Sedici modi per dire verde


Sto ancora cercando un titolo mentre in sottofondo Nicc Fabi canta una delle mie preferite: “Sedici modi per dire verde”.
Dolcezza e delicatezza al punto giusto condite da una profondità di cui magari non sono consapevole e quasi ne vorrei approfittare: perché non chiamare il mio progetto “Sedici modi per dire therapy”?.
Poi lo scopro il perché, due perché, per essere precisi.
Il primo.
In questa canzone Nicc parla della sua esperienza in Africa con i medici italiani Cuamm (http://www.mediciconlafrica.org).
Questo basta per farmi sentire piccola piccola, io e il mio progetto di “terapie alternative” per far fronte al Caos e prendersi cura di sé.
Ma c’è anche il secondo.
Una poetessa brasiliana, Marcia Theofilo, da sempre con il cuore e il sangue dentro la foresta amazzonica, ha fatto notare che chi distrugge il “polmone del mondo” per sfruttarne suolo e sottosuolo, distrugge anche l’albero muricí, la liana guaraná, il pappagallo, l’orchidea, l’uomo, quello stesso che ha trovato, nel suo linguaggio, sedici modi di chiamare il verde, perchè solo in quei luoghi vi sono tante “sfumature e significati”.
“Distrutti gli uomini capaci di scorgere sedici modi di intendere il verde, distrutta ogni possibilità di incontro con loro, resteremo per sempre esseri umani per cui il verde è solo il verde. L’umanità avrà guadagnato in velocità di movimento, ma chi può dire che il movimento sia più prezioso del colore?”
Ecco.
Adesso mi sento superficiale, inutile e frustrata.
Tra le tante “therapy” per far fronte ai miei sentimenti negative scelgo quella più importante e mi specchio nei Quattro occhi luminosi dei miei figli. Si, adesso ho un pò più senso.
Come vorrei trasmettere loro la poesia, l’amore per le foreste, il rispetto per l’altro, la possibilità di cercare insieme, e trovare, tutti e sedici i modi per dire verde …

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