L’amore ai tempi del colera

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Gabriel Garcia Marquez è il mio scrittore preferito, di lui ho letto quasi tutto, una vita fa, ma non ho scritto mai niente qui a My Therapy, quasi con timore reverenziale.
Oggi mi cimento nella breve recensione di L’amore ai tempi del colera, uscito nel 1985, ma so che non potrei trovare parole adatte a esaltare la bellezza di questa storia d’amore.
C’è da dire che Gabriel Garcia Marquez è un autore che o si ama o si odia, io lo amo, senza esitazioni.

Questa è la storia di un amore incrollabile, paziente, un’attesa lunga 53 anni.
Florentino Ariza ha 22 anni quando si innamora di Fermina Daza, la più bella ragazza del caribe, bambina a dirla tutta, che però lo respinge e sposa il dottor Juvenal Urbino, solo per interesse.
Florentino non dimentica, ma si concede il lusso di diventare, per essere degno di lei, un imprenditore di successo, egli quasi scompare dietro la sua stessa ombra, dietro ad alcune sue manie, come quella di scrivere poesie d’amore e lunghe lettere, di appuntare su un taccuino tutte le donne che possiede (arriva a contarne 622).

Un giorno il dottore, per rincorrere il suo pappagallo fuggito, si arrampica su una scala, scivola e muore.
Florentino si ripresenta a Fermina, che “continuava a essere tanto selvatica come quando era giovane ma che aveva imparato a esserlo con dolcezza” e cominciano a frequentarsi di nuovo, finché le propone un viaggio in barca sul fiume.
Fuori, il mondo è vittima del colera.
Dentro, sulla barca, c’è l’amore, ai tempi del colera.
Il fiume ci appare con tutta la sua simbologia di acqua, di vita, di passaggio, di nascita, rinascita e infine morte.
Il finale struggente non può prescindere dalla scrittura poetica e affascinante, pare di vedere e sentire i colori e i profumi, il sole del caribe; la crudezza di certi passaggi ci ricorda che la vita non è una favola, ma che a volte finisce come una favola, premiando l’amore paziente, ardente e coraggioso, che resta intatto attraverso mezzo secolo (“53 anni, 9 mesi e 11 giorni notti comprese”), un amore che gli stessi sintomi del colera e che sconvolge le esistenze, per sempre.

“… mai avrebbe ammesso la realtà che Florentino Ariza, nel bene o nel male, era l’unica cosa che le fosse accaduta nella vita”.

“… lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti”.

Leggetelo se volete sapere cos’è la pazienza e l’amore.

Giuliana

2 pensieri su “L’amore ai tempi del colera

    • La funzione di My therapy è questa, quindi grazie a te! Anche perché non ci speravo rispetto a questo libro, mi sento molto in soggezione 🙂

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