Panzanella

panzanella

Dopo Archeofantasia, Valentino. Il segreto del Santo innamorato, E’ solo una questione di tempo, Piediluco è … una favola! ecco un altro libro, Panzanella di Manola Conti, che da voce alla magia della mia terra, tramite la penna di chi appartiene a questa terra, Terni e dintorni, dove, guarda un po’, la Cascata delle Marmore è il baricentro.
Panzanella è un libro di poesie in ternano e la sorpresa è che il ternano non è solo il dialetto che ci fa ridere dal trio Medusa fino alle pagine divertenti su Facebook, il ternano, usato da abili mani e cuori generosi, può diventare una poesia che parla all’anima, che fa stare bene perché ti fa sentire a casa, e casa è lì dove batte il tuo cuore, lì dove senti le “senzazioni” …

Rumori de trattori, de seghe e de martelli,
d’attrezzi ‘mpò scordati più utili che belli.

Soni de fisarmoniche, de trombe e tamburelli
de feste ‘mpruvvisate tra amici e cumparelli.
Oduri de campagna, de fieno ‘m ‘po’ bagnato,
sudore su la pelle de chi non s’è ‘sciugatu.
Sapori veri, crudi, de vita tribolata,
de onestà intatta ancora tramannata.
Voja de amicizia, de lealtà appagata
che non è mai sparita, va solo conquistata.

La Cascata c’è ovviamente, ma è una storia di qualche anno fa (il libro è del 1994), quando la Cascata aveva bisogno
che quarche capoccione se piji lui lu gustu
de fatte ammette ‘n sestu co’ quarche ‘gnezzione,
‘na restaurata, ‘na tirata sù de bustu
.”

Serve questo ricordo per apprezzare ancora di più quello che è oggi, che davvero è la “bardascia senz’età” che tutti conosciamo bene.

Descrivere una terra col cuore vuol dire anche raccontare in punta di emozione i suoi personaggi indimenticabili, l’ultraottantenne Mingrinu per esempio che si allontanò da casa in una primavera di tanti anni fa senza fare più ritorno; di Mingrino sono state dette tante cose, che cercava il suo figlio morto tanti anni prima in Cascata, che forse proprio in Cascata è morto anche lui, che è stato ritrovato il suo bastone nel bosco, ma forse questa poesia è il migliore ricordo di quell’uomo che passava
de corsa, ma discreto e cò rispettu,
in modo strano, ‘mbo’ come campai,
estruso e de la tradizione ‘mbo’ a dispettu“.

Questa lettura è una vera libroterapia per chi cerca radici, significati, memoria, appartenenza, leggendo si sente il sapore povero, rustico e tradizionale della panzanella fatta di pane raffermo e verdure, ricco d’amore per la propria terra e per la vita.

Giuliana

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