La coscienza di Zeno

la-coscienza-di-zeno-italo-svevoLa coscienza di Zeno, Italo Svevo, 1923
Sono stata tentata dalle prime pagine di interrompere il mio secondo tentativo di lettura (il primo tanti anni fa), sono stata tentata da subito di allontanarmi dall’odioso Zeno, di cui è stato scritto più o meno tutto, antieroe, inetto, narcisista, personaggio scomodo e fastidioso.
Eppure, nonostante abbia provato enorme pena per lui, sono arrivata alla fine di un libro lungo e difficile, perdonandolo a tratti, per questa sua incapacità solida di adattarsi al mondo, per questo suo sforzo gigantesco di ripercorrere a matita tutta la sua vita, per la sua voglia di osservare il mondo da fuori, di criticarlo persino.
Zeno, in tutte le avventure in cui si trova, ha assoluto bisogno di dimostrarsi innocente e da ogni guaio che in primis lui combina, ne vuol venir fuori giustificato. Zeno non è capace d’amare, né il padre, né la moglie, né l’amante, né l’amico, nemmeno se stesso, cerca la scappatoia di una malattia per sentirsi giustificato, ma non la trova, ciò che lo farà sentire guarito sarà soltanto alla fine la comprensione, persino profetica a leggerla oggi, che è la società ad essere malata, sbagliata, inquinata, dominata dalla tecnica, dimentica dell’importanza della natura, inetta.

Ripeto, è un libro difficile e, anche se a tratti è ironico e strappa un sorriso all’improvviso, non è una lettura che scorre veloce, ma vale la pena tuffarsi nel flusso di coscienza di Zeno, perché si esalta la nostra voglia di fare, di contribuire alla salute nostra e della società, ci si concede il lusso di pensare al nostro modo di vedere il mondo, di scrivere il nostro personale flusso di coscienza per arrivare a comprendere la nostra natura, il nostro personale posto e contributo al mondo.

Zeno scava nelle profondità, forse sue non tanto, ma nostre sicuramente, ci lascia scossi e incerti, ma si può ben dire che, lasciato da parte Zeno e la sua coscienza, fastidiosi ma indimenticabili, le nostre gambe traballanti sapranno riprendere il ritmo di un passo giusto e onesto, con gli altri e con noi stessi.

Giuliana
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