Intelligenza emotiva

intelligenza emotiva

Ecco un altro libro che, insieme a Il libro dei chakra, avrei voluto leggere all’università, avrei dovuto non fermarmi alle intelligenze multiple di Gardner, avrei dovuto non farmi bastare i libri che mi imponevano.
Sto recuperando, comunque, così mi sono regalata “Intelligenza Emotiva” di Daniel Goleman, che è un testo molto intenso, centrato sull’importanza di un’educazione non soltanto affettiva, quanto profondamente emotiva.

Intelligenza emotiva” non vuol dire far prevalere le emozioni sull’intelletto, ma vuol dire esaminare con l’intelletto le proprie emozioni e reagire alle questioni della vita con le emozioni adeguate, anche perché “coloro che non riescono a esercitare un certo controllo sulla propria vita emotiva combattono battaglie interiori che finiscono per sabotare il loro lavoro e i loro pensieri“.
Dunque si parte dal socratico ammonimento “Conosci te stesso“, si parte dal conoscere i propri sentimenti nel momento stesso in cui si presentano, si parte da se stessi, dunque, dalla costruzione della padronanza di sé, quella che i greci chiamavano “sophrosyne” (“cura e intelligenza nel condurre la propria vita; misura, equilibrio e saggezza“) o che i romani chiamavano “temperanza” (“capacità di frenare gli eccessi emozionali“).

Dunque l’intelligenza emotiva è capacità di contestualizzare gli impulsi, leggere i sentimenti più intimi di un’altra persona, gestire senza scosse le relazioni con gli altri, è la capacità di motivare se stessi e di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i nostri stati d’animo per evitare che la sofferenza ci impedisca di pensare, è la capacità di sperare.

Intelligenza emotiva è avere un rapporto equilibrato tra emozioni negative e positive perché è questo che determina il senso di benessere psicologico.
Il benessere psicologico non è eliminare le emozioni negative, ma è bilanciamento, è controllo dell’intensità dei sentimenti, non repressione, ma saggia supervisione, è l’eliminazione del rumore di fondo emozionale (un po’ come l’incessante mormorio di fondo dei pensieri) a beneficio dell’individuazione del preciso stato d’animo del momento e della sua gestione.

In che modo è possibile realizzare tutto ciò?

Nel libro ci sono molte indicazioni su come gestire rabbia, depressione, tristezza, su come aumentare la fiducia in sé e la speranza per raggiungere quel “flusso” della vita in cui ci sentiamo davvero in equilibrio.

Il messaggio fondamentale che ne ricaviamo da questa lettura è che “il temperamento, cioè gli stati d’animo che caratterizzano la vita emotiva, non è destino“.

Possiamo lavorare su noi stessi e sulle nostre emozioni.

Giuliana

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