Libroterapia contro la depressione

La depressione è un disturbo molto serio e molto diffuso e in questo post non è della depressione clinica che voglio parlare, ma di uno stato saltuario, e comunque lieve, di tristezza, apatia, demotivazione, stanchezza, mancanza di energie.

Alcune ricerche hanno mostrato che la lettura aumenta il livello di connettività corticale, favorendo nei depressi il recupero della capacità rappresentativa, quella cioè che permette di rappresentarsi cose, eventi, situazioni indipendentemente dalla propria presenza, in altre parole la lettura permetterebbe di uscire dalla propria visione della vita, parzialmente efficace, e costruirne un’altra, più produttiva.

Leggere è un’attività piacevole che stimola le energie della mente che, avvincendosi in un bel romanzo, corre il rischio di abbandonare l’apatia e la rassegnazione.

Leggere aiuta a focalizzarsi sulla storia e distoglie temporaneamente dai problemi, ciò regala un momento di benessere che si era dimenticato, ciò permette di ricordare che la felicità non è mica un traguardo, ma un impegno quotidiano da costruire.

Leggere aiuta a concentrarsi sui sentimenti altrui, e non importa se i personaggi non sono reali, se la storia è ben scritta i sentimenti lo sono, e una finestra aperta sulle emozioni aiuta chi è sopraffatto solo da alcune, e negative.

Alcuni libri ci mostrano l’attendibilità del proverbio africano secondo cui “per quanto possa essere lunga la notte, l’alba arriverà sempre.”

Bisogna solo scegliere bene il libro dentro cui tuffarsi, per riemergere un po’ più felici.

Nel capitolo di My Therapy sul ritmo della vita trovate alcuni consigli, come anche nel capitolo sul coraggio e nel capitolo sulla felicità.

Buone letture.

Giuliana

seme

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