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L’attraversaspecchi. Fidanzati dell’inverno

L’attraversaspecchi. Fidanzati dell’inverno.Christelle Dabos

E così mi sono lasciata stregare da un’altra saga fantasy, io, proprio io che “non amo” il fantasy, io che “non esiste altro fantasy che Harry Potter”, io che ora sono a casa di Tom Bombadil.

Sarà che ora serve una fuga dalla realtà, servono parole ammalianti e una storia avvincente per far finta di dimenticare il mondo.

Far finta, perché poi il mondo resta intatto intorno a me, con le sue “Illusioni” e i suoi “Miraggi”, le sue Città-Cielo, le paure, le solitudini, la mancanza di fiducia, il non saper più di chi ci si può fidare, la nostalgia.

Ofelia, l’Attraversaspecchi che “legge” gli oggetti, il loro passato, le loro storie, è un personaggio superbo: goffa, impacciata, confusa, ma fino a un certo punto perché poi si rivela decisa e in grado di scrivere da sé il proprio futuro, senza farsi ingabbiare in altri mondi, consapevole di ciò che è.

Finché avesse avuto scrupoli, finché avesse agito “d’accordo con la propria coscienza, finché fosse stata capace di guardarsi allo specchio ogni mattina, Ofelia non sarebbe appartenuta ad altri che a se stessa. “Ecco cosa sono, prima di essere un paio di mani” concluse ritirando le dita. “Sono un’Attraversaspecchi”.”

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