Animali fantastici e dove trovarli

Mentre la lettura di Harry Potter e la maledizione dell’erede mi è sembrata impoverita dalla forma di rappresentazione teatrale, Animali fantastici e dove trovarli è stata una lettura veloce e avvincente, anche grazie al suo essere una sceneggiatura.

Animali Fantastici e dove trovarli è uno dei libri di testo della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, il cui autore è Newt Scamander, ma è di fatto un libro che non esiste, in questo screenplay si racconta di come è venuta all’autore l’idea di scriverlo (di scrivere un libro che non esiste, stratagemma cervellotico e fantastico, tipicamente harrypotteriano).

La storia qui narrata è ambientata in mezzo al mondo dei non maghi, i maghi lottano per salvare il proprio mondo, per non lasciarsi scoprire e nel mezzo di questa lotta, proprio al centro di una New York degli anni Venti, sgattaiolano da tutte le parti gli animali fantastici fuoriusciti da una valigia magica.

La storia è carina e leggera, non c’è quel misto di sentimenti profondi e insegnamenti morali che abbiamo trovato nella saga di Harry Potter, non c’è la delineazione precisa dei personaggi che appaiono un po’ superficiali, ma è una lettura d’evasione, che non annoia e regala dei momenti di relax.

Non ho ancora visto il film, vi saprò dire,

Giuliana

P.S. Adesso sto leggendo Emma, Jane Austen, ma domani faccio un salto in libreria perché ho giusto giusto tre libri-desiderio, di quelli che immagino leggerò in un lampo.

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Harry Potter e la maledizione dell’erede

Harry Potter e la maledizione dell’erede è la sceneggiatura di un’opera teatrale di hogwardshogwar, è la storia di Albus Severus Potter, secondogenito di Harry e Ginny, ambientata vent’anni dopo la storia dei Doni della morte.

Oltre al racconto della maledizione dell’erede, c’è anche il resoconto del travagliato rapporto di un figlio sensibile e profondo con un padre dal nome ingombrante, ci sono storie che si accavallano tra passato che diventa presente e presente che diventa futuro, tra incantesimi, rivelazioni, affetti immutati di una storia incredibile a cui si finisce per credere.

E’ dura vivere con le persone che sono rimaste nel passato.

Il limite di questa lettura è che, raccontata come un’opera teatrale, perde tutto il fascino di quel racconto dettagliato di persone, sentimenti, pensieri, relazioni, paesaggi a cui eravamo abituati nelle letture dalla Pietra filosofale ai Doni della morte.

Senza dubbi l’opera teatrale è stata originale e affascinante, ma la sola lettura della sceneggiatura ha reso il racconto un po’ superficiale ed è un peccato, perché a mio parere non rende giustizia alla storia di Harry Potter.

Ad ogni modo so che chi ama Harry Potter non può fare a meno di leggere Harry Potter e la maledizione dell’erede e di trarne comunque dei benefici:

è l’ideale per ogni potterhead che vuole vivere ancora un po’ nel mondo di Harry, che vuole conoscerne nuove storie, che vuole stare ancora un po’ di tempo a Hogwarts e con Harry, saltando di qua e di là dai confini del tempo, con una giratempo.

Io me lo sono letto tutto in un giorno, un giorno di attesa della seconda operazione allo stesso piede, in cui un sacco di pensieri brutti facevano a gara nella mia testa, tutti pensieri scacciati da un altro viaggio a Hogwarts.

Tu conosci il potere dell’amicizia. (Draco a Harry)

 

La mia personale Harry Potter Terapia 

Giuliana

La verità è una cosa meravigliosa e crudele e per questo va trattata con grande cautela
(Silente)

 

Penso che a un certo punto devi scegliere che uomo vuoi diventare. E ti posso dire che a quel punto hai bisogno di un genitore o un amico.
(Draco)

 

Quelli che amiamo non se ne vanno mai del tutto. Ci sono cose che la morte non può toccare. Il colore … la memoria … e l’amore (Silente)

Harry Potter e i doni della morte

Avvincente, Harry Potter e i doni della morte.

Avvincente ma dal sapore nostalgico, già malinconico, si sa, la saga finisce qui, la giovinezza raccontata finisce qui, da qui in poi si farà i conti con le beghe dell’età adulta, che grosso modo sono le stesse per babbani e maghi.
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Il racconto mi è parso un po’ troppo arzigogolato, un po’ come se bisognava inventarsi per forza qualcosa di straordinario e sorprendente, forse ha perso un po’ di quella naturalezza di vita raccontata che, pur nel genere fantasy, c’era negli altri libri, ma senza dubbio è la degna conclusione di una serie di storie stupendamente costruite e raccontate e immaginate.

La morte di alcuni dei protagonisti, di cui avevo sentito parlare, è stata comunque terribile, ci si affeziona ai personaggi, persino al custode e a Peeves, figuriamoci a Silente, ai gemelli Weasley, a Lupin e Tonks, al piccolo Dobby, l’elfo libero.
Il finale me lo sono lasciato per la notte fonda e, passati pure i 19 anni dopo, chiuso il libro, fatto il sospiro, uno di quei sospiri rari a fine lettura, sono rimasta così, in silenzio a guardare il vuoto, chiedendomi: e adesso?
E adesso.
Adesso ricomincio, alternandolo a altre letture, ricomincio magari in lingua originale, ricomincio leggendolo ai miei bambini, perché credo in tutto ciò che ho scritto in Harry Potter Terapia, perché ho quarantadue anni, ma non mi vergogno mica a dire che è stata una delle letture più belle della mia vita, non fatta prima per pregiudizi sul genere, ma ho rimediato e non è mai troppo tardi per concedersi il lusso di viaggi fantastici e avventurosi.
E’ una lettura che somiglia a un’esperienza e lo leggerò ai miei bambini, perché è talmente avvincente che insegna il gusto e il piacere della lettura, e io questo voglio, che loro amino leggere e cerchino i libri.
Lo leggerò a Lucia e Simone perché è un percorso di crescita corale e soprattutto individuale, c’è intimismo e riflessione, ma anche l’invincibile forza del lavoro di squadra.
Lo leggerò per far esercitare loro la memoria e l’attenzione ai particolari, per stimolare la curiosità e il mai accontentarsi di risposte preconfezionate, il gusto per la ricerca e per l’intraprendere la strada dei propri pensieri, delle proprie intuizioni.
Lo leggerò perché comincino a credere che non tutti sono come appaiono, c’è sempre un’anima particolare dietro l’involucro della nostra apparenza, un involucro che possiamo ben portare in giro infischiandocene di ciò che di noi dicono gli altri, essere se stessi e basta, con coraggio, come Luna.

Sono ancora in tempo per aggiungere buoni propositi a questo 2017.
Eccone un altro.
Essere me stessa, ispirata e coraggiosa, portando con disinvoltura e orgoglio un bel cappello di leone in testa.

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Vi consiglio di cuore di leggere tutte le avventure del maghetto Harry Potter cominciando dalla Pietra Filosofale, ci vorrà un po’ di tempo, ma ne varrà la pena.
Promesso.
Se poi avrete una voce critica, non vedo l’ora di ascoltarla, potete scrivere nei commenti sotto o a info@mytherapy.it.

Giuliana, My Therapy is a book