23 dicembre

Siamo arrivati quasi alla fine dell’Avvento dei libri e gli ultimi due giorni che ci restano prima del Natale sono più intensi, due consigli terapeutici al giorno!

Oggi, 23 dicembre, i nostri ospiti sono la scrittrice e blogger Grazia Lodigiani, e la mia collega di lavoro Monia Mariani. I lettori di My Therapy lo dovrebbero ben sapere dove lavoro, in quel luogo meraviglioso e colmo di ispirazione, che oso persino parzialmente maledire nei giorni infuocati di ferragosto, ma che è il mio vanto e d’inverno manca come manca la poesia, il bosco, la perfezione dell’armonia tra natura e uomo. Questo luogo qui:

cascata

 

 

 

 

Torniamo al nostro Avvento dei Libri.
La prima ospite è Grazia Lodigiani, autrice dell’interessantissimo blog towritedown.com, e scrittrice che ha pubblicato alcuni racconti, Fermata Tre Torri (in “Respirare parole”, Marcos y Marcos), Giri di Valzer (in “Racconti di fiume”, casa editrice Pontegobbo), Dondolare (in “La venticinquesima ora” in uscita a febbraio).

l libro che ci consiglia è:

Mal di pietre, Milena Agus (Nottetempo)

Mi piace consigliarlo a chi non smette mai di tessere la propria vita come un romanzo.
Grazia

Ecco il link per chi fosse incuriosito e volesse acquistarlo:

Secondo consiglio di oggi, 23 dicembre. La mia collega, Monia Mariani, che ama la montagna, i cani e i libri, ci consiglia:

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson.

E’ un libro ironico e divertente, dove le parole scorrono in maniera ritmata ed è difficile smettere di leggere, Un libro che si legge tutto di un fiato e col sorriso sulle labbra.
Alla casa di riposo dove Allan è ospite tutto è pronto per i grandi festeggiamenti.Ma Allan decide di passare in maniera diversa il suo centesimo compleanno: scavalca la finestra e, in pantofole, se ne va. Ed inizia un viaggio ingarbugliato. Ed il viaggio diventa un’avventura surreale che Allan vive con una normalità disarmante. Una valigia, strani incontri, imprevisti e malintesi, fortune e sfortune trasformano questo viaggio nell’avventura forse più importante della sua vita!
E Allan è un esperto di avventure, e di incontri straordinari e improbabili.
L’avventura di oggi si alterna al racconto del passato di Allan. Personaggi incredibili e storie che entrano nella storia del Novecento. Storie che fanno il giro del mondo e poi ritornano. Dalla Svezia alla Spagna, alla Russia, alla Cina, all’Iran, passando per l’Himalaya. E ancora, ancora.

Monia

I miei bimbi hanno quasi finito di mangiare cioccolatini, hanno trovato nel calendario dell’avvento la parola è,  e una poesia triste ma realista, tanto per non perdere di vista il fatto che, mentre noi siamo qui a festeggiare, pieni di cioccolatini e di regali, in parecchie parti del mondo altri bambini fanno esperienze di privazione, di paura, di solitudine, di guerra.
Lucia e Simone festeggiano.
Ma io non voglio che dimentichino i bambini di Aleppo.

Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi;
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi

A domani con il doppio consiglio letterario di Arnaldo Casali!

Giuliana

5 dicembre

Avevo un cane speciale, sensibile e delicata nelle relazioni, tanto che feci alcuni studi sulle attività e terapie assistite con gli animali e subito dopo feci degli esperimenti, dei giochi più che altro, momenti di gioco e relax, pura emozione soprattutto con chi aveva le emozioni sepolte sotto una crosta di rughe, gli anziani di una residenza protetta in cui lavoravo come psicologa.

Gli studi mi portarono a conoscere una fisiatra, Chiara e uno zooantropologo, Nicola e di conseguenza conobbi anche l’Istituto di Formazione Zooantropologica (www.siua.it) fondata dall’etologo Roberto Marchesini, che grazie a Nicola potei conoscere in un congresso a Bellinzona.

La zooantropologia è “la disciplina che si occupa della relazione tra l’essere umano e le altre specie“, considerando valore la diversità specie specifica e l’approccio rispettoso per le diversità di ciascuna specie.

Poi il mio cane speciale se ne andò e ne arrivò un altro, grazie a Silvia.
Un pelosissimo e candido batuffolo che ha sovvertito tutte le mie convinzioni sui cani, ha scombinato casa, famiglia e relazioni e siccome io avevo fortissimamente voluto un compagno di vita per i miei bambini, ma il candido animale tutto sembrava tranne che aver voglia di bambini, ho deciso di affidarmi a mani esperte, a competenze approfondite che mi aiutassero a capire il piccolo cane pazzerello e a gestire meglio le relazioni.

Dopo diversi tentativi non molto fruttuosi ecco che trovo lei, Barbara Corrai, Educatore cinofilo Siua della mia città, Terni. Per me “Siua” era una garanzia, così senza esitare Barbara cominciò a far parte delle nostre relazioni umano-canine un pò scombinate.

barbara-corrai

 

Ebbene, il piccolo peloso Biagio cominciò ad essere decifrato, una vota capito è stato facile rispettare le sue necessità, la voglia di spazio, il bisogno di conferme, l’essere un pò restio alla manipolazione fisica e così via.

 

 

Tornando al nostro Avvento dei Libri, oggi ci lasciamo consigliare un libro proprio da Barbara Corrai.

Ricordi di animali, di Roberto Marchesini.

Un romanzo biografico del Fondatore della approccio cognitivo-zooantropologico in pedagogia cinofila. Bello avvincente e terapeutico perché ci racconta come il rapporto con gli animali possa aiutarci a vivere meglio, poi in contatto con noi stessi e quindi più felici!

Barbara

Oggi i miei bimbi hanno trovato nella casellina numero 5, oltre i cioccolatini, la parola SECONDO e due poesie di Lord Byron, quella che dedicò alla Cascata delle Marmore e quella che dedicò al suo cane.

Lord Byron, la Cascata e un Cane.

Cominciare la giornata con parole così belle e commoventi fa tornare a guardare il mondo dalla giusta angolazione.

PS: se volete seguire l’Avvento dei Libri sappiate che My Therapy is a Book è presente sui vari social, seguiteci e avrete tante belle idee per i regali di Natale.

A domani con il consiglio terapeutico di Roberta Isceri!

Giuliana

Archeofantasia

archeofantasia
Questo è un post autoreferenziale, ve lo dico subito, quindi se non gradite chi in qualche modo si parla addosso, fuggite all’istante.
In questo post parlo del libro che ho scritto, l’ultimo, il più caro al mio cuore perché parla della mia terra, delle mie radici di cui sono fiera.
Ogni giorno ringrazio il cielo perché questa terra mi appartiene, e io appartengo a lei.
Archeofantasia. Un viaggio fantastico tra i luoghi di ieri e di oggi dell’archeologia industriale di Marmore.
Un viaggio intorno alle meraviglie inesplorate, poco conosciute, della Cascata delle Marmore.
Chi di voi sa che la Cascata è artificiale?
Chi di voi sa dei “reperti” di industrie che hanno da più di cent’anni in qua utilizzato l’acqua per la produzione di energia elettrica?
Chi di voi sa che questa terra è la culla di invenzioni industriali che hanno modificato l’esistenza di ognuno?
Chi di voi immaginerebbe che in tutto ciò è possibile trovare della Poesia?

Abbiamo scelto una presentazione “atipica” per questo libro di un viaggio che copre al massimo una decina di chilometri e più di cent’anni di storia, parole non solo di questo libro, non solo di questo viaggio, accompagnate da
voci che si appoggiano a una chitarra, sogni soffiati dentro a un’armonica, cuore tra le corde rosse di un ukulele.

A far da sfondo a ciò ecco un’altra arte, l’esposizione delle foto di quell’anima ricca, libera, viva di Edy Mostarda. Le foto rientrano nel progetto L’anima mia e confermo con gioia pura che vanno oltre, perché hanno vita propria e un’anima propria.

Come ce l’ha la Cascata delle Marmore.

Se volete acquistare il libro cliccate qui, oppure scrivete a info@mytherapy.it.

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Se volete scaricare la mappa del viaggio cliccate Qui

 

Shamata Terapia

Il benessere emotivo, la consapevolezza e l’aiuto delle stelle

Nella drammatica situazione di crisi della nostra città e della nostra società, c’è solo una salvezza.
L’aiuto reciproco.
L’ascolto profondo.
Essi sono elementi che seguono la conoscenza di sé, l’accettazione e l’amore che ognuno di noi merita di provare per se stesso.
Noi stessi, dunque, al primo posto.
Noi che non siamo solo mente o inconscio.
Noi siamo il nostro corpo, il nostro respiro di quest’aria che ci circonda, noi siamo l’aria che respiriamo, noi viviamo in questo ambiente come un tutt’uno e in questa vita siamo chiamati ad essere felici.
Avendo cura delle nostre emozioni.
Di cui prima necessariamente dobbiamo averne consapevolezza, ed esercitarci alla consapevolezza quotidianamente, respiro dopo respiro.
E’ come un circolo virtuoso che parte dal centro di noi stessi, attraversa il nostro spazio intorno, le persone con cui condividiamo questo tratto di vita e poi torna a noi stessi, trovandoci migliori.
Con queste basi, in aggiunta a quelle teoriche, in aggiunta a una visione positiva della vita, possiamo aiutare gli altri, non prima, però d’aver imparato a chiedere aiuto.
L’aiuto è una scienza e un’arte.
La formazione è indispensabile, meglio quella che decidiamo di intraprendere non perché va di moda ma perché ci parla di noi stessi. La formazione ci da delle linee teoriche, delle strategie da seguire, dei modelli di riferimento, una bussola nel mare aperto, le indicazioni precise del cielo stellato.
L’arte è ciò che porta alla sintonia, alla compatibilità in una relazione d’aiuto, l’arte è qualsiasi forma di creatività che porta all’espressione estetica e non c’è produzione d’arte migliore di quella che libera la conoscenza e libera l’immaginazione portando benessere alla propria e altrui emotività.
Shamata vi chiede di avere compassione e cuore aperto.
Shamata vi farà scoprire i tesori dentro di voi, quelle ricchezze che non sapete ma che sono in grado di salvare il mondo.
Shamata vi darà uno spazio di ascolto profondo. Uno spazio. “una stanza tutta per sé”, dove potete liberamente essere voi stessi, senza paure, dove non sarete soli, sarà con voi un ascoltatore competente che partirà dall’inevitabile punto di partenza: l’accettazione incondizionata.
Shamata vi fornirà gli strumenti teorici perché, dopo aver compreso e accettato la persona che abita il vostro corpo, saprete farlo con chi vi chiederà aiuto, nei modi più diversi, più o meno efficaci.
Non senza sacrifici si raggiunge il benessere, tuttavia.
Shamata vi chiederà di sacrificare alcune parti di voi stessi, il passato che ha ferito, un futuro troppo atteso, sarete chiamati a vivere il vostro presente, col vostro corpo, la mente e il vostro respiro, con la buona notizia che le ferite, sebbene restino sotto forma di cicatrice, possono essere “sovrascritte” con eventi migliori, con tatuaggi colorati, con segni di sole.
Siamo a Terni, a due passi dalla Cascata delle Marmore.
La possiamo intendere come una metafora di ciò che faremo con Shamata.
Un fiume quieto che d’un tratto diventa fragore.
Un fragore che non dimenticherete mai, perché come disse Byron “scuote l’abisso” persino quello che ognuno ha dentro di sé.
L’abisso non vi farà più paura, perché in fondo c’è un altro fiume tranquillo, più ricco e consapevole.

Giuliana Pitti

L’anima mia

l'anima mia
Questo è un sito di bookcounseling e libroterapia: si consigliano libri per alleviare certi disagi psichici e vivere felici.
Ma mi prendo uno spazio per una delle terapie più efficaci che conosca, utili per l’anima mia.
L’acqua, il suo fragore, i colori, le piante, i profumi, persino la “profumata terra” (cit. Archeofantasia), persino i volti dei visitatori alla Cascata delle Marmore.

Questo che vi copio qui è il progetto in atto che riguarda questa grande terapia.

“L’anima mia”. Viaggio, in quattro stagioni, nei volti dei visitatori della Cascata delle Marmore

Partiamo dai “piccoli tesori di una passeggiata parigina”, foto d’autore di Robert Doisneau che provava “l’effimero piacere di un’immagine rubata di sfuggita” e voleva fotografare “i gesti normali di gente normale in situazioni normali”. Lo faceva con delicatezza, con approccio gioviale e cordiale, tanto che i protagonisti accettavano con piacere l’invito del fotografo a prendere parte alle sue “brevi storie visive”.
Con questa esperienza proponiamo l’idea di un’altra forma di visita alla Cascata, quella secondo cui visitare il parco è quasi un modo di guardarsi dentro, una sorta di terapia per portare alla luce l’oscurità dei propri abissi, riempirli di luce e di acqua.
E’ un viaggio di scoperta, di riscoperta. Un viaggio nella quotidianità con amore e consapevolezza, un viaggio di conoscenze nuove che cambieranno per sempre il nostro vivere.
I volti delle persone fotografati riflettono la bellezza che si vede da fuori e che d’un tratto contagia il proprio viso. E il mondo intero. E l’anima di ciascuno, che, in un circolo virtuoso, fiorisce sui volti fotografati.
Partendo dalle parole di Carl Gustav Jung (“Devo imparare che dietro a ogni cosa da ultimo c’è l’anima mia, e se viaggio per il mondo ciò accade in fondo per trovare la mia anima”), vogliamo articolare il progetto nelle quattro stagioni, fotografando soggetti diversi per ognuna di esse, in uno schema così suddiviso.
– Autunno, la Riscoperta (i marmoresi riscoprono i tesori e l’amore della loro terra più prossima)
– Inverno, la Quotidianità e la Cura (i lavoratori di Marmore Falls si occupano di questa terra quando il mondo sembra essersene dimenticato)
– Primavera, il Risveglio (i ternani riscoprono il privilegio di una cornice eterea alla propria città d’acciaio)
– Estate, l’Assalto e la Folla (i turisti arrivano, passano, se ne vanno, portando con sé emozioni di un viaggio dentro se stessi).

Edy Mostarda Photographer & Giuliana Pitti

Un salto indietro nel tempo (dal presepe alla Cascata delle Marmore e ritorno)

cascata

foto Sara Bernardini

Un salto indietro nel tempo.
Possibile alla Cascata delle Marmore.
Quello che vedrete vi sembrerà quanto meno reale.
Da lontano vedrete la stella cometa lentamente illuminare il cammino di due figure piccole che andranno a ripararsi in una capanna.
Vedrete fiaccole pian piano accendersi e illuminare un villaggio di capanne e un mercato.
Poi seguirete i tamburi e il ritmo dei centurioni della Legio II Sabina e, oltrepassato il ponte, vi immergerete nella storia, nell’umidità, nei suoni ovattati, nei profumi antichi, percorrerete sentieri impervi e raggiungerete quella stessa capanna che avete visto al di là del ponte, lassù, in cima a scalini sconnessi, sotto la luce di un angelo bianco , nel bel mezzo di un fiume in piena, in caduta.
Non è questione di credere, di religioni, di un Dio chiamato in un modo o in un altro. E’ questione di spiritualità, di emozioni intense, di acqua attraversata a piedi, di natura potente e dolcezza d’animo umana, di un fiume che ne incontra un altro, di un periodo dell’anno dove il cuore e l’amore sembrano dominare, di fatica e freddo e passione e collaborazione.
D’istinto vi verrà da chiedere se quei frutti, quelle stoffe appena tinte, quelle terrecotte possono essere comprati, se quel pane è fresco come sembra.
Assaggerete vini speziati e cibi profumati al mercato e poi vi incamminerete verso la meta che non è avanti ma è dietro di voi, l’arrivo è la fine di un cerchio che sta alle vostre spalle. Dovrete andare avanti e scendere giù, quasi a toccare l’acqua indomita che vi passerà sotto i piedi e vi attraverserà il cuore, poi salire su, la capanna e l’angelo, e ancora un po’ su, col cuore in subbuglio vi fermerete come ipnotizzati da una Cascata illuminata la cui bellezza vi scuote all’improvviso.
Un altro po’ di salita, poi giù di nuovo, nella semioscurità, passando accanto a panni stesi appena lavati, a un’asina incinta e caprette e pecorelle, come ogni presepe che si rispetti.
Raggiungerete il palazzo di Erode, dove odalische sensuali ballano a ritmi remoti.
Infine vi ritroverete al punto di partenza, ma non sarete più gli stessi, la suggestione, se avrete avuto il cuore per accoglierla, vi donerà la forza di guardare la vita come un sogno, che vi continuerà a sembrare quanto meno reale.

Le occasioni per attraversare, come in un sogno, questa realtà, sono
25 e 26 dicembre 2015, 3 e 6 gennaio 2016
Dalle ore 17 in poi
Presso la Cascata delle Marmore, Terni.

Io ci sarò, con i vestiti di una popolana che vende ananas e mandarini.
E voi?

Giuliana
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foto Sara Bernardini

foto Sara Bernardini

Archeoaperitivo

Galleria

Questa galleria contiene 15 foto.

Ci sono due calici pieni a metà in sosta su un tavolo. Laggiù, sul fondo della vallata, c’è la città della sera, luci che luccicano sullo sfondo di un tramonto importante, deciso. Venere, la prima stella della sera, sta a … Continua a leggere

Lord Byron, la Cascata e un Cane

Lord Byron e il suo cane

Lord Byron e il suo cane

Cosa accomuna Lord Byron, la Cascata e un Cane?

Vi basti sapere che a Lord George Gordon Byron è intitolato uno dei Belvedere della Cascata delle Marmore.
Non un luogo qualunque.
La mia Cascata.
Alla mia Cascata è dedicata una delle sue poesie. Sentite che roba:

 

Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura il Velino fende il baratro consunto dai flutti. Caduta di acque! Veloce come la luce, la lampeggiante massa spumeggia, scuotendo l’abisso. Inferno di acque! là dove queste urlano e sibilano e ribollono nell’eterna tortura; mentre il sudore della loro immane agonia, spremuto da questo loro Flegetonte, abbraccia le nere rocce che circondano l’abisso, disposte con dispietato orrore

e sale in spuma verso il cielo, per ricaderne in un incessante scroscio, che, con la sua inesausta nube di mite pioggia, reca un eterno aprile al terreno attorno, rendendolo tutto uno smeraldo: – quanto profondo è l’abisso! E come di roccia in roccia il gigantesco Elemento balza con delirante salto, abbattendo le rupi che, consunte e squarciate dai suoi feroci passi, concedono in abissi uno spaventoso sfogo

alla poderosa colonna d’acqua che continua a fluire e sembra piuttosto la sorgente di un giovane mare, divelto dal grembo di montagne dalle doglie di un nuovo mondo, che non soltanto la fonte di fiumi che scorrono fluenti in numerosi meandri attraverso la valle! Volgiti indietro! Vedi, dove esso si avanza simile ad una Eternità, quasi che dovesse spazzar via tutto ciò che trova sul suo cammino, affascinando l’occhio col Terrore – impareggiabile cateratta,

orribilmente bella! ma sul margine, da una parte all’altra, sotto lo scintillante mattino, posa un’iride tra gli infernali gorghi, simile alla Speranza presso un letto di morte, e, inconsunta nelle sue fisse tinte, mentre tutto là attorno è dilaniato dalle acque infuriate, innalza serenamente i suoi fulgidi colori con tutti i loro raggi intatti, e sembra, tra l’orrore della scena, l’Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto.

Quanto mi piace l’immagine dell’eterno aprile.
Chi ha visitato la Cascata sa, conosce, ricorda bene di che tipo di smeraldo si tratta.

Questa, comunque, era solo l’inevitabile premessa alla poesia che segue, che Lord Byron ha dedicato a Boatswain, il suo cane.

In questo luogo
giacciono i resti di una creatura
che possedette la Bellezza ma non la Vanità
la Forza ma non l’Arroganza
il Coraggio ma non la Ferocia,
e tutte le Virtù dell’Uomo senza i suoi Vizi.
Quest’elogio, che non sarebbe che vuota Lusinga
sulle Ceneri di un Uomo,
è un omaggio affatto doveroso alla memoria di
Boatswain, un Cane,
che nacque in Terranova nel maggio del 1803
e morì a Newstead Abbey
il 18 novembre 1808.

Boatswain morì della follia della rabbia, ma non morse mai il suo compagno uomo, che rimase sempre con lui, sfidando il pericolo di contrarre lui stesso la rabbia.
La lapide del cane è di parecchio più grande di quella di Lord Byron.
Come la Bellezza, la Forza e il Coraggio.
Mi ricorda un amore grande, seppellito sotto il pino nel mio giardino, lo vedo mosso dal vento, in questo momento, fuori da questa finestra.

Giuliana