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Memorie di Adriano

Memorie di Adriano. Marguerite Yourcenar
(Pubblicato per la prima volta nel 1951).

Bellissimo.

Avevo già iniziato a leggerlo ma non era il suo momento.

Ho ricominciato quando lavoravo a Carsulae e me ne sono innamorata.

È di Publio Elio Traiano Adriano la voce, uno dei “buoni imperatori” di Roma, successore di Traiano, all’apice dell’età aurea, scrive non al suo successore diretto, ma al successivo, Marco Aurelio, che comunque aveva già scelto per proseguire la sua linea politica (che visione a lungo termine!).

Adriano è un personaggio indimenticabile, così intenso e attuale da sembrare vero.

Animula vagula blandula
Piccola anima smarrita e soave.

Dice di sé l’imperatore congedandosi dalla vita. Quanta dolcezza per uno che ha combattuto 15 anni sui campi di battaglia ed è stato a capo di mezzo mondo. E, mentre nel libro le parole sono a lui attribuite dall’autrice, queste sono proprio le sue, dell’imperatore, gentile, animo nobile, uno che amava i libri, l’arte, la cultura.

Come si fa a non amare lui e la Yourcenar che ce lo racconta?

Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri.

Penso spesso alla bella iscrizione che Plotina aveva fatto apporre sulla soglia della biblioteca istituita a sua cura in pieno Foro Traiano: Ospedale dell’Anima.

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