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Sulle tracce di Valentino

Non so se riesco a recuperare questo paio d’anni di inattività, c’è quasi un vuoto, persino dentro, quindi è una bella sfida, riempire di libri e parole il mio periodo difficile, perché parlare di libroterapia se tutto va bene è facile, eh.

In questo mio momento di disordine interiore e esteriore leggo pure disordinatamente e per fortuna trovo belle parole capaci di suscitare belle emozioni, il che non mette esattamente tutto in ordine, ma aiuta, aggiunge un pezzettino di benessere nel caos.

Sono tutti pezzi sparsi di un puzzle e ogni tanto, col libro giusto, un pezzetto trova il suo posto.

Ho fatto un viaggio nella mia città Sulle tracce di Valentino, che è sempre lo stesso santo innamorato di cui avevo letto e sognato, dello stesso autore, Arnaldo Casali (Valentino, il segreto del Santo innamorato), ma un po’ più reale, più vicino a me, che di santi proprio non me ne intendo.

Tra l’altro questo libro è un oggetto bellissimo, morbido, colorato, ordinato, almeno lui.
Si fa raccolta di tutte le notizie più certe possibile del patrono della mia città, della sua vita, delle leggende, dei suoi passi nel mondo, quasi una via di Valentino, della sua fama quasi costruita a tavolino.

Mi sono dedicata a letture per avvicinarmi alla mia città, sentirla un po’ più mia, sentirmi più a casa (dopo che ho perso le coordinate frequentando di meno certi luoghi), mi serviva una mappa, una bussola, mi serviva di emozionarmi ancora per qualcosa che non fosse la Cascata delle Marmore (oh! Diciamolo).

E così un pezzettino del mio puzzle infinito ha trovato il suo luogo.

G.

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