Messaggio per un’aquila che si crede un pollo

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Messaggio per un’aquila che si crede un pollo, di Anthony De Mello è un libro che parla di spiritualità, dove per spiritualità si intende il concetto di risveglio.
Viviamo la nostra realtà quotidiana superficialmente, come fossimo addormentati, sicuri e racchiusi all’interno delle nostre convinzioni che non vogliamo mai mettere in discussione.
Svegliarsi significa essere consapevoli, ovvero interrompere gesti, pensieri e sentimenti meccanici, significa comprendere che ci fa piacere sentirci dire che siamo ok, ma noi non siamo né giusti né sbagliati, siamo noi e basta e svegliarsi significa smettere di vivere in funzione delle aspettative degli altri, o in base ai giudizi che ci danno.
Svegliarsi, va bene, ma come?
Si comincia con l’autosservazione, cioè

“Guardare, osservare quel che accade dentro di noi e intorno a noi come se accadesse a qualcun altro”.

Conoscere i propri sentimenti negativi aiuta a contenerli ed essi vanno contenuti perché non sono utili, si rischia di identificarci con essi (è meglio dire “provo un po’ tristezza”, piuttosto che “sono triste”).
Noi non siamo i sentimenti che proviamo!
L’autosservazione, insieme alle pratiche di consapevolezza, possono far miracoli, pensate alla storia del leone che si imbatte in un branco di pecore:

“Con sua grande sorpresa trova un leone tra le pecore. Si trattava di un leone cresciuto nel gregge da quando era piccolo. Belava come una pecora, si muoveva come una pecora. Il leone si dirisse dritto verso di lui e quando il leone-pecora si trocò davanti il leone vero, si mise a tremare come un fuscello. IL leone gli disse: ‘Cosa fai in mezzo a queste pecore??, il leone- pecora gli rispose: ‘Sono una pecora?.
E l’altro ? Oh, no che non lo sei. Adesso vieni con me?. Portò il leone pecora fino a uno specchio d’acqua e disse: “Guarda!”.
Quando il leone-pecora vide il proprio riflesso nell’acqua emise un potente ruggito. In quel momento si trasformò, e non fu mai più lo stesso.”

Questo è il miracolo della comprensione di noi stessi.

E’ un libro utile perché ci sono consigli e piccoli esercizi che ci fanno comprendere che è necessario aprire gli occhi per essere felici, sbarazzarci delle etichette che gli altri ci mettono, che spesso ci mettiamo addirittura da soli.
Bisogna porci una domanda fondamentale: siamo disposti ad essere felici senza le cose che desideriamo?
Il nodo della felicità è tutto qui.
La felicità non è rinunciare ai desideri, la felicità si ottiene capendo che non sono le cose che ci rendono felici, la felicità è il presente, la felicità è sganciarsi dalle cose, la felicità si ottiene con lo sforzo estremo di aprire gli occhi e riconoscere l’aquila che è in noi, e cominciare a volare.

Allo stesso modo è importante osservare intorno a noi. Ma osservare cosa?

Il viso delle persone, la forma degli alberi, un uccello in volo, un mucchio di pietre, l’erba che cresce.

Forse così si può riuscire a superare i limiti che pensieri e parole ci hanno imposto, forse così riusciremo a capire che la realtà va oltre parole e concetti, così metteremo spiritualità nella nostra esistenza, e forse così potremo essere felici.

Un libro utile, insomma, l’ideale per cominciare bene l’anno nuovo.

Se volete leggere altri libri sulla spiritualità e sulla felicità, cliccate sulle parole azzurre.

Giuliana

“La vita è quella cosa che ci accade quando siamo impegnati a fare altri progetti”.

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