Molto forte, incredibilmente vicino

Molto forte, incredibilmente vicino
Jonathan Safran Foer
2005

 

È incredibile come certi libri ti prendano per mano e, dopo la confusione inziale, ti portino dentro la storia, dentro al dolore, da Hiroshima, alle bombe su Dresda, all’11 settembre, quando il padre di Oskar muore nell’attentato alle torri.

Oskar è un bambino di 11 anni e sembra proprio vero, imperfetto, gentile, intelligente, sofferente, creativo in tutti i suoi modi per elaborare il lutto, indimenticabile, come la storia, ricca di dettagli, anche macabri, di dolore, di un lutto sperimentato da tutti i punti di vista.
Senza dubbi il libro è bellissimo, originale, ben costruito, ma tutto questo dolore della Storia raccontata dal punto di vista del singolo, se questo singolo è un bambino, può risultare insopportabile.

Davvero un dolore molto forte, incredibilmente vicino.

Leggere a volte mi strapazza il cuore e mi domando che fine abbia fatto quel mio talento di azzeccare il libro giusto al momento giusto.

 

Quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità.

 

Mi piacciono gli abbracci,la ricomposizione, la fine della mancanza di qualcuno.

 

Mi sono sentito incredibilmente vicino a ogni cosa nell’universo, ma anche straordinariamente solo.

 

Pensare a lei è la cosa più bella che mi è rimasta!

 

C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.

 

⬇️Ly

L’arte di insegnare il riordino ai bambini

Ho comprato L’arte di insegnare il riordino ai bambini (Nagisa Tatsumi, Vallardi editore, 2017) non appena l’ho visto, perché a casa  mia l’ordine è ancora un concetto astratto, lontano chilometri dalla quotidianità.

L’ho letto in breve tempo, si legge bene, utile, scorrevole, offre, con semplicità, molti spunti di riflessione.

L’arte di insegnare il riordino ai bambini è un’arte che consiste prima di tutto nel chiarire il concetto generale di riordino ai genitori.

Nel flusso della vita quotidiana il riordino è qualcosa che conclude uno stato precedente, è un’azione atta a conservare una condizione confortevole ed è anche la preparazione alla successiva occasione utilizzo di un determinato oggetto.

Ecco cos’è il riordino dal punto di vista di Nagisa Tatsumi, non un’attività conseguente alla solita minaccia (se non metti a posto butto via tutto! Per me, poi, al plurale).

Il riordino è aver cura delle proprie cose e degli spazi altrui e in qualche modo anche delle relazioni con gli altri, il riordino è un atteggiamento che si insegna ai bambini attraverso il linguaggio non verbale e l’esempio, attraverso gesti da imitare perché accompagnati da un sentimento di contentezza, il riordino è un atteggiamento che aiuta a tenere in ordine anche dentro se stessi, quindi a migliorare la propria vita.

E’ importante che sia il bambino stesso a scoprire da solo l’appagamento, la felicità e il piacere che scaturiscono dal mettere le cose in ordine, arrivando a pensare: “Se il salotto è in ordine, tutti staranno meglio” o “Se lavo i piatti, la mamma sarà contenta e anch’io sarò felice”.

Perché ciò sia possibile nel libro ci sono molti consigli e numerose regole applicabili anche nei diversi periodi dell’anno, regole che riportano un po’ alla filosofia dello spaceclearing o decluttering, cioè l’arte di liberarsi del superfluo.

Non rimandare, ricordarsi sempre che completare qualcosa ci fa sentire meglio, mettere in moto braccia e gambe fa arricchire l’animo, un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto, comunicare il momento giusto per riordinare, ad ognuno un compito, l’autonomia a partire dai 10 anni, gestire le quantità buttando via il superfluo.

Vale la pena leggerlo e fare delle riflessioni per trovare metodicamente le proprie modalità per gestire l’ordine, modellandolo sul proprio concetto di vita, famiglia, casa, quotidianità.

Giuliana