Lo strano caso dell’apprendista libraia

LO STRANO CASO DELL’APPRENDISTA LIBRAIA, Deborah Meyer, è un titolo molto bello, una copertina meravigliosa, ma una storia un po’ scontata. Ho trovato persino un paio di refusi che da Garzanti non ti aspetti. Esme, la protagonista, sembra una nuova Bridget Jones, che ci racconta come si fa mettere i piedi in testa dall’uomo più odioso del mondo, mentre persone vere e storie autentiche si snodano dentro una piccola libreria, località Brodway, New York.

Speravo meglio, ma ci sono diversi spunti “terapeutici”, chiamiamoli così, in fondo, in ogni libro è nascosto un capolavoro, bisogna solo saperlo trovare.

Intanto sono d’accordo con la nostra apprendista libraia quando dice

“A cosa serve lo spazio se non lo riempi di libri?”.

E’ terapeutico circondarsi di libri, profumi e storie che danno spessore alla nostra di storia e che fanno la differenza tra noi e uno sciocco, e infatti è citata la frase della Tempesta di Shakespeare in cui Calibano, volendo rubare la magia di Prospero, si raccomanda di togliergli prima tutti i libri: “senza libri è uno sciocco come me”.

Poi ad un certo punto Esme, l’apprendista libraia, rischia di perdere il bambino che ha in grembo.
“Non ho dolori. Rimango più ferma che posso. Cerco di farmi a coppa, a culla, di essere forte e gentile e fare spazio dentro di me per permettergli di essere, di continuare a vivere. Cerco di mantenere il mio bambino in vita inondandolo d’amore”.

Questa è una frase “terapeutica” per coloro che hanno vissuto questo momento, questa incertezza, che hanno camminato sull’orlo di questo burrone spaventoso, qualcuna si è salvata, portando con sé il bambino, qualcun’altra si è salvata, ma il bambino no e per queste ultime, la frase di Esme è una condivisione di dolore e paura che fa stare meglio, appena un po’ meglio, perché non ci si sente sole.

Ne parla ancora un po’, Esme, alle pagine 250, 251 e 254 e non vi nascondo una parziale mia commozione data da una ferita cicatrizzata, ma non dimenticata. Ma questo è un argomento che affronteremo più avanti .

Non è esattamente un libro che parla di libri, però la libreria, che fa da sfondo alla storia, sembra quasi un rifugio per le tempeste della vita e questo è il consiglio più importante che ne esce da questa lettura.

Andate, rifugiatevi in una libreria, essa vi ricompenserà.

Giuliana

 

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