Storie della buonanotte per bambine ribelli

Storie della buona notte per bambine ribelli
Elena Favilli, Francesca Cavallo
Mondadori, 2017

Nonostante la stroncatura di Michela Murgia, ho letto lo stesso Storie della buona notte per bambine ribelli ai miei bambini, tutti e due, il maschio e la femmina.

Sono d’accordo con la Murgia con l’idea che, destinato com’è prevalentemente alle bambine, rischia di diventare sessista, ma io l’ho letto anche a Simone, 6 anni quasi e è piaciuto anche a lui, anche se ad un certo punto ha domandato: “Ao ma qui sono tutte femmine?”.

Anche io, come la Murgia, penso che la scelta di alcune storie non sia stata tanto felice, mi vengono in mente ad esempio Margaret Thatcher, oppure quella di Alek Wek, che, scappata dalla guerra in Sudan, ha avuto la fortuna di essere notata in un parco di Londra e è diventata modella, oppure l’esploratrice Ruth Harkness che voleva un panda, se lo andò a prendere in Cina, lo strappò alla sua famiglia e alla sua natura e lo portò in uno zoo negli Stati Uniti, ove i visitatori “compresero che tutti gli animali selvatici meritano rispetto e amore”.
Terribile.
Ma ne abbiamo approfittato per disquisire sugli zoo e sul rispetto vero per gli esseri viventi.

Anche il linguaggio con cui sono raccontate le 100 vite di donne straordinarie non mi ha fatto impazzire, non basta un c’era una volta iniziale per raccontare storie ai bambini, neppure è sufficiente un linguaggio più semplice, perché rischia di diventare semplicistico, ci vuole empatia, che in effetti un po’ manca nei racconti.

Tuttavia è passato un messaggio importante:

solo con le idee chiare, lo sforzo, la determinazione ci si può ribellare all’idea che gli altri si fanno di noi, ai progetti degli altri per noi, per realizzare unicamente noi stessi.

Inoltre, abbiamo conosciuto tante storie bellissime che non sapevamo, musiche e parole che in ogni caso ci hanno arricchito.

Penso a Ameenah Gurib-Fakim, presidentessa delle Mauritius e scienziata:

Le piante più umili nascondono segreti sorprendenti.

Ann Makosinski, inventrice.

Chiunque sia vivo, produce luce.

Le Cholita Climbers, alpiniste mettevano scarponi e ramponi sotto alle gonne colorate.

Ritrovarsi in vetta è magnifico. E’ un altro mondo.

Harriet Tubman, combattente per la libertà

…E pregai Dio di rendermi forte e in grado di lottare, e da allora è sempre stata questa la mia preghiera.

Ma la mia preferita è la scrittrice Maya Angelou, che da bambina smise di parlare perché aveva paura di ferire le persone, cominciò a memorizzare quello che sentiva e leggeva e quando  cominciò a scrivere “fu come una musica che fluiva dalla sua penna“.

La missione della mia vita non è soltanto sopravvivere, ma prosperare e farlo con passione, compassione, umorismo e stile.

Penso che Storie della buonanotte per bambine ribelli sia un libro non perfetto, ma da leggere.

Giuliana  

 

Donne che corrono coi lupi

Proviamo a festeggiare la donna in modo non scontato.
L’8 marzo non è un giorno di festa, è un giorno di lutto per donne sacrificate e vittime.
L’8 marzo deve essere un giorno di presa di consapevolezza del potere della Natura Selvaggia, della Psiche Istintiva, perché NESSUNA DONNA, MAI PIU’, SIA SACRIFICATA E VITTIMA, lo dico ad alta voce, urlando persino.
Ho il libro giusto, ovviamente.
E’ un libro che ho in giro per casa da quasi un anno, in attesa di una recensione che sia alla sua altezza, ma poi ho capito che anche le migliori parole non renderanno giustizia a questo saggio, romanzo, insieme di racconti e esortazioni.
Dunque questo articolo non è una recensione di “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés.

E’ un invito a leggerlo, a tutte le donne che oggi si festeggiano, a quelle che non sanno cosa si festeggia, a quelle che soccombono, che si rassegnano, che parlano con un filo di voce, a quelle che camminano a testa bassa sotto il peso di una vita che non hanno capito, a quelle donne che sanno di doversi curare l’anima da sole, ma non sanno come fare.

Ecco un valido aiuto, questo libro, anche per le donne soddisfatte di sé e che comunque devono sempre allenarsi a correre coi lupi, ad esprimere la Donna Selvaggia, a vivere col cuore e senza riserve.
La vita, per la donna, è un allenamento.
Ecco dunque alcuni consigli alle donne, me compresa, che vogliono essere felici:

1) Esercitatevi ad ascoltare la voce interiore, seguite ciò che vi suggerisce l’intuito, esso è espressione della Psiche Istintiva, di quella parte più vera, più “natura”, che non sbaglia mai.
2) Ponetevi domande, siate curiose, come delle bambine
3) Vedete quel che si vede, non negate l’evidenza, non nascondetevi sotto la sabbia
4) Ascoltate quel che si ascolta
5) Agite in base a ciò che sapete essere vero
6) Curate un giardino, avvicinatevi alla natura, perché ciò che accade a un giardino può accadere all’anima
7) Accendete il fuoco della vostra parte creativa e alimentatelo
8) Quando è tempo è tempo, quando è ora di prendervi il vostro spazio e il vostro tempo, dite “vado” e andate.

E ricordatevi, ricordiamoci, ricordati tu piccola donna dai grandi occhi verdi che dai luce alla mia vita:

Non cedete. Non cedete. Fate il vostro lavoro. Troverete la vostra strada. Alla fine del racconto, i cigni, prima che l’anatroccolo si riconosca in loro, lo riconoscono come uno di loro“.

Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano e lavorate queste storie dalla vostra vita, non quella di qualcuno altro, riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finché non fioriranno, finché non fiorirete.
Questo io spero. Questa è l’opera. La sola opera
“.

Giuliana