Insight

Non pensi ad altro che a correre e ad arrivare ad un certo km o a un certo albero o a terminare la salita o solo a veder l’orologio che scatta l’ora.
Il fiatone e le gambe che cominciano a stancarsi ti danno alla testa, ti stanno in testa e non riesci a pensare ad altro.
Funziona così, nei processi di problem solving.
Tu sei li a scervellarti per trovare una soluzione, una frase, un titolo, una qualsiasi cosa e non ne esci, i tuoi pensieri percorrono sempre gli stessi sentieri e il tuo problema resta intatto.
Poi, mentre cucini, mentre ridi con tuo figlio, mentre parli con gli amici, mentre corri, ti si aprono nuove strade mentali, l’intuizione prende il posto del ragionamento vero e proprio, vedi tutto sotto un riflettore a luce diversa, mica conta più o meno luce, conta una diversa luce che ti fa mettere insieme elementi che sembravano scollegati.
Il titolo di una canzone o di un film, il nome di quella che ho incontrato stamattina che non mi viene ma ce l’ho sulla punta della lingua.
Per trovare un insight bisogna sgombrare la mente, liberarla da certi legacci antipatici, pensare ad altro, costringerla a rilassarsi.
Io non ci riesco per lungo tempo, io rimugino, la mia mente è un frullatore che mescola sempre tutto il diverso possibile, senza logica.
Il tempo più lungo in cui riesco a rilassare la mente è quando corro (a dirla tutta anche quando guido o, meglio, quando guida mio marito e io guardo fuori).
Il mio corpo affaticato si prende tutta l’attenzione e un sacco di questioni perdono il primo piano.
Una scrittrice una volta mi disse “ci ho scritto i libri correndo”, io questo no, perché per certe attività mi ci vuole proprio di star ferma, ma un sacco di belle idee le ho rincorse e prese al volo, questo si.