Molto forte, incredibilmente vicino

Molto forte, incredibilmente vicino
Jonathan Safran Foer
2005

 

È incredibile come certi libri ti prendano per mano e, dopo la confusione inziale, ti portino dentro la storia, dentro al dolore, da Hiroshima, alle bombe su Dresda, all’11 settembre, quando il padre di Oskar muore nell’attentato alle torri.

Oskar è un bambino di 11 anni e sembra proprio vero, imperfetto, gentile, intelligente, sofferente, creativo in tutti i suoi modi per elaborare il lutto, indimenticabile, come la storia, ricca di dettagli, anche macabri, di dolore, di un lutto sperimentato da tutti i punti di vista.
Senza dubbi il libro è bellissimo, originale, ben costruito, ma tutto questo dolore della Storia raccontata dal punto di vista del singolo, se questo singolo è un bambino, può risultare insopportabile.

Davvero un dolore molto forte, incredibilmente vicino.

Leggere a volte mi strapazza il cuore e mi domando che fine abbia fatto quel mio talento di azzeccare il libro giusto al momento giusto.

 

Quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità.

 

Mi piacciono gli abbracci,la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno.

 

Mi sono sentito incredibilmente vicino a ogni cosa nell’universo, ma anche straordinariamente solo.

 

Pensare a lei è la cosa più bella che mi è rimasta!

 

C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.

 

⬇️Ly

Ogni cosa è illuminata

Pochi libri sono rimasti sul mio comodino così a lungo.
Pochi libri mi hanno lasciato confusa e triste, come Ogni cosa è illuminata, Jonathan Safran Foer, 2002.
Jonathan, un giovane ebreo statunitense, si reca in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che salvò la vita a suo nonno durante le deportazioni naziste. Armato di una fotografia che ritrae Augustine con suo nonno, Jonathan inizia così la sua ricerca della città fantasma di Trachimbrod, lo shtetl in cui all’epoca suo nonno viveva, distrutto dai nazisti durante la guerra e perciò scomparso dalle mappe. Nel suo viaggio è accompagnato da una guida locale, Aleksandr (Alex), con il quale stringerà presto amicizia, e dallo strambo nonno di Alex, che sostiene di essere cieco (ma in realtà ci vede benissimo), e che per questo si fa condurre dal proprio cane-guida, Sammy Davis Junior Junior. Incontreranno infine Lista, una delle amanti di Safran, il nonno di Jonathan. Lista, unica sopravvissuta al pogrom, racconterà loro di come Trachimbrod sia stata rasa al suolo dai tedeschi, e della morte di sua sorella Augustine“.
È un libro strano, fatto di tante storie in una, storie apparentemente slegate tra loro, un libro complicato, non facile da leggere per i continui salti temporali e per il continuo cambio di stile linguistico, non facile da digerire per certe tremende scene che fanno male, che segnano l’importanza della memoria, della ricerca delle proprie origini, della comprensione della propria storia.
I racconti di Alex, nel suo linguaggio originale, sono divertentissimi, eppure è un libro troppo difficile per questo mio momento di vita in cui pare che io sia affetta dal
gravissimo disagio chiamato “blocco del lettore”.
Nonostante questo, lo trovo un libro talmente particolare, incredibile e denso che sarà difficile dimenticarlo.

Giuliana