Mangia prega ama

Mangia prega ama, Rizzoli, 2011, è la storia realmente accaduta all’autrice, Elizabeth Gilbert, storia che è poi diventata un fenomeno editoriale da più di otto milioni di copie e un film di successo con Julia Roberts.

Liz ha 30 anni e possiede tutto ciò che molti rincorrono: un marito, una bella villa, soldi, una carriera.

Eppure qualcosa nella sua anima scalpita perché, nonostante le apparenze, non le sembra affatto di aver raggiunto il nucleo vero della felicità.

La donna decide così di dare una svolta radicale alla sua vita, archivia il suo presente insoddisfacente e si mette alla ricerca di ciò che davvero la sua anima chiede.

Questa ricerca sarà lunga nel tempo e si snoderà attraverso tre continenti, scandita in tre tappe, una per ogni verbo.

Mangia.

Liz ritrova il gusto del cibo: partendo dal presupposto che siamo quello che mangiamo vale la pena mangiare bene e concedersi il piacere infinito della buona tavola, dell’assaporare con gli amici ricette che davvero sembrano essere in contatto con l’anima (a Roma, dove sennò).

Prega.

La vera essenza dell’anima si può raggiungere, con fatica e impegno, nel silenzio della meditazione (l’India, inevitabilmente).

Ama.

Il viaggio in certi luoghi semplici e poveri ma mistici e ricchi di spiritualità porta alla scoperta delle tradizioni, delle particolarità culturali e soprattutto del vero significato delle relazioni  (Bali, ovviamente).

Mangia prega ama è un portafortuna per chi vuole cambiare vita, è lo stimolo per quando manca il coraggio, è la consapevolezza che niente si ottiene senza impegno e senza sforzo, è una terapia gioiosa e luminosa per chi soffre di insoddisfazioni varie, depressione, solitudini, incomprensioni.

Mangia prega ama è un racconto caldo, efficace e divertente sulla vita, offre tanti spunti di riflessione, è terreno e spirituale insieme, parla alle anime in cerca di risposte, ma anche a chi non si pone domande.

Offre ai lettori più di una via, la via meditazione, la via della consapevolezza, la via dell’amore supremo.

Volevo imparare l’arte del piacere in Italia, l’arte della devozione in India e, in Indonesia, l’arte di bilanciare l’uno e l’altra. Solo più tardi, dopo aver capito qual era il mio sogno, mi sono accorta che i nomi di quei tre Paesi cominciano tutti con la I. Mi è sembrato un presagio felice per un viaggio alla scoperta del mio Io.

Giuliana

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