Tu, mio

Tu, mio

In Tu, mio, Erri De Luca, 1998, tutto fa presupporre a una estate spensierata.

Un ragazzo di sedici anni, un’isola campana, le atmosfere e i profumi del mare, la famiglia, la libertà, la pesca da imparare, il cugino grande che lo fa stare nella compagnia dei grandi, una ragazza della stessa età che cerca quel ragazzo cittadino, che comunque presto si abitua a stare scalzo, a guardare in faccia il sole senza protezioni.

Poi arriva Caia.

Il ragazzo scopre che non è rumena come vuole far credere, ma ebrea. La guerra è finita da poco e lei evita di ricordarla specificando le sue origini e la sua storia. Cela il suo vero nome, che è Hàiele, ma il ragazzo lo scopre, i due si avvicinano, lui, grazie a lei, trova in sé dei gesti sconosciuti, una voce diversa, un affetto di padre che ha perduto la figlia, il ragazzo è un luogo di incontro, l’amore non nasce ma si rinnova, l’amore non è scontato, l’amore è anche quello che poi fa salire la rabbia per le ingiustizie.

Guagliò, che brutta carogna è a guerra“.

Le parole di Erri De Luca fanno bene, anche quelle pur delicate, ma terribili, come una memoria che si vuole cancellare, memoria di vicende del passato, di cui non siamo responsabili, un passato così orribile di cui però siamo complici se facciamo finta di niente, se vogliamo dimenticare, facendo gli stessi gesti disumani nei confronti delle persone di un’altra razza, di un’altra nazione, di un altro colore di pelle, di un’altra religione.

La memoria è terapia, guarisce il mondo dai mali del passato.

Tu, mio è libroterapia.

Giuliana

Il giro del mondo in ottanta giorni

il giro del mondo in ottanta giorni

Il giro del mondo in ottanta giorni, scritto da Jules Verne e pubblicato nel 1873, è un romanzo che racconta le avventure del riservato, metodico, preciso, sobrio, silenzioso Phileas Fogg.

Egli si imbarca per il giro del mondo insieme al suo simpatico e buono maggiordomo francese Passpartou per vincere la scommessa, fatta coi suoi compagni di gioco al club, di riuscire nell’impresa in 80 giorni giusti.

L’ho letto insieme ai miei figli, la grande di otto anni, ha seguito e si è appassionata tantissimo alle avventure e le è rimasto impresso il signor Fogg, tanto da farlo protagonista di una sua storia inventata per la scuola.
Il piccolino di 5 anni si è perso subito, è stato un efficace sonnifero per lui.

Forse mia figlia lo ha apprezzato perché glielo ho letto io, da sola avrebbe fatto un po’ di fatica, è in effetti un libro più per adolescenti che per bambini.

E’ un libro, inoltre, per chi ama i viaggi, anche quelli con la mente, è un libro che racchiude tutto il mondo, luoghi, panorami, usi, costumi, cibi, gente, è un libro anche sul viaggiare in sé, non tanto fine a se stesso, ma con una meta da raggiungere che rappresenta l’obiettivo e lo stimolo per superare tutti gli ostacoli.

E’ un libro d’avventura, per ragazzi coraggiosi, è un libro che insegna a non perdersi d’animo, a non aver paura, a non perdere la calma, a non cedere mai, perché se uno ha in mente un obiettivo e un sogno, ha tutte le possibilità di realizzarlo, con costanza e audacia.

E’ divertente e ironico e non manca il colpo di scena finale, che fa tirare un sospiro di sollievo, non manca neppure una grande e inaspettata storia d’amore.

Oggi viaggiare è un lampo, ma questo libro ci rende partecipi di un salto indietro nel tempo, di un’avventura in un tempo in cui viaggiare era percorrere spazi e attraversare luoghi, lentamente.

Giuliana

Niente è come te

niente è come te

A volte faccio incursioni in un mercatino dell’usato della mia città e sto un po’ a guardare ciò che mi propone il reparto libreria.

Niente è come te, Sara Rattaro, Garzanti, 2014. Ecco cosa mi propone.

Non ho letto nulla di questa autrice né conosco il libro in questione, ma mi lascio vincere e tentare e compro.

Niente è come te, comprato e letto tutto in una notte.

Con gli occhi incollati alle pagine, il cuore pieno del dolore di una adolescente che perde madre e terra dopo che suo malgrado aveva perso il padre.

Con gli occhi assonnati e non raramente lucidi di fronte a questo uomo, il padre, che suo malgrado ha perso la figlia e al culmine del dolore la ritrova e la deve riconquistare, deve imparare a fare il padre di una figlia mai dimenticata, di una figlia ritornata.

Con gli occhi commossi, così come il cuore.

In Niente è come te viene trattato un tema difficile, quello delle sottrazioni internazionali dei minori, raccontato con uno stile limpido e elegante, che incolla alla storia, fa dimenticare il mondo di fuori, la notte, il giorno, poi ci restituisce alla quotidianità più ricchi, più felici, con la voglia di impegnarsi contro le ingiustizie, di ribellarsi ai luoghi comuni, di proteggere “il diritto inalienabile di essere figlio“.

E’ una storia d’amore.

Amore negato, amore ritrovato, l’amore immutato di un padre per sua figlia, l’amore doloroso e interrotto, l’amore di una donna per il suo uomo, l’amore reciproco, l’amore coraggioso, l’amore per la musica, l’amore da scoprire, l’amore che è dolore e qualche volta lieto fine.

L’amore che guida, anche se Nessuno fa solo cose giuste o sbagliate. Siamo luce e ombra insieme.

Bellissimo, insomma.
Leggetelo, commuovetevi, miglioratevi.

Giuliana

La mia distanza dalle stelle

la mia distanza dalle stelle

Non posso recensire questo libro, La mia distanza dalle stelle, mio, uscito nel 2010, pubblicato a pagamento (ahimè, la pubblicazione a pagamento è un errore di cui ci si pente, sempre).

Il titolo La mia distanza dalle stelle mi è saltato addosso durante un concerto di Cristiano De Andrè in cui cantava Amico Fragile di Fabrizio.

Il breve libro è il racconto di un quindicenne nobile soprattutto d’animo, uno che ama scrivere, che nonostante tutto ama la sua famiglia, i suoi amici, uno che ama, insomma e non si vergogna a confessarlo nelle sue parole.

Terapeutico perché? Per una volta dovrebbero dirlo i lettori, io posso dire che terapeutico è stato scriverlo, perché è stato il mio primo vero tentativo di costruire una storia, di dare un senso ai personaggi grazie ai miei valori, alle mie esperienze, alle mie visioni di passato, presente, futuro. Terapeutico perché ci sono finita dentro, anima e corpo, e ne sono riemersa migliore.

Ho pagato per pubblicarlo, è vero, me ne vergogno, ma non mi vergogno di averlo scritto, anzi la storia di Niko Baldini è preziosa, leggera, profonda.

Vi lascio le parole della quarta di copertina, non mie.

<A volte ci si sente estranei anche a se stessi. A volte è come se dentro di noi convivessero (in maniera non sempre pacifica) due persone diverse: chi “dovremmo” essere per assecondare le regole della nostra famiglia, e chi “vorremmo” essere per buttarci con incosciente curiosità alla scoperta del mondo. È questa antitesi irrisolvibile che spinge Ludovicomaria Baldi Sempini, un ventenne con nobili discendenze, splendida educazione e ottimo portafoglio, a mettere a nudo le proprie “memorie”. Il risultato è un flusso di coscienza, uno scorrere di pensieri racchiusi in un linguaggio fresco e ironico, che cela delusioni, debolezze e rabbia. Uno sfogo, insomma, perché spesso esplicitare i propri sentimenti rende più semplice comprendere che sono le persone di cui ci circondiamo, che amandoci e proteggendoci, o facendoci soffrire e allontanandoci, ci rendono quello che siamo e ci spingono, in fondo, a essere delle persone migliori.>

Giuliana

PS: Il libro non si trova più in commercio, ne ho ancora io qualche copia, se vi incuriosisce e vorreste scoprire se davvero è terapeutico, contattatemi qui: info@mytherapy.it