L’energia per essere mamma

Non è che non dorme, è che tra una dormita e l’altra si sveglia e le dormite sono circa una decina a notte. Da ormai sedici mesi.
Poi di giorno ho tanti aiuti dai nonni.
Anche se io il concetto di aiuto lo concepisco in altro modo, per dire, se io devo aiutarti devo starti prima a sentire su come vuoi che io ti aiuti, non è il fine, è il processo che conta.
Se mia figlia è in una sorta di “punizione” e non esce dalla camera fin quando non ha terminato il suo libro delle vacanze, non mi aiuti se lo finisci di colorare tu.
Se ti chiedo, per favore cerca di non farlo addormentare, se lo distrai riesce a resistere e può addormentarsi dopo pranzo (primo perché tra un po’ va a scuola e dovrebbe perdere l’abitudine del sonnellino mattutino, secondo perché io rinasco se lui dorme un paio d’ore dopo pranzo), ecco, se tu me lo porti via per aiutarmi e però lo porti in passeggino, lui s’addormenta.
Non sono grossi aiuti, anche se non posso dire di dover affrontare certi caos della vita da sola.
Comunque, in breve, la notte non si dorme e di giorno si corre.
Non quelle belle corse che mi faccio a giorni alterni, a perdifiato, superando me stessa di poco per volta, no, magari. Di giorno si corre per i letti da rifare, i panni di qua, i panni di là, i bagni da pulire, i giochi da sistemare, il pranzo, la cena, le merende, le briciole per terra, i ciucci, i calzini color terra (sempre scalza!) da far tornare al colore naturale.
Il piccolo che non dorme, la grande che da un po’ mi risponde sempre di traverso ed io che non sempre riesco a dar ascolto a tata Lucia che insegna a ignorare i capricci, a volte semplicemente mi danno sui nervi certe sue legittime imperfezioni (o solo richieste manco tanto velate di attenzione): il fatto che spezzetta il cibo e gironzola e intruglia e cincischia e poi nemmeno mangia, oppure quella mancanza di voglia di colorare, oppure quel suo costante, ritmico, martellante chiacchierare, senza tregua, nemmeno mentre lava i denti…
Ecco, a volte l’energia per essere una buona madre, accogliente, sdrammatizzante, giocosa, non ce l’ho.
Anche quando ad esempio, mentre lei chiacchiera senza sosta, lui si tira addosso una sedia e mi fa prendere un colpo e ci metto un’ora a riprendermi e intanto lei continua a rispondermi di traverso e subito dopo lui inizia i capricci mentre gli cambio il pannolino e lo ri-acchiappo al volo a due centimetri dal pavimento dopo un volo giù dal fasciatoio.
Ecco, in questi casi io chiedo umilmente consigli e rassicurazioni, non sono una madre perfetta ci mancherebbe altro, così però non sono nemmeno una persona, una donna, niente, non sono niente, sono solo una specie di cuoca e di massaia senza forma e pazienza, e chiedo umilmente lumi e aiuti da chi ne saprà certo più di me.
Necessito di una formula magica per ritrovare l’energia perduta nelle mie notti in bianco. Di quell’energia vivo. Quindi, Peter Pan, dove cazzo sei? Chiama per favore in mio soccorso qualche fatina con un po’ di polvere magica …

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