Sette brevi lezioni di fisica

sette brevi lezioni di fisica

Io che leggo un libro di fisica sembra il colmo dei colmi, eppure in questa vita accadono cose imprevedibili, bizzarre, persino apparentemente comiche.
Dove e come un libro di fisica può essere psicologicamente terapeutico, se non in una vita in cui accadono cose imprevedibili, bizzarre, persino apparentemente comiche?
Nelle “Sette brevi lezioni di fisica” di Carlo Rovelli, comunque, è tutto molto serio, ma semplice, e insieme poetico, un tentativo di spiegare, persino brevemente, come vivono le cose in questa vita, di cosa sono fatte le cose, che ruolo ha l’uomo in questo palcoscenico.
L’uomo che studia e conosce la realtà, la natura, è esso stesso natura con cui scambia correlazioni e si influenza vicendevolmente, così come le particelle elementari si influenzano e si correlano con la struttura di cui fanno parte; con lo stesso principio l’uomo va descritto come una unica entità corpo-mente, in esso dunque gli elementi si influenzano e sono correlati, come le particelle.
A me tutto ciò fa venire in mente sia lo Yoga che Shamata, due aspetti di un’identica filosofia di vita che descrive l’uomo come un tutt’uno corpo-mente, l’uomo che è cosciente di pochissimi dei processi che avvengono, persino dentro di sé: “Abbiamo cento miliardi di neuroni nel nostro cervello, tanti quanti le stelle di una galassia, e un numero ancora più astronomico di legami e combinazioni in cui questi possono trovarsi“.
“Noi” siamo tutto ciò, liberi perché “i nostri comportamenti sono determinati da quello che succede dentro noi stessi“, ma noi siamo un tutt’uno con la natura, ne siamo parte integrante, ne siamo una espressione, “siamo natura“.
Con questi presupposti, dobbiamo essere orgogliosi di appartenere ad una specie curiosa che si avvicina sempre più alla comprensione del mondo, dei suoi elementi e fenomeni, dobbiamo essere felici di appartenere alla stessa specie a cui appartenevano Einstein, Planck, Bohr, Hawking, Mozart, Joyce … ma non dobbiamo dimenticare mai, e con questa consapevolezza affrontare la vita di tutti i giorni, che “Nel mare immenso di galassie e di stelle, siamo un infinitesimo angolo sperduto; fra gli arabeschi infiniti di forme che compongono il reale, noi non siamo che un ghirigoro fra tanti“.

La natura è la nostra casa e nella natura siamo a casa. Questo mondo strano, variopinto e stupefacente, che esploriamo, dove lo spazio si sgrana, il tempo non esiste e le cose possono non essere in alcun luogo, non è qualcosa che ci allontana da noi: è solo ciò che la nostra attuale curiosità ci mostra della nostra cosa. Della trama di cui siamo fatti noi stessi. Noi siamo fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose, non facciamo che essere quello che non possiamo che essere: una parte del nostro mondo“.

Giuliana

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