Qualcuno con cui correre.
Post numero tre per il gruppo di lettura condivisa.
Da pagina 68 a 89 fino alla frase “ … aveva le mani legate dietro alla schiena”.

porto
porto di Giaffa, foto dal web

Teodora racconta ad Assaf e a noi come ha conosciuto Tamar, poi di come il capo ricchissimo di Lyksos volle che fosse costruito un edificio – ospizio per i pellegrini della sua isola in Terra Santa, custodito da un’unica suora che non avrebbe mai dovuto uscire di lì e avrebbe dunque passato una vita di clausura in sacra attesa dei pellegrini.
Il discorso si fa in terza persona e ci appare la sedicenne Teodora abbronzata a pensare a un ragazzo nell’istante stesso in cui la scelgono per divenire la suora di clausura di Gerusalemme.
Pagina 72, sedicenne, pagina 43 “12 anni”. Che qualcuno mi spieghi e corra in mio soccorso!
Poi abbiamo di fronte Amarilia, sempre affacciata verso il porto di Giaffa, la suora che stette con lei appena giunta nel convento , che “si era ridotta a un filo, alla cicatrice di uno sguardo bianco”, rivelando così a Teodora ciò che l’aspettava.

Nel 1951 il mare inghiottì Lyksos e tutti i suoi abitanti in seguito a un violento terremoto. Vi state domandando se questa storia del terremoto è vera? Sembra frutto della fantasia dell’autore, ci sono stati terremoti nel mar Egeo negli anni 1939, 1942, 1951, 1967, ma non così violenti da far sprofondare isole intere.

Tamar è arrivata al dunque.
Non sappiamo perchè, ma si piazza in piena isola pedonale di Ben Yehuda
ben

Accende il registratore e si mette a cantare.
L’animale da palcoscenico possiede dunque talento vocale.
Facciamo il primo incontro struggente, nei pensieri della ragazza, con la chitarra di Shay, i cui capelli color miele cadono sulle sue guance mentre suona, in camera, per lei.
È il suo fidanzato?
Non lo sappiamo ancora.
Leggiamo le parole di una canzone che lui le cantava, che poi è la stessa che lei sceglie per iniziare la sua carriera di cantante di strada.

Suzanne di Leonard Cohen

Ho conosciuto questa canzone grazie alla Suzanne di Fabrizio di Andrè, che è magicamente la versione italiana, non solo tradotta, non scopiazzata, si sente proprio la “canzone” vera.
Che farei io senza Faber…

Quattro settimane dopo la Suzanne cantata in pieno centro di Gerusalemme, Assaf esce dal convento e ricomincia a correre.
“Correre gli piaceva, lo rilassava, gli permetteva di pensare”.
“…cominciava a sentire che quella corsa mattutina si stava finalmente trasformando in qualcosa di buono, di ben scandito, di ritmato. Correva e i pensieri acquistavano lucidità. Sapeva che in qualche modo, senza volerlo, era incappato in un piccolo vortice … che l’aveva proiettato in una realtà più carica, intensa e elettrizzante”.
Poi ancora una citazione in onore della appena nata amicizia uomo-cane.
“Adeguò l’andatura a quella della cagna e si sentì riempire di calore, di piacere per quell’armonica sincronia. Aveva l’impressione che anche lei provasse la stessa cosa”.
Poi Assaf viene arrestato.
“ …riuscì persino a sorridere a Dinka. Si sistemerà tutto, vedrai. Dinka si alzò e con un movimento antico quanto l’amicizia tra uomo e cane, ma nuovo per loro, venne a posargli la testa sulle ginocchia e lo guardò negli occhi”.
Qui io mi sono sciolta come un ghiacciolo sulla spiaggia di agosto.
E voi?

Qualcuno con cui correre CINQUE

One Comment

  1. Trovo affascinante il modo di scrivere dell’autore. Descrive il mondo dei ragazzi che incappano nel “giro ” ma dà anche esempio di persone positive,a cui attribuisce con disinvoltura numerose pillole di saggezza. Lettura gradevole e istruttiva

    Felicita

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