Non ho mai amato tanto Jung come in questo momento della mia vita.
Sento più che mai di parlare la sua lingua.
Anima, messaggi dei sogni, destino, mandala, istinto, inconscio che prevale sulla coscienza.
A proposito di lingua e linguaggio, ecco l’alfabeto, per come io l’ho rielaborato leggendo la sua autobiografia: Ricordi, sogni, riflessioni.

A come ARTE
Trovandomi in un vicolo cieco, mi mettevo a dipingere o a scolpire una pietra […] Mi costò un grande sforzo ritrovare l’equilibrio, e il contatto con la pietra mi fu d’aiuto.

Mi è stato d’aiuto questo libro, anche se mi accuso di poca concretezza, mi è di aiuto leggere, scrivere, avere a che fare coi sassi, sempre <3.
Ne sono certa, per ciascuno c’è una forma d’arte che salva.

A come ALLUCINAZIONI
Le idee ossessive e le allucinazioni contengono un nocciolo significativo. Nascondono una personalità,la storia di una vita, speranze e desideri […] Anche in malati che appaiono torpidi, o apatici, o idioti, avvengono più cose e cose che hanno più senso di quel che non sembri […] Visti dal di fuori i malati di mente ci mostrano solo la tragica devastazione, raramente cogliamo la vita di quella parte dell’anima che ci resta nascosta.

Tanto per ricordare al mondo e alla gente superficiale che non è mai come sembra, c’è molto di più, c’è un senso profondo nella sofferenza.

B come BISOGNO

Abbiamo sempre bisogno di un punto esterno sul quale poggiare, per poter adoperare efficacemente la leva della critica.

C come COSCIENZA
La mia coscienza è l’unico tesoro che posseggo, e il più grande: per quanto piccolo e fragile di fronte ai poteri delle tenebre, è tuttavia una luce, la mia sola luce.

D come DESTINO
Fu solo dopo la malattia che capii quanto sia importante dir di si al proprio destino. In tal modo forgiamo un io che non si spezza quando accadono cose incomprensibili: un io che regge, che sopporta la verità, e che è capace di far fronte al mondo e al destino.
Allora, fare esperienza delle disfatta è anche fare esperienza della vittoria. Nulla è turbato perché la propria continuità ha resistito alla corrente della vita e del tempo. Ma ciò può avvenire solo quando si rinuncia a intromettersi nell’opera del destino.

E come ESSERE
Si, è questo il mio mondo, il vero mondo, quello segreto, dove non vi sono insegnanti, scuole, problemi insolubili, dove uno può essere senza aver nulla da chiedere. […] In questo libro ho dedicato parecchio spazio alla mia soggettiva visione del mondo, che comunque non nasce da un pensiero razionale. Si tratta quale l’avrebbe chi si accingesse, deliberatamente, con gli occhi mezzo chiusi e con le orecchie un po’ tappate a guardare e ad ascoltare la figura e la voce dell’essere.

In fondo, cos’altro conta, in questa vita? <3

F come FANTASTICHERIE
Uscivo dalla mia fantasticheria come da una carrozza che mi avesse portato a casa dolcemente.

G come GODERE, GUSTARE
Ho riacquistata in pieno la capacità di godere, sicché posso gustare qualsiasi cosa. Ora mi preparo ad affrontare tutto ciò che la tempesta mi porta, e poi mi poserò di nuovo, appagato …

I come INTUITO
Posseggo questa natura arcaica, e in me si combina col dono – non sempre piacevole – di vedere la gente e le cose come sono realmente. Posso farmi ingannare per un pezzo, quando non voglio riconoscere qualcosa, eppure in fondo so benissimo come le cose stiano realmente.

L come LEGGERE
Leggevo molto, disordinatamente, drammi, poesia, storia … Leggere non mi attraeva soltanto, mi procurava una gradita e benefica distrazione dalle preoccupazioni.

M come MANDALA
Ogni mattina schizzavo un piccolo disegno circolare che sembrava corrispondere allaccia condizione intima di quel periodo. Con l’aiuto di questi disegni potevo di giorno in giorno osservare lemme trasformazioni psichiche […] In essi vedevo come il Sé, cioè la mia totalità, operava. […] Mi fu sempre chiaro che il mandala è il centro. E’ l’espressione di tutte le vie. E’ la via al centro, all’individuazione.
Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interne.

N come NATURA
La natura mi sembrava piena di prodigi, e volevo sprofondarmi in essa: ogni pietra, ogni pianta, ogni cosa pareva viva e indescrivibilmente meravigliosa. Mi immergevo nella natura, quasi mi confondevo nella sua stessa essenza, fuori dal mondo degli uomini.

A volte mi sento come se mi espandessi nel paesaggio e all’interno delle cose, e vivessi in ogni albero, nello sciacquio delle onde, nelle nuvole e negli animali, che vanno e che vengono, nelle cose.

O come OCHWIA BIANO
Chiesi a Ochwìa Biano (Lago di Montagna), capo dei Pueblos Taos perché pensasse che i bianchi fossero tutti pazzi.
< Dicono di pensare con la testa > rispose.
< Ma certamente. Tu con che cosa pensi? > gli chiesi sorpreso.
< Noi pensiamo qui > disse, indicando il cuore.

P come PERSONALITA’
Sapevo di avere due personalità: una era il figlio dei miei genitori, che frequentava la scuola ed era meno intelligente, attento, volenteroso, decente di molti altri ragazzi; l’altra era adulta – in realtà già vecchia – scettica, sospettosa, lontana dal mondo umano ma vicina alla natura, alla terra, al sole e alla luna, a tutte le creature viventi, e vicina soprattutto alla notte, ai sogni. Il n. 1 era il portatore della luce, il 2 lo seguiva come un’ombra. Il mio compito era di difendere la luce, dovevo andare innanzi: nello studio, nel guadagno, nelle responsabilità, negli impegni, confusioni, errori, sottomissioni, sconfitte.

R come REGOLE
Quanto sarebbe triste il mondo, se le regole qualche voltano fossero violate?

Dovevo obbedire a una legge interna che mi si imponeva senza lasciarmi libertà di scelta. Naturalmente non sempre le ho obbedito. Chi poterebbe vivere senza essere mai incoerente?

S come SOLITUDINE
La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti, o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili.

T come TERRA
Senza la mia terra la mia opera non sarebbe nata

U come UNIVERSO
La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’anima.

INFINE

Vi sono tante cose che riempiono la mia vita: le piante, gli animali, le nuvole, il giorno e la notte, e l’eterno nell’uomo. Quanto più mi sono sentito incerto di me stesso, tanto più si è sviluppato in me un senso di affinità con tutte le cose. Mi sembra, infatti, che quell’alienazione che per tanto tempo mi ha diviso dal mondo si sia trasferita nel mio mondo interiore, e mi abbia rivelato una insospettata estraneità con me stesso.

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