Lettura condivisa di “Qualcuno con cui correre”, Grossman

“Io e la mia ombra ci siamo messi in cammino”

Post 1
Dall’inizio a pagina 28, fino alla frase
“Assaf riflettè un momento. “Non lo so” rispose.

C’è un cane che corre come un pazzo e un ragazzo che lo segue. Del ragazzo sappiamo subito qualcosa, si chiama Assaf, è educato (chiede scusa alle persone travolte dalla corsa), ha parecchi pensieri in testa, fastidiosi come lattine che urtano tra loro: i genitori in viaggio verso l’America, sua sorella maggiore, una certa Dafi che non ci è per niente simpatica.
Del cane sappiamo che possiede un mantello dorato, presumibilmente lungo (coda grande e pelosa), che è robusto, anche se non molto grosso, selvatico, disperato, non randagio, con una voce possente e decisa, che si calma alla voce di Assaf.
Questo ragazzo, dunque, deve essere di bella tempra, già si capisce.
Questo cane, dunque, non è cattivo se riesce a calmarsi al suono di una voce, è dunque disperato e sensibile.
Tra i due c’è un legame immediato, come la corda che Assaf stringe e che nell’attimo esatto che la prende gli stravolge la vita.
Incontriamo Danock, il brusco e scuro vicedirettore del municipio, e il pizzaiolo che fa a Assaf, ma anche a noi, una bella rivelazione: il cane è femmina!
Poi mi appare tra le righe una frase molto bella.
“Un passo dopo l’altro la rabbia sbolliva e lui si sentiva libero fuori da quell’ufficio soffocante e noioso, senza i grattacapi, piccoli e grandi, che gli erano pesati negli ultimi giorni. Libero come una stella che devia dall’orbita e solca il firmamento lasciandosi dietro una scia sfavillante. Poi smise di pensare, di sentire il brusio del mondo che lo circondava. Rimase solo il tonfo dei piedi sul selciato, i battiti del cuore e il respiro ritmato.”
Chi usualmente corre lo sa, è una terapia.

Facciamo all’improvviso un salto indietro nel tempo di un mese.
Io amo questi giochi temporali nei libri che leggo.
Abbiamo una localizzazione della nostra storia, Gerusalemme.
Facciamo la conoscenza di una ragazza piccola, fragile, coperta di capelli neri e ricci, con un ciondolo blu all’orecchio e un grande zaino pieno di provviste.
Scende in una valle tra i fiori di senape gialli
senape

 

 

 

 

 

e alberi di pistacchio
pistacchio

 

 

 

 

e spighe di avena
avena

 

 

 

 

 

e resta affascinata dal volo di un Garrulo.
garrulo

 

 

 

Lei chi è?
Chi è il “lui” che scapperà e a cui sta preparando il nascondiglio in una grotta di questa valle, con provviste di ogni tipo?
Nascondiglio, tana, prigione, manicomio, ospedale.

Facciamo un altro salto temporale e torniamo ad oggi.
La cagna e Assaf cominciano a conoscersi l’un l’altro:
“ … il modo di drizzare le orecchie nei momenti di eccitazione, il tonfo delle scarpe sul selciato, l’afrore e tutte le sensazioni che una coda può esprimere. Quanta forza c’era nella mano che teneva la corda e quanta nostalgia nel corpo che la trascinava sempre più avanti …”.

Ecco, solo chi vive con un cane sa quante cose può esprimere una coda che si muove. Che tenerezza, che amore!
Ho imparato persino una nuova parola.
Afrore: è una parola molto elegante, che denota con una certa precisione un odore acre, penetrante – non certo un puzzo generico. 
Infatti il suo connotato non è necessariamente sgradevole: certo, è un odore che colpisce, forte, di marchio batterico, ma che è anche estremamente vitale, sensuale. 
L’afrore può essere quello di un sottobosco autunnale marcescente, costellato di funghi; si può parlare dell’afrore del vino nuovo, o del mosto in fermento; e non c’è parola migliore di questa per l’odore di un corpo sudato.
O del corpo del mio cane, aggiungo io.
Correndo insieme a Assaf e alla cagna, arriviamo all’edificio misterioso.
Silenzio.
Candida ghiaia.
Bouganvillea.
Una mano sottile.
Una chiave di ferro.
Migliaia di libri.
Una chiesa?
Un cenotafio? (Monumento sepolcrale).
Comunque qualcuno che la cagna conosce:
“Ma la cagna, ormai, non sopportava più i suoi indugi, aveva fiutato la presenza di una persona amata, un odore che stava per trasformarsi in corpo, in carezze, e ne sentiva la nostalgia con tutto il suo essere di cane”.

Il punto di vista di un cane. Che meraviglia.

La mano sottile appartiene a una minuscola donna anziana che parla greco e che ci svela che la cagna appartiene ad una certa Tamar, che senz’altro ci piacerà perchè, piacendoci la cagna, non può non piacerci lei stessa, come un colpo di fulmine, un po’ come è stato con Assaf.

Voi che ne pensate? Mi fareste il terzo grado come mio marito che vuole sapere subito chi è lei, chi è lui, oppure lentamente proseguirete fino alla prossima tappa?

Qualcuno con cui correre DUE

One Comment

  1. Bello, di sicuro proseguirò fino alla prossima tappa e fino alla fine del libro. Mi piace quel modo di scrivere che ti lascia un po’ appeso! confesso che ho fatto fatica a rispettare la regola di fermarsi a quella frase, avrei voluto continuare per capire chi erano le persone che abbiamo conosciuto!!!

    Assaf sembra veramente uno tosto! Mi ha dato l’impressione di essere un tipo timido e forse un po’ pauroso e nonostante tutto è andato avanti dietro al cane (anzi alla cagna come si capisce dopo), senza sapere dove lo portasse, così come quando è entrato nella casa (o chiesa, Assaf sembra parlare come se vedesse una chiesa più che una casa…).

    Il salto a 31 giorni prima è carino! A primo impatto credevo che quella bambina si stesse nascondendo per partorire, poi si capisce presto e chiaramente che non è così! avrei subito malmenato quel tizio che spillava soldi a questa ragazzina! Per indole non sopporto gli approfittatori anche se spesso ne divento vittima, perché tendo a fare “gratis” un sacco di cose e mi rendo conto che spesso molti si approfittano di questa mia tendenza!

    Carina anche la scena del pizzaiolo che tira il formaggio e la cagna che lo prende al volo! Su questo la nostra cagnolona era imbattibile!!!!!! 🙂

    Quei due pseudo-amici Dafi e Roy o qualcosa del genere adesso non ricordo bene il nome… al momento non sembrano un gran che! anzi danno proprio una idea molto negativa di loro, con questo modo di approfittarsi della gentilezza e dell’educazione di Assaf. Però staremo a vedere, io non ho capito se Dafi è proprio così oppure se pure le si fa sopraffare dal tizio bulletto e stronzetto!

    Bello al momento mi è piaciuto molto, le sensazioni che trasmette nella corsa Assaf-Cane sono bellissime, ti ci ritrovi in pieno… così anche la sensazione di Assaf di essere uscito da quella routine quotidiana che un po’ lo opprime gli tarpa le ali che chiaramente ha.

    Non vedo l’ora di capire chi è la bambina nella grotta, cioè capire chi è nel senso il personaggio perché secondo me è chiaro che quella bambina è Tamar, cioè la padrona del cane! però voglio proprio conoscerla meglio!

    Andrea

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