Scrivo dunque sono

Lo confesso, prima di regalare il libro Scrivo dunque sono alla vincitrice del premio del contest My Therapy per Futuro Infinito, l’ho letto.
La scrittura terapia è un’altra delle mie manie, la scrittura è la mia salvezza da tanti punti di vista, questo libro mi ha parlato, mi ha aperto il cuore, mi ha rafforzato dei processi cognitivi, mi ha illuminato.
Il minimo che posso fare è tentare di scrivere una recensione degna della bellezza terapeutica di questo libro di Elisabetta Bucciarelli, che ho conosciuto anche grazie a La resistenza del maschio.

Riflettere sulle parole è un’occasione per tutti, offre l’opportunità di svelarci a noi stessi.

L’obiettivo è proprio quello di farci riflettere sulle parole scritte, su ciò che produciamo sotto forma di diario, di racconto o di romanzo, ogni nostra scrittura parla di noi, scrivere ci allena a mettere in ordine il nostro caos emotivo, “scrivere è definire, occupare, prendere possesso, creare, abitare uno spazio”, scrivere è “la stanza tutta per sé”.

Scrivere è dipingere il proprio autoritratto con le parole.

Scrivo dunque sono non è semplicemente un manuale di scrittura creativa, è una raccolta di indicazioni perché la scrittura, oltre che creativa, sia di significato per chi ne fa uso, di significato e di utilità psicologica.

Le indicazioni per la scrittura terapeutica e per quella creativa sono molteplici e in parte sovrapponibili:
– nell’atto creativo serve una distanza (“più ci avviciniamo a qualcosa meno riusciamo a vederla”)
– occorre ricercare “quel linguaggio speciale capace di risanare, interrompere, ricreare
– occorre ricercare il silenzio, utile anche per recuperare concetti come stupore, meraviglia, immaginazione.
– occorre scegliere con cura le parole, scrivere vuol dire reificare i pensieri, renderli cose che si possono vedere, immagini, scrivere è il primo atto per realizzare i desideri (Jodorowsky insegna)
– “Si scrive meglio dopo aver studiato, letto, incamerato parole, sottolineato, trascritto”, leggere le parole degli altri è una “risorsa per trovare antichi e nuovi modi di dire, più efficaci, a seconda delle nostre necessità”, ed è anche utile per “ridare dignità a un lessico abusato e impoverito”.

Scrivo dunque sono è anche un eserciziario, un prontuario per la scrittura sensoriale, per la scrittura del diario e per quella poetica (avete mai pensato alla poesia come luogo in cui la regola è rispettata e poi dimenticata? Alla poesia come libertà, la poesia che è deragliare, mettere in discussione i convenzionalismi?).

La pagina è come una mappa del tesoro e come tale dobbiamo imparare a guardarla.

Possiamo cercare il nostro tesoro interiore con stupore e voglia di mettere in gioco la nostra anima.
Ma non è difficile metterci l’anima, chi scrive lo sa.

Quando scriviamo siamo immersi e appassionati, aderenti e sofferenti, in un costante stato di innamoramento.

Scrivo dunque sono è un libro per chi ama scrivere: il testo e gli esercizi sono di grande ispirazione; è un libro utile per chi ama le parole e ci lavora, rafforza il concetto del loro potere e del loro uso ai fini della costruzione di un mondo migliore, di una migliore versione di se stessi.

Giuliana

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