Spaceclearing: libera il tuo spazio, trasforma la tua vita

La mia casa.
È il mio rifugio e l’espressione di me stessa (è la mia terapia, ma guarda un po’).
Non a caso, nei momenti di confusione esistenziale, metto a posto nei cassetti, riordino gli armadi, archivio le scartoffie. E poi mi sento meglio.
Sono fatta strana?
Assolutamente no, è il normale riflesso tra il proprio nido e il proprio uovo, ciò che di prezioso conserviamo al nostro interno.
Chiamano ciò “Spaceclearing” o “Apartment Therapy” o “Decluttering”.
Riordinare i propri spazi di vita, eliminare il superfluo, ciò che ci ancora al passato e non lascia posto per il nuovo, ciò che ci rende buia e polverosa l’anima.
Via! Buttiamo via tutto!
Io sono una patita del mettere da parte, conservo perché “potrebbe servire”.
Mio nonno aveva un “ufficio” in uno scantinato di una via del centro di Roma in cui conservava la Roma intera.
Ce l’ho nel DNA.
Eppure quanto mi sento meglio nella mia casa sgombra, pulita, essenziale, sobria! Colori caldi ma pochi fronzoli.
Allora via!
Buttiamo via tutto!
Buttiamo via tutto?

A mia figlia ho passato il gene del “mettere da parte”, lei ha sentito su Art Attack che “riciclare è meglio di buttare” e così, piccola anima creativa che si esprime con collage e appiccichi di vario genere, tende a conservare tutto. Proprio tutto, anche le macchinine rotte del fratello, per dire.

Il compromesso che abbiamo raggiunto è una scatola per i suoi “Art Attack”, in cui conservare bottoni, pezzi di carta e di stoffa, fili, brillantini, cose apparentemente inutili raccapezzate in giro per casa.

Detto questo, io ho cambiato filosofia, soprattutto dopo aver letto “Spaceclearing: libera il tuo spazio, trasforma la tua vita“.

space-clearing

Una casa ingombra mi appesantisce il cuore.
Uno spazio di lavoro ingarbugliato mette le briglie alla creatività e all’evoluzione professionale.
Una cameretta disordinata abbassa il rendimento scolastico.
Una camera con un letto di metallo, sottoposto a correnti d’aria, spigoloso, non concilia un buon sonno.
Certo la mia casa non soddisfa appieno i criteri del feng shui, ma svuotata dell’accessorio, si può far concentrare sull’essenziale.
C’è ancora del lavoro da fare, soprattutto con mia figlia appunto, che è precisamente la nipote di mio nonno!
Sogno una casa (una vita, un lavoro …) liscia e limpida, accogliente, rilassante, semplice, ma riflesso di un animo non superficiale.
Se questo volete anche voi, c’è questo libro che vi convincerà a eliminare il superfluo e liberare la vostra casa e la vostra anima:
Spaceclearing: libera il tuo spazio, trasforma la tua vita”. Lucia Larese.

Giuliana

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