Le avventure del magico Finn

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Finn è un moderno Pinocchio che si annoia a scuola e non vuole andarci, ma vuole esplorare altri boschi e fare esperienze nuove, credendo di sapere già tutto del suo Bosco Buono.
Ecco che scopre che non ha imparato proprio tutto del suo Bosco, ecco che scopre che bisogna anche fidarsi dei propri amici che suggeriscono di non andare nella Selva Cattiva.
Sotto sotto però ci rassicura.
E’ rischioso andare lontano, addentrasti nella Selva dove i cattivi vivono, si sperimentano paure e pericoli e la lontananza dolorosa e il distacco.
Però poi Finn torna a casa, sano e salvo, perché è stato abbastanza saggio da non lasciar troppo lontano i suoi punti di riferimento; allontanarsi con una bussola (di amici, di affetti, di luoghi e valori importanti) si può. Si fa una esperienza formativa, si sperimentano emozioni buone in seguito all’elaborazione di quelle cattive e si torna al Bosco Buono più ricchi.
Non dite ai vostri bambini: “andate pure nella Selva Cattiva”.
Però nemmeno limitateli alla vostra casa buona.
Fornitegli una bussola di saggezza e poi lasciate che volino via lungo i loro sentieri.
La psicologa e bookcounselor che è in me concorda.
La mamma deve ancora essere convinta.
Questo libro “Le avventure del magico Finn”, dami editore, pieno di illustrazioni tra l’altro bellissime, è quel che ci voleva per la mamma-chioccia che è in me.

Giuliana

La fantasia per essere mamma

Sono stata una pirata e lei il mio capitano al cui fianco combattevo contro Capitan Uncino. (Lei è talmente buona che non riesce a dire che Capitan Uncino sia cattivo, si, un po’, ma si sente comunque in balia di una lotta inconscia tra il bene e il male, alla base della quale c’è la convinzione che in ognuno ci sia del bello e del simpatico e del buono.)
Poi sono stata cane e ho abbaiato a lungo, sono stata tempesta, portafoglio.
Io, poi, che mi dicevo non comprerò mai armi ai miei figli, mi sono ritrovata a comprare in un colpo solo la spada di Zorro e una super potente pistola laser multicolor da dare a lei perché possa combattere alla pari contro le sue paure.
Sono stata Minnie e Topolino e ho avuto in dono meravigliose scarpe verdi per viaggiare attraverso lo spazio alla ricerca di un principesso che non fa niente.
Sono la Principessa- Fatina delle Rose, al servizio della mia Regina delle Fate (e dei pulcini), e del Re dei Folletti della pappa, in compagnia del Principe-Elfo della cioccolata (che ho sposato anni fa).
Sono stata anche designer di finger food.
La mia creazione più gettonata, fatta per combattere certe astenie selettive, è di certo Il Signor Salamino: due fette di uovo sodo per occhi, un salamino per naso, capelli di carotine, due orecchie di pomodori a fette e una bella fettina di prosciutto cotto a mezzaluna per bocca.
Le mie dita non sempre ubbidiscono al comando centrale (a meno che non si tratti di cliccare sui tasti di un computer), per cui le mie creazioni lasciano un po’ a desiderare quanto a grafica.
Hanno un effetto terapeutico, però.
Mia figlia, totalmente priva di appetito al suo ritorno da scuola, non sbuffa e non fa facce da funerale se sa che nel piatto coperto c’è un parente del Signor Salamino.
Di conseguenza io non provo quella profonda demoralizzazione, lo sconforto totale, l’insoddisfazione e la sfiducia nelle mie capacità di mamma-cuoca-chioccia, l’ansia comune alle mamme dei cosiddetti figli inappetenti.
Inoltre, faccio un grande esercizio di fantasia, indispensabile per farmi rimanere bene a contatto con le nuvole.

Ecco i frutti della mia fantasia!

BUON NATALE:
BUON NATALE

 

 

 

 

 

 

 

 

PRINCESS MOZZARELLA:
PRINCESS MOZZARELLA

 

 

 

 

 

 

 

MR & MRS EGGS:
MR & MRS EGGS

 

 

 

 

 

 

FIORE DI UOVO SOTTO LA PIOGGIA:
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PROSCIUTTO IN GABBIA:
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IPSLON DI SUPPLI’:
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RISO SOTTO LE STELLE:
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