L’arte di insegnare il riordino ai bambini

Ho comprato L’arte di insegnare il riordino ai bambini (Nagisa Tatsumi, Vallardi editore, 2017) non appena l’ho visto, perché a casa  mia l’ordine è ancora un concetto astratto, lontano chilometri dalla quotidianità. L’ho letto in breve tempo, si legge bene, utile, scorrevole, offre, con semplicità, molti spunti di riflessione. L’arte di insegnare …

Un libro

Non partecipo mai a “catene” di nessun genere che legano gente sul web, tranne in una occasione, si parlava di libri, si faceva avanti l’ipotesi che spedendo un libro a un bambino della catena i miei bambini ne avrebbero avuti in dono 36. Io ho spedito Piediluco … è una …

Aborto spontaneo

C’è una dottoressa bionda e fredda dentro una stanza buia e fredda, luci soffuse vogliono dare l’idea dell’accoglienza e della protezione senza riuscirci. Il battito non c’è, l’ecografia parla chiaro. Il bambino su cui avevi proiettato la tua idea di un futuro migliore e felice, è morto. Non piangi, c’è …

L’educazione affettiva

Tutti vogliono i figli intelligenti da un punto di vista cognitivo, dicevo. Non tutti sono consapevoli dell’importanza di un figlio emotivamente intelligente, però. Il bambino che impara presto ad avere a che fare con le emozioni, che sa riconoscerle presto e che impara di conseguenza a gestirle, a non immagazzinarle …

Germi zero – relax uno

Mentre facevo la fila dalla pediatra ho incontrato una mamma di quelle super pulite, igieniche e igienizzate. Il suo povero bambino, alle prese con una fastidiosa dentizione, non poteva mettere le mani in bocca che lei gliele toglieva con grande disappunto: “sono sporche”. Qualche mamma, meno costernata di me, provava …

Co-sleeping

Io sono d’accordo, mi piace svegliarmi e sentirmeli addosso, il loro respiro sul mio viso, un braccetto che mi trovo all’improvviso sotto la schiena e divento contorsionista per non spezzarglielo, un piede piantato tra un polmone e un rene, un calcio improvviso, una testata in velocità. No, a parte gli …

Un cane in ospedale?

Ho passato trentasette lunghi giorni in una camera di ospedale in attesa del mio secondo figlio. Soffrivo molto la separazione dalla mia prima figlia, da mio marito e tutta la mia famiglia e amici, che venivano a trovarmi il più spesso possibile e a mia figlia era consentito l’ingresso anche …