20 dicembre

Al liceo avevo come compagne una Maria Serena (vedere il post del 18 dicembre) e una Maria Cristina, mi sembrò allora una combinazione inusuale, ma allora, per quanto pensavo di essere profonda, non ero altro che un’adolescente in perenne crisi adolescenziale.

Poi sono cresciuta, almeno negli anni, ho trovato una vaga stabilità nelle relazioni e nell’anima, una sorta di equilibrio emozionale e con tali emozioni, più certe, più stabili, più solide, ho potuto guardare negli occhi anche Maria Cristina, e riconoscermi.

maria-cristina-neriSono andata a trovarla nella sua agenzia viaggi, Ludomar Travel e mi ha colpito il sorriso, l’entusiasmo, la gioia negli occhi, la dolcezza del cane che le faceva compagnia.
Tutte cose che avevo perduto al liceo, ma che per fortuna ho recuperato.

Così le amicizie ripartono, guardandosi negli occhi.

Maria Cristina Neri ha anche collaborato con My Therapy in qualche occasione (Sauris, Marmellata di Prugne, Una bambola con gli occhiali, Stupri di guerra, Uno splendido disastro), e oggi è il nostro ospite d’onore per l’Avvento dei Libri, ed è anche un onore farle gli auguri di compleanno🎉 🎉!

Il libro di oggi 20 dicembre che Maria Cristina ci consiglia è:

Il Museo dell’Innocenza,  Orhan Pamuk

Come può un libro che ci racconta una storia d’amore durata tutta una vita, pur nel suo tragico epilogo, non far bene alla mente e al cuore dei lettori? Pahmuk, con la cornice della Istanbul degli anni ’70, ci fa capire che l’amore tra un uomo e una donna, se vissuto in maniera totalizzante e unica, può essere davvero eterno e sopravvivere nei ricordi con un’estrema dolcezza, senza mai cadere nella banalità.

“Il Museo dell’Innocenza” ci fa vivere, attraverso gli occhi di Kemal,  un amore fatto di piccoli gesti spontanei, di tensione amorosa e soprattutto un amore raccontato in una minuziosa raccolta di confortanti oggetti, che a volte diventano vere e proprie reliquie. E sarà proprio grazie ad esse che l’amata Fusun potrà sopravvivere nel cuore di Kemal e nel ricordo dei lettori, diventando testimonianza di una inflessibile e mai risolta passione.

Ed ecco allora che, attraverso le numerose pagine del romanzo, capiamo che l’amore non è leggerezza ma piuttosto il vero mezzo di salvezza per l’uomo, anche nelle situazioni più tragiche e che ognuno di noi può e deve trovare il proprio modo di viverlo, costruendo il proprio “museo della vita”.

Maria Cristina

Fa venir voglia di leggerlo!

Oggi i miei bimbi hanno trovato, nel calendario che si va svuotando, la parola QUEL e un breve, ma efficace dialogo, preso dal web.

FERIRE E CHIEDERE SCUSA

-Prendi un piatto e tiralo a terra.
-Fatto.
-Si è rotto?
-Si.
-Adesso chiedigli scusa.
-Scusa.
-E’ tornato come prima ?
-No.
-Ora capisci ?
( Francesco Sole )

Ci vediamo domani con il consiglio terapeutico di Claudia Ravaldi!

Giuliana

Come al solito, vi metto il link di Amazon se volete acquistare “Il museo dell’Innocenza”.