Il primo giorno di scuola

foto My Therapy

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Quali sono tutte le cose che dovevo fare dal momento che sarebbero tornati a scuola?
Dov’è tutta la gioia, leggerezza, tranquillità e solitudine desiderata che mi aspettavo di ritrovare al momento del loro ingresso nelle mura sicure e formative dei rispettivi edifici?
Adesso che sono sola, ma quanto mi mancano?
Questo silenzio, a cui mi riabituerò, ora quant’è greve?
Quanta fatica ho fatto a trattenere le lacrime vedendo LEI così piccina, in quel grembiule così grande, sotto il peso di quello zaino gigantesco, seduta in prima fila accanto al suo compagno di classe di tutta la vita (cinque anni, per loro tutta la vita) … quanta fatica? Che mattinata ho passato crogiolandomi nelle mie insicurezze di genitore che vorrebbe un figlio autonomo, e d’improvviso si trova davanti un pulcino spaventato?
Meno male che poi, lasciando LUI nelle mani delle maestre già note, c’è stato sollievo nel vederlo solo un po’ perplesso ma poi sicuro di poter andare a giocare lontano da me, che tanto sarei tornata presto.
Meno male che poi, una volta scesa dallo scuola-bus, sul quale continuava a sembrare un uccellino bagnato, è tornata la mia bimba chiacchierona di sempre, con quegli occhi spalancati sul mondo, piena di idee e senza appetito, saltellava persino mentre si rintanava in camera sua a giocare metabolizzando un sacco di emozioni nuove.
Quindi i figli sono a scuola e io sembro scema, una mamma scema che s’è immaginata di crearsi un’indipendenza e un’autorevolezza, ma resta solo una mamma senza i cui figli è scema, abbastanza priva di senso.
Una mamma scema che non ha fatto altro che pensare a questo primo giorno di scuola, a come prepararli e renderli emotivamente pronti ad affrontare il distacco, ed ora si domanda se sia concretamente possibile rendere pronti i propri figli alle esperienze nuove, se è fattibile aiutarli ad essere più forti o se tutto quello che fanno e diventano è solo farina del loro sacco, frutto delle loro anime e delle loro menti.
Tutto quello che può almeno tentare di fare questa mamma scema è far respirare loro tutta la serenità possibile, anche quella che non possiedo, cercandola chissà dove, e trovandola chissà come.
Amori miei, non so perché è stato così veloce il tempo che da piccoli batuffoli sulle mie mani siete diventati aquilotti in grado di volare da soli, ma io, in ogni passaggio di tempo e di luoghi, sono qui, con tutto il mio cuore, accanto a voi.

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