La leggenda del panpepato

la leggenda del panpepato

Ho ritrovato questa mia recensione mai pubblicata, scritta a Ferragosto 2014, che parla di un libro della mia terra.
Amo i libri della mia terra, i dolci della mia terra, le leggende della mia terra.
Li considero, indovinate un po’? Terapeutici, perché fanno affondare le proprie radici e più siamo ben saldi a terra più possiamo guardare il cielo senza paura di cadere.

La leggenda del panpepato, di Maria Bronzini

Un dolce di Natale a Ferragosto serve a ricordarci che le cose sono molto di più di quello che appaiono soltanto. E questo vale per ogni stagione dell’anno. 
I luoghi magicamente narrati in “La leggenda del panpepato” sono poco distanti da Terni Città, la mia città, e dal punto in cui mi trovo adesso, affacciata dal Belvedere superiore della Cascata delle Marmore.

In questa storia c’è un piccolo popolo possidente di pozioni magiche che è probabilmente imparentato con i folletti, gli gnomi e le fatine che abitano le grotte carsiche della Cascata, in effetti il terreno fertile è molto simile.
Delle ragazze zitelle, buone ma niente affatto belle, andarono ad abitare nella pianura tra Colleluna e Valleantica. Erano apprendiste maghe e volevano imparare i segreti delle erbe per guarire i mali dei bambini del mondo.
Il popolo fatato che abitava all’ombra della “torre magica” di Colleluna teneva il segreto delle pozioni e delle erbe e on volevano diffonderlo, così le maghe pensarono di dar forma ad una dolcissima pietanza da barattare con i tesori del piccolo popolo. Utilizzarono i frutti della fertile pianura, ghiande, miele e bacche piccanti e crearono il dolce più brutto e più buono del mondo, che chiamarono Panghianda, antenato nobile e fatato del nostro amato, ternano, natalizio Panpepato.
Il piccolo popolo lo assaggiò riluttante per la bruttezza, ma fu subito convinto dalla squisitezza del dolce, lo accompagnò con succo di distillato di coccole di ginepro e accettò il baratto.
Niente è come sembra, dietro a una apparente bruttezza può esserci un cuore dolce e un sapore universale.
Buon Ferragosto!

Oggi poi vi dico Buon Natale!

Giuliana

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