Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza

Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza

In questa Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, Luis Sepulveda ci spinge con un linguaggio semplice e poetico, a molte riflessioni sulla vita, sulla natura, sulle relazioni, sul significato della nostra vita in relazione agli altri, sulla unicità di ogni persona, sull’importanza del rispetto del ritmo di ciascuno.

C’è questa lumaca senza nome che un nome lo vuole, e vuole scoprire il motivo della lentezza delle lumache e non si accontenta di spiegazioni superficiali, vuole scendere in profondità, verso il nucleo vero delle cose.

Così se ne infischia letteralmente di ciò che pensano le altre lumache, dei loro giudizi negativi, e sceglie di andare per la sua strada per scoprire ciò che vuole scoprire, e per avere un nome; d’altra parte persino la pioggia che cade ha un nome, si chiama “pioggia”.

Incontrerà un gufo: “Il ricordo di quegli alberi che non ci sono più mi pesa così tanto che non posso volare“. Uno che rinuncia così non è attendibile, così la lumaca senza nome non si farà bastare la spiegazione del gufo: “Sei lenta perché hai sulle spalle un gran peso.”

Continua il suo viaggio “lentamente, molto lentamente” finché incontrerà qualcuno che davvero le farà aprire gli occhi, la lumaca capirà molte cose, anche il senso della sua lentezza. E avrà finalmente un nome.
Dopo aver compreso l’importanza della lentezza, la nostra lumaca con il suo nuovo affascinante nome, metterà davvero in pratica l’insegnamento e salverà gran parte degli animaletti del prato dalla mano asfaltatrice dell’uomo.

Un paio d’ore di lettura e avrete la possibilità di vivere la vostra vita col vostro tempo, lento o veloce, ma il vostro.

Grazie lumachina dal bel nome, grazie Sepulveda, e viva la lentezza!

Giuliana

“La mia lentezza è servita a incontrarti, a farmi dare un nome da te, a farmi mostrare il pericolo, e ora so che devo avvertire le mie compagne.”

 

Altri libri terapeutici di Luis Sepulveda: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

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