritto vi appartiene di più.

La virtù paradossale della lettura è quella di astrarci dal mondo per trovargli un senso“.

L’uomo che legge ad alta voce ci eleva all’altezza del libro“.

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo di scrivere, d’altronde, o il tempo per amare.)
Rubato a cosa?
Diciamo al dovere di vivere.

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere
“.

La lettura è, come l’amore, un modo di essere“.

La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore“.

Giuliana

Leggere per vivere

I libri erano vita che mi avvisava: come comportarmi al posto di Vronskij, Myskin, Gulliver, Ronzinante, Tom Sawyer, Billy Bud. Vita d’altri, creduta e perciò posseduta, mi addestrava a reagire, a rasentare altezze e bassezze sconosciute.
(Erri De Luca, Il più e il meno)

I libri non raddoppiano lo spessore dei muri, invece l’annullano. Attraverso le pagine si vede fuori.
(Erri De Luca, Il più e il meno)

Se fossero state armi appese alle pareti, sarei diventato un cacciatore, ma erano libri, impilati fino al soffitto. Avevo quelli intorno e addosso. Sono stato bambino e ragazzo dentro una stanza di carta. Mio padre ne comprava a chili, erano il suo altrove, la distanza da pomodori e frutta sciroppata, merci del suo lavoro. Rientrava la sera, si metteva in poltrona disteso sotto un libro. Stava così all’aperto. Quella mossa quotidiana, il silenzio di noi figli per lasciarlo al suo tempo migliore, le finestre chiuse anche d’estate per non ascoltare altro che pagine: quella mossa mi ha avviato.
(Erri De Luca, Il più e il meno)

Leggere mi allargava il campo dei sensi, insegnandomi a salvare dal macero i dettagli.
(Erri De Luca, Il più e il meno)

Cambiare occhi, toccare il cuore.
(Giorgio Nardone)

Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.
(Ugo Ojetti)

I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.
(Jean-Paul Sartre)

Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca.
(Proverbio cinese)

Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.
(Fabrizio Caramagna)

Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni.
(Ennio Flaiano)

Niente di più bello di un bel libro, nel mondo.
(Joseph Joubert)

Chiunque dica che abbiamo una sola vita per vivere non ha ancora imparato a leggere un libro.
(Anonimo)

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere.
(Gustave Flaubert)

La ricchezza di un uomo veniva valutata in base al numero dei suoi libri e dei cavalli nella sua scuderia.
(Timbuctù, intorno al 1500)

Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.
(Virginia Woolf)

Leggere, leggere un libro – per me è questa l’esplorazione dell’universo.
(Marguerite Duras)

I libri mi riempivano il cranio e mi allargavano la fronte. Leggerli somigliava a prendere il largo con la barca, il naso era la prua, le righe onde.
(Erri De Luca)

Ogni volta che si legge un buon libro, in qualche parte del mondo, una porta si apre per lasciare entrare più luce.
(Vera Nazarian)

Ho degli amici (i libri), la cui società è per me deliziosissima; sono uomini di tutti i paesi e di tutti i secoli; distinti in guerra, in pace e nelle lettere, facili a mantenersi, pronti sempre ai miei cenni, li chiamo e li congedo quando più mi aggrada… essi non van mai soggetti ad alcun capriccio , ma rispondono a tutte le mie domande.
(Francesco Petrarca)

Leggo per legittima difesa.
(Woody Allen)

I veri libri sono quelli la cui lettura deve essere continuamente interrotta per il troppo piacere.
(Piero Buscioni)

Capisci di aver letto un buon libro quando giri l’ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.
(Paul Sweeney)

Non esistono forse giorni della nostra infanzia che abbiam vissuti tanto pienamente come quelli che abbiam creduto di aver trascorsi senza vivere, in compagnia d’un libro prediletto… ancor oggi, se ci capita di sfogliare quei libri di un tempo, li guardiamo come se fossero i soli calendari da noi conservati dei giorni che furono, e con la speranza di veder riflesse nelle loro pagine le dimore e gli stagni che più non esistono.
(Marcel Proust)

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
(J. D. Salinger)

Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.
(Gianni Rodari)

Una casa senza libri è come una stanza senza finestre.
(Marco Tullio Cicerone)

Io sono nel libro. Il libro è il mio universo, il mio paese, il mio tetto, il mio enigma. Il libro è il mio respiro, il mio riposo.
(Edmond Jabès)

Se si legge lo stesso libro due volte, il tempo sembra piegarsi e la lettura diventa un viaggio nel tempo. La persona che ha letto il libro per la prima volta deve coesistere con quella che lo sta leggendo ora.
(Gabrielle Zevin)