23 dicembre

Siamo arrivati quasi alla fine dell’Avvento dei libri e gli ultimi due giorni che ci restano prima del Natale sono più intensi, due consigli terapeutici al giorno! Oggi, 23 dicembre, i nostri ospiti sono la scrittrice e blogger Grazia Lodigiani, e la mia collega di lavoro Monia Mariani. I lettori …

5 dicembre

Avevo un cane speciale, sensibile e delicata nelle relazioni, tanto che feci alcuni studi sulle attività e terapie assistite con gli animali e subito dopo feci degli esperimenti, dei giochi più che altro, momenti di gioco e relax, pura emozione soprattutto con chi aveva le emozioni sepolte sotto una crosta di …

Archeofantasia

Questo è un post autoreferenziale, ve lo dico subito, quindi se non gradite chi in qualche modo si parla addosso, fuggite all’istante. In questo post parlo del libro che ho scritto, l’ultimo, il più caro al mio cuore perché parla della mia terra, delle mie radici di cui sono fiera. …

Shamata Terapia

Il benessere emotivo, la consapevolezza e l’aiuto delle stelle Nella drammatica situazione di crisi della nostra città e della nostra società, c’è solo una salvezza. L’aiuto reciproco. L’ascolto profondo. Essi sono elementi che seguono la conoscenza di sé, l’accettazione e l’amore che ognuno di noi merita di provare per se …

L’anima mia

Questo è un sito di bookcounseling e libroterapia: si consigliano libri per alleviare certi disagi psichici e vivere felici. Ma mi prendo uno spazio per una delle terapie più efficaci che conosca, utili per l’anima mia. L’acqua, il suo fragore, i colori, le piante, i profumi, persino la “profumata terra” …

Un salto indietro nel tempo (dal presepe alla Cascata delle Marmore e ritorno)

Un salto indietro nel tempo. Possibile alla Cascata delle Marmore. Quello che vedrete vi sembrerà quanto meno reale. Da lontano vedrete la stella cometa lentamente illuminare il cammino di due figure piccole che andranno a ripararsi in una capanna. Vedrete fiaccole pian piano accendersi e illuminare un villaggio di capanne …

Archeoaperitivo

Ci sono due calici pieni a metà in sosta su un tavolo.
Laggiù, sul fondo della vallata, c’è la città della sera, luci che luccicano sullo sfondo di un tramonto importante, deciso.
Venere, la prima stella della sera, sta a guardare, piacevolmente rinfrescata da questo venticello leggero che fa dimenticare l’agosto di una giornata infuocata.
Il vino è buono, scelto con cura, assaggiandolo si sente la passione e l’amore.
I prodotti tipici sopra al piatto color lillà sono di qualità, scelti con precisa accuratezza e non senza sentimento.
Il vassoio che accoglie il piatto ha un incavo per il bicchiere.
È stato creato apposta per l’evento, il vassoio.
Niente è a caso.
Niente è improvvisato.
Niente è scontato.
Si deve lasciare una traccia certa, come l’areo che solca questo cielo terso, come i sentieri appena calpestati in mezzo a racconti appassionati di storia e attualità.
C’è storia particolare da far conoscere e non dimenticare, ingegneri, architetti e studiosi che hanno messo in questo territorio ingegno, arte e studi innovativi, c’è l’acqua domata diventata Cascata, un territorio ben disposto che è rifiorito di verde smeraldo, un territorio che non è solo Cascata e i partecipanti all’Archeoaperitivo cominciano a crederlo, se ne fanno una ragione, scoprono che natura e uomo hanno collaborato nei secoli, con qualche sgarbo reciproco ma con un risultato magnifico.
I due calici sono sempre in sosta.
Poi salgono a rinfrescare gole arse da una passeggiata nei luoghi dell’archeologia industriale dei dintorni.
La Valnerina apprezza in silenzio, si fa vedere senza parlare, mentre piano diventa buio.
I bambini giocano.
Fate, gnomi e scoiattoli osservano incuriositi dal mezzo del bosco, cornice di questa terrazza che sembra affacciata sul mondo.
Il mondo sembra in sosta, come i calici sul tavolo.
Il venticello accarezza gli organizzatori e i partecipanti, tutti si dicono in segreto “ma come si sta bene qui”, tutti si chiedono “ma come mai non sapevo niente di questo posto”, tutti si confidano “ma quanta passione ci vuole per organizzare tutto questo”.
Un rombo ripetuto avverte: le acque stanno per essere liberate.
Da qui la Cascata è solo suono, acqua che canta alla faccia di uno stereo che ha smesso di funzionare.
Le luci si accendono e i calici si svuotano.
Si preparano per una sosta più lunga.
La gente saluta, ringrazia, se ne va.
Gli organizzatori ben organizzati in due minuti smontano tutto e lasciano questo balcone intatto, incontaminato, si trasferiscono “sotto l’asilo”, dove il pomeriggio è cominciato, a mangiare un piatto di pasta, a leggere i suggerimenti dei partecipanti, a godersi gli apprezzamenti si della gente, ma anche di un territorio che finalmente ha voce in capitolo.
Grazie per aver dato facoltà di parola a questo luogo che è acqua e sfruttamento dell’acqua, industria e poesia, storia e magia.
Grazie per crederci così tanto.
Grazie per l’amore per questo posto.
Parte tutto da qui.
I calici sono in scatola, dopo un giro in lavastoviglie, domani saranno ancora pronti per l’ultima volta.
Ma ultima volta non c’è.
Ci vediamo il prossimo anno.