Lord Byron e il suo cane
Lord Byron e il suo cane

Cosa accomuna Lord Byron, la Cascata e un Cane?

Vi basti sapere che a Lord George Gordon Byron è intitolato uno dei Belvedere della Cascata delle Marmore.
Non un luogo qualunque.
La mia Cascata.
Alla mia Cascata è dedicata una delle sue poesie. Sentite che roba:

 

Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura il Velino fende il baratro consunto dai flutti. Caduta di acque! Veloce come la luce, la lampeggiante massa spumeggia, scuotendo l’abisso. Inferno di acque! là dove queste urlano e sibilano e ribollono nell’eterna tortura; mentre il sudore della loro immane agonia, spremuto da questo loro Flegetonte, abbraccia le nere rocce che circondano l’abisso, disposte con dispietato orrore

e sale in spuma verso il cielo, per ricaderne in un incessante scroscio, che, con la sua inesausta nube di mite pioggia, reca un eterno aprile al terreno attorno, rendendolo tutto uno smeraldo: – quanto profondo è l’abisso! E come di roccia in roccia il gigantesco Elemento balza con delirante salto, abbattendo le rupi che, consunte e squarciate dai suoi feroci passi, concedono in abissi uno spaventoso sfogo

alla poderosa colonna d’acqua che continua a fluire e sembra piuttosto la sorgente di un giovane mare, divelto dal grembo di montagne dalle doglie di un nuovo mondo, che non soltanto la fonte di fiumi che scorrono fluenti in numerosi meandri attraverso la valle! Volgiti indietro! Vedi, dove esso si avanza simile ad una Eternità, quasi che dovesse spazzar via tutto ciò che trova sul suo cammino, affascinando l’occhio col Terrore – impareggiabile cateratta,

orribilmente bella! ma sul margine, da una parte all’altra, sotto lo scintillante mattino, posa un’iride tra gli infernali gorghi, simile alla Speranza presso un letto di morte, e, inconsunta nelle sue fisse tinte, mentre tutto là attorno è dilaniato dalle acque infuriate, innalza serenamente i suoi fulgidi colori con tutti i loro raggi intatti, e sembra, tra l’orrore della scena, l’Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto.

Quanto mi piace l’immagine dell’eterno aprile.
Chi ha visitato la Cascata sa, conosce, ricorda bene di che tipo di smeraldo si tratta.

Questa, comunque, era solo l’inevitabile premessa alla poesia che segue, che Lord Byron ha dedicato a Boatswain, il suo cane.

In questo luogo
giacciono i resti di una creatura
che possedette la Bellezza ma non la Vanità
la Forza ma non l’Arroganza
il Coraggio ma non la Ferocia,
e tutte le Virtù dell’Uomo senza i suoi Vizi.
Quest’elogio, che non sarebbe che vuota Lusinga
sulle Ceneri di un Uomo,
è un omaggio affatto doveroso alla memoria di
Boatswain, un Cane,
che nacque in Terranova nel maggio del 1803
e morì a Newstead Abbey
il 18 novembre 1808.

Boatswain morì della follia della rabbia, ma non morse mai il suo compagno uomo, che rimase sempre con lui, sfidando il pericolo di contrarre lui stesso la rabbia.
La lapide del cane è di parecchio più grande di quella di Lord Byron.
Come la Bellezza, la Forza e il Coraggio.
Mi ricorda un amore grande, seppellito sotto il pino nel mio giardino, lo vedo mosso dal vento, in questo momento, fuori da questa finestra.

Giuliana

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