19 dicembre

Cristina Lattaro, scrittrice e socio fondatore dell’Associazione Amarganta

scrittura creativadi Rieti, ci consiglia il libro terapeutico di oggi, 19 dicembre:

 

Il profumo (Das Parfum – Die Geschichte eines Mörders) di Patrick Süskind.

Nonostante si parli di un serial killer, mi ha fatto pensare al mondo degli odori e mi ha fatto scoprire un mondo sensoriale parallelo. Nessun odore e’ stato piu’ come prima, e scoprire questa cosa all’improvviso mi ha regalato un valore aggiunto!
Cristina Lattaro.

 

Oggi i miei bimbi hanno trovato una parolina piccola piccola dentro al loro Calendario dell’Avvento (DI) e un breve pezzo di Thich Nhat Hanh, tratto da “La pace ad ogni passo“.

 

IL CIELO ERA NEL SUO CUORE DA SEMPRE

C’era una volta un bel fiume che scorreva tra colline e boschi. All’inizio era un gaio ruscelletto, uno zampillo giocoso e canterino che scaturiva rapido dalla cima del monte. Allora era giovane, ma quando scese in pianura rallentò. Pensava al momento in cui sarebbe arrivato all’oceano. Col tempo, crescendo, imparò a farsi bello, serpeggiando con grazia fra colline e praterie.
Un giorno si guardò e vide riflesse dentro di sè le nuvole, nuvole di ogni forma e colore. Per giorni non fece altro che rincorrerle. Voleva una nuvola tutta sua per tenerla sempre con sè. Ma le nuvole passano nel cielo senza fermarsi mai e cambiano forma continuamente. L’impermanenza connaturata alle nuvole faceva soffrire il fiume. Il piacere e la gioia che provava a rincorrerle svanirono, e non vi fu che disperazione e rabbia. Un giorno un vento impetuoso spazzò via tutte le nuvole. Il cielo restò completamente vuoto. Il fiume pensò che non valesse la pena di vivere, dal momento che non c’erano nuvole da inseguire. Era pronto a morire. Quella notte il fiume ascoltò se stesso per la prima volta. Era stato così occupato a inseguire qualcosa di esterno che non aveva mai avuto il tempo di guardarsi. Quella notte fu la sua prima occasione di ascoltarsi piangere, di ascoltare il rumore dell’acqua che batteva contro le rive. Prestando ascolto alla sua voce fece una scoperta importante. Capì che quello che aveva tanto cercato era già dentro di sè. Scoprì che le nuvole non sono altro che acqua, che nascono dall’acqua e all’acqua fanno ritorno. E scopriì di essere acqua anche lui.
Il mattino seguente al sorgere del sole vide per la prima volta il cielo azzurro. Non lo aveva mai notato. Interessato com’era alle nuvole non aveva mai fatto caso al cielo. Allora capì che quel cielo immenso dimorava nel suo cuore da sempre. Nel pomeriggio le nuvole tornarono ma ora non gli interessava più possederle. Poteva ammirare la bellezza di ciascuna e dare il benvenuto a tutte. Quando arrivava una nuvola, la salutava con premurosa gentilezza, quando una nuvola andava via con la stessa gentilezza le diceva allegramente arrivederci. Quella sera accadde un fatto magico. Quando il suo cuore si aprì ad accogliere il cielo della sera, il fiume ricevette l’immagine della luna piena, bella e luminosa come un gioiello. Non aveva mai immaginato di poter ospitare un’immagine tanto bella dentro di sè.

Thich Nhat Hanh

A domani con l’Avvento dei libri e il consiglio terapeutico di Maria Cristina Neri!

Giuliana

Se volete acquistare Il profumo su Amazon, cliccate qui:

15 dicembre

Il libro terapeutico di oggi, 15 dicembre, ce lo consiglia Eleonora Piras, presidente dell’Associazione di promozione sociale Alma Mater di Rieti.
alma-materQuesta associazione si occupa di sostegno alla buona nascita e alla genitorialità consapevole, supporto delle mamme in allattamento e una miriade di altre nobilissime e difficili attività di sostegno alle donne e alle mamme
(Alma Mater).

Eleonora Piras ci consiglia:

La chimica della calma. Smettere di preoccuparsi e cominciare a vivere pienamente, di Emmons Henry

“Gli effetti debilitanti dello stress possono mettere a repentaglio benessere, salute, longevità, produttività e relazioni personali. In “La chimica della calma” il dottor Henry Emmons presenta il suo Programma di Resilienza: un trattamento creato per alleviare l’ansia e recuperare la salute fisica e mentale. Questo programma, che guida il lettore passo dopo passo verso la tranquillità mentale e la sicurezza emotiva, si concentra sui metodi per creare la stabilità in grado di sconfiggere l’ansia nella vita di tutti i giorni grazie alle più recenti scoperte in fatto di: alimentazione, esercizio fisico, consapevolezza con tecniche di meditazione per donare calma al corpo e al cervello.”

Oggi i miei bimbi hanno trovato, nel loro calendario dell’Avvento, la parola coincide e la storia presa dal web, intitolata “Non arrendersi mai”.

NON ARRENDERSI MAI

C’erano una volta due ranocchie che caddero in un recipiente di panna. Immediatamente intuirono che sarebbero annegate: era impossibile nuotare o galleggiare a lungo in quella massa densa come sabbie mobili. All’inizio, le due rane scalciarono nella panna per arrivare al bordo del recipiente però era inutile, riuscivano solamente a sguazzare nello stesso punto e ad affondare.

Sentivano che era sempre più difficile affiorare in superficie e respirare. Una di loro disse a voce alta: «Non ce la faccio più. È impossibile uscire da qui, questa roba non è fatta per nuotarci. Dato che morirò, non vedo il motivo per il quale prolungare questa sofferenza. Non comprendo che senso ha morire sfinita per uno sforzo sterile».
E detto questo, smise di scalciare e annegò con rapidità, venendo letteralmente inghiottita da quel liquido bianco e denso.

L’altra rana, più perseverante o forse più cocciuta, disse fra sé e sé: «Non c’è verso! Non si può fare niente per superare questa cosa. Comunque, dato che la morte mi sopraggiunge, preferisco lottare fino al mio ultimo respiro. Non vorrei morire un secondo prima che giunga la mia ora». E continuò a scalciare e a sguazzare sempre nello stesso punto, senza avanzare di un solo centimetro. Per ore ed ore! E ad un tratto… dal tanto scalciare, agitare e scalciare… La panna si trasformò in burro. La rana sorpresa spiccò un salto e pattinando arrivò fino al bordo del recipiente. Da lì, non gli rimaneva altro che tornare a casa gracidando allegramente”.
Jorge Bucay

 

Bene, facciamo il riepilogo delle parole trovate finora nel Calendario dell’Avvento dei miei bambini.

lavvento-dei-libri

 

 

 

Vi ricordate? Tutte le parole, il 24 dicembre, formeranno una frase (L’Avvento dei libri).
Provate a costruirla con noi?

MOMENTO
VITA
SECONDO
IN
SECONDO
IL
NON
FELICE
DELLA
BOCCA
IL
PIU’
IL
SECONDO
COINCIDE

A domani con il consiglio terapeutico di Francesco Pomponio!

Giuliana

14 dicembre

Il 14 dicembre del nostro Avvento dei Libri è dedicato ai consigli di Piera Rossotti Pogliano, Direttore Editoriale della Edizioni Esordienti E-book.
Consigli, esatto, avete capito bene, ce n’è più di uno perché è quasi Natale e, secondo la visione mia e di My Therapy is a Book, a Natale si regalano libri!
Ve lo ricordate il libro di Erri De Luca I pesci non chiudono gli occhi?
Si amavano quei due. Si regalavano libri.
Ecco, amarsi è regalarsi libri.

Dunque, l’editore Piera Rossotti, nostro ospite di oggi 14 dicembre, ci consiglia questi libri, che potete acquistare dal sito Edizioni Esordienti E-book:

Chiara Curione, La sartoria di Matilde. ROMANZO

La sartoria di Matilde è una storia d’amicizia, dolceamara come la vita. Lisa, una signora di mezza età che ingurgita patatine, dolci e psicofarmaci per combattere le proprie insoddisfazioni e insicurezze, si trova costretta a lavorare dopo il fallimento della ditta del marito e assiste una signora anziana, ma sempre attiva e operosa, Matilde. Tra le due nasce, a poco a poco, un’amicizia che aiuta Lisa a riacquistare la serenità, l’autostima ed anche un rinnovato rapporto col marito, mentre per Matilde chiacchierare con Lisa occupandosi delle faccende domestiche o degustando un gelato al caffè del centro del paese diventa l’occasione per far riemergere a poco a poco un passato doloroso, ma anche una vita vissuta senza mai dimenticare che i valori veri sono la capacità di amare e di perdonare. È questo il grande messaggio che Matilde lascerà a Lisa… insieme a molto altro, perché una fata buona può anche prendere l’aspetto di un’arzilla ottantenne golosa di gelato alla nocciola…
Scritto sotto forma di diario di Lisa e sviluppato secondo una struttura circolare, La sartoria di Matilde è una storia semplice e bella, di quelle che fanno bene al cuore.

 

Elena Moscardo, I nostri scarponi sulla Via Francigena. ESPERIENZA E TESTIMONIANZA

In questo libro l’Autrice racconta il suo pellegrinaggio su un tratto della Via Francigena verso Roma, così come lo ha organizzato e vissuto insieme al marito Alessandro nei venti giorni delle loro ferie estive. Partiti da Modena l’8 Luglio 2000 con i loro zaini pesanti, ma scrupolosamente organizzati, hanno percorso a piedi circa 380 km. Essendo pellegrini moderni, la loro attrezzatura era diversa da quella dei pellegrini che, nel Medioevo, hanno percorso le stesse strade, ma sicuramente sono stati guidati nel cammino dallo stesso Spirito di Fede.
Le fatiche e le difficoltà del viaggio sono state, per Elena e Alessandro, l’occasione per mettersi in gioco, sia come individui, sia come coppia, dovendo dar prova di perseveranza e forza di volontà, di fiducia nelle loro capacità, di umile accettazione anche dei momenti di debolezza e di impotenza di fronte agli elementi della natura, senza mai perdere la fiducia in Chi guidava i loro passi, e sono usciti da questa esperienza più uniti e più forti.
Nel diario del loro viaggio ci sono i luoghi pieni di storia e la bellezza dei paesaggi naturali che hanno attraversato, ma ci sono soprattutto gli incontri, molte volte fortuiti, con moltissime persone diverse, generose, interessate e desiderose di capire cosa mai avesse spinto quella giovane coppia a fare una scelta così insolita e difficile, una scelta di fatica e di lentezza, dove oggi tutti cercano la facilità e la velocità, la scelta di un’esperienza di Fede da vivere in profondità, dove oggi si sceglie, troppo spesso, una facile superficialità.

 

Davide Baraldi, Swatch (disponibile anche in cartaceo) ROMANZO

Questo è un romanzo scritto da un giovane parroco. Di solito, i preti scrivono libri di teologia, invece questo è un bel romanzo per giovani adulti, e racconta la storia di due ragazzi e dei loro amici nel momento del passaggio dall’adolescenza al disincanto dell’età adulta, in cerca di più vere e nuove risposte riguardo alla felicità, allo scorrere del tempo, a Dio e alla vita. Il vero attore nascosto di questo libro, molto originale anche come ambientazione (tra scoutismo e squadre di football americano) è il tempo. Questo libro, che ho definito “per giovani adulti”, è stato in realtà letto con grande interesse da persone che l’età adulta l’hanno passata da un pezzo (per esempio mia madre, che ha 86 anni).

 

Andrea Leonelli, Aperti ermetismi. (Silloge di poesie, disponibile anche in cartaceo). POESIA

La nuova silloge di Andrea Leonelli costituisce il seguito di un cammino intrapreso da tempo con le precedenti raccolte poetiche, pellegrinaggio catartico che l’Autore compie dentro di sé, per svelare, rendere accessibile e comprensibile, tutto ciò che è chiuso, nascosto, sepolto nel profondo. È questo il senso degli “aperti ermetismi”: un percorso di conoscenza e autocoscienza che il lettore è invitato a percorrere insieme al poeta, con spirito di condivisione e di partecipazione.
Uscito indenne da un infarto che lo ha colpito prima dei quarant’anni, Leonelli ha sviluppato una visione della vita più serena e più vera, più ricca di relazioni umane, da uomo che vuole guardarsi riflesso in uno specchio e riconoscersi.

Piera Rossotti
Edizioni Esordienti E-book

I miei bimbi oggi ancora non hanno curiosato nel loro calendario, ma al ritorno da scuola troveranno la parola SECONDO e questa breve storia presa dal web:

QUAL’E’ LA COSA PIU’ FORTE ?
Un giorno un ragazzo chiese al vecchio saggio del paese quale fosse la cosa più forte.
Il saggio dopo qualche minuto gli rispose:
Le cose più forti al mondo sono nove:
“Il ferro è più forte, ma il fuoco lo fonde.
Il fuoco è forte, ma l’acqua lo spegne.
L’acqua è forte ma nelle nuvole evapora.
Le nuvole sono forti ma il vento le disperde.
Il vento è pure esso forte ma la montagna lo ferma.
La montagna è forte, ma l’uomo la conquista.
L’uomo è forte ma purtroppo la morte lo vince”.
“Allora è la morte la più forte!”
– lo interruppe il ragazzo –
“No” – continuò il vecchio saggio –
“l’amore… sopravvive alla morte!”
(Anonimo)

 

A domani, con il consiglio terapeutico di Eleonora Piras!

Giuliana

My Therapy, Benessere a portata di libro

11 dicembre

Mi piace quando conosco persone attraverso i loro libri, persone che poi mi presentano persone che scrivono libri!
Così è avvenuta la conoscenza di Marta Mentasti, una “mentastica” tipa della mia città, bella, ironica e colta che ha scritto un libro di fiabe che mette insieme realtà e fantasia, amicizia e onestà, natura e benessere.
Vi consiglio di cuore Le piantafavole per i bambini a cui vorrete comprare un regalo per Natale; a mia figlia, che pure è grandicella, lo gnomo Babò è rimasto nel cuore.

Marta Mentasti ci consiglia il libro terapeutico di oggi, 11 dicembre:

L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera

Un grande classico, da rileggere per chi lo conosce, perché ogni volta ha un sapore diverso, e da leggere per chi si approccia per la prima volta al maestro Kundera. Io lo definisco un trattato filosofico-amoroso.

Marta

Lucia e Simone, i miei bambini, oggi nel loro calendario dell’Avvento hanno trovato cioccolatini, la parola IL e la famosa poesia  “Ti meriti un amore”.
Questa poesia, che molti attribuiscono a Frida Khalo, ma che è in realtà di Estefania Mitre, giovane artista messicana, è dedicata soprattutto a Lucia, che non dovrà accontentarsi mai, ma anche a Simone, uomo di domani che merita un amore “perfetto per la sua pelle”, lui che avrà anche la responsabilità in più di uomo che appoggi, rispetti, accompagni, protegga.

Ti meriti un amore

Ti meriti un amore
Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.”
Estefania Mitre

A domani con il consiglio terapeutico di Gian Luca Diamanti!

Giuliana

3 dicembre

Il libro di oggi 3 dicembre ce lo consiglia Francesca De Santis, una giovane e bella ragazza che faceva servizio civile presso la Cascata delle Marmore,  bella sopratutto dentro, piena di parole e poesie come si è rivelata.

francesca

Parole e poesie che ovviamente mi sono fatta regalare, per regalare a mia volta ai lettori di My Therapy e ai miei bambini.

 

Il libro che ci consiglia è:

UNA BAMBINA di TOREY L. HAYDEN

Torey Hayden ha cambiato la mia vita ma soprattutto quello di migliaia di bambini. I suoi lettori sono milioni ed io mi inserisco come un topino tra di loro, nei pochi angoli stretti rimasti. Sono nata quando la Hayden aveva già smesso di insegnare (ma non di lavorare coi bambini, cosa che fa tutt’ora a 65 anni), di cambiare le cose con la sua pazienza, i suoi metodi innovativi ed il coraggio di pochi. Torey, chiamata per nome familiarmente dai bambini, è stata un’insegnante nelle classi (a volte in delle cliniche) di bambini con disturbi speciali: autistici, ritardi, affetti da disturbi ossessivi-compulsivi, schizofrenici, sessualmente precoci e in special modo muti elettivi. Infatti Torey, a vent’anni, sotto un pianoforte, aveva convinto a parlare una bambina che non riusciva a farlo per ragioni non organiche (mutismo elettivo). Quell’esperienza aveva cambiato la sua vita, si era specializzata in psicologia e, con tre lauree, aveva preso sulle spalle per anni ed anni, i migliori della sua vita, le “classi pattumiera” dell’America feroce degli anni ’70 e ’80. Dopo un po’ di tempo da quegli eventi, con un quaderno tra le mani, ha ridato vita a ciò che nelle sue classi era successo, ha spiegato al mondo che i bambini di cui si era occupata erano meravigliosi e pieni d’amore, disperazione e paure come tutti gli altri. Che una bassa considerazione del prossimo, seppur bambino, non valeva l’abbandono. Ha aiutato a dare un futuro a migliaia di bambini cui il destino sembrava averlo negato, ad alcuni migliorando la loro condizione e ad altri riuscendo, con il potere della tenacia, a guarirli. Servono i suoi libri per capire alcune realtà, per sentire come l’amore abbia un potere magistrale sugli eventi, come la compassione fine a se stessa non significhi un valido aiuto. “Una bambina” è stato il suo esordio, il momento in cui il quaderno è divenuto, in otto giorni, un manoscritto. Dopo appena 40 giorni un libro. E da lì moltissimi altri. E’ un’ode ai sopravvissuti, a coloro che senza voce vincono le battaglie con l’aiuto di chi, davvero, riesce a fare miracoli. Quando finisce la storia il cuore gorgoglia e la quarta di copertina dà ragione all’anima che rimane affascinata, colta di sprovvista, sopraffatta. Illuminata. “La maestra dei miracoli” gli occhi leggono chiudendo il libro. E di miracoli, il mondo di oggi, ne ha bisogno. Anche se avvenuti molti anni fa, in piccole aule, tra piccoli banchi, sopra seggioline su cui sedevano grandi esseri umani.

Francesca

Oltre ai cioccolatini, oggi i bimbi hanno trovato la parola

Secondo.

 

 

Infine, curiosando nelle capienti caselle del Calendario dell’Avvento, hanno trovato non una storia ma una poesia, scritta proprio da Francesca De Santis.

Leggere d’amore e di guerra di prima mattina ai miei figli è stata un’esperienza particolare, piena di sentimento, loro due son stati li a sentire, immobili, con lo sguardo intento, mi hanno premiato per aver osato leggere loro una poesia non facile, bellissima e intensa.

La magia delle parole.

NELL’ABBRACCIO DEL DOMANI

Le senti queste bombe?
Ma Dio ci vede?
Ti stringo silenzioso
mentre cerco di amarti
in mezzo al sangue.
Troppe stelle per questo cielo,
una per ogni morto della terra
che vola lassù.
Il dolore esplode
e tu rimani qui.
E ti ascolto.
E cerco i tuoi occhi anche nel buio.
Sono tutto ciò che ho, mi dici.
Lascia che io ti chiami,
lasciami il potere di salvarti.
Lo so, qui, insieme,
senza più forza per alzarci.
Le senti queste bombe?
Fidati, amore mio, fidati.
Domani saremo ancora qui.
Uniti e al sole.
Io in te per regalarti la felicità,
un sogno che valga
la nuvola dell’esplosione.
Oh, l’amore!
Senti come penetra le pareti del suono…
E stringimi ti prego, qui trema ogni cosa!
Dimmi che questa guerra
Fa di me ancora un uomo.
Mentre combatto per essere forte, per liberare da quest’inferno almeno te.
Baciami, toccami, lasciami credere.
Dobbiamo sperare.
Per chi? Per lei.
Perché? Mi chiedi.
Perché avrà i tuoi capelli nostra figlia.
E sorriderà per tutte le volte che il mondo ha impedito noi di farlo.
E le racconteremo di fuochi ed aeroplani.
Di divise logore e strade spente.
Di come noi, nell’eterna pioggia del cielo,
l’abbiamo voluta amandoci con coraggio.

di Francesca De Santis

A domani con il consiglio terapeutico di Elisabetta Bucciarelli!

Giuliana